Quali sono gli animali nocivi per le piante?

quali sono gli animali nocivi per le piante

Fra gli animali nocivi alle piante i più terribili sono gli insetti e il loro numero è così aumentato da tenere il coltivatore in moto continuo per liberarsene o almeno per diminuire i guasti. Di seguito si indicano le specie più dannose e più comuni:

  1. Acari. Sono piccolissimi animaletti, appena percettibili ad occhio nudo, che si agglomerano sulle piante, causando danni gravissimi con l’assorbire i succhi come i pidocchi. La specie che apporta il maggior danno sulle piante coltivate è chiamata impropriamente ragno rosso. E’ uno degli insetti meno schifiltosi nella scelta del nutrimento, attaccando indifferentemente le piante da stufa e quelle da aria aperta. Esso manifesta una spiccata repugnanza per l’umidità cosicché le piante  all’aria aperta soffrono notevolmente i suoi attacchi solo nelle stagioni asciutte. Sul principio dell’invasione giovano le irrorazioni di acqua pura; ma se le piante sono attaccate bisogna raccogliere per quanto è possibile tutte le foglie con gli insetti e bruciarle e poi adoperare gli insetticidi a base di zolfo e di solfuri.
  2. Afidi e pidocchi. Fra gli insetti il pidocchio è il più comune e si può dire che le varie specie attaccano tutte le piante. I pidocchi si producono con una fecondità straordinaria e invadono rapidamente le nuove vegetazioni non risparmiando spesso nessun fiore. I danni causati da questo insetto sono di varia natura; dissanguano le piante con il succhiarne i tessuti, le foglie attaccate si deformano, ingrinziscono e ingialliscono, i rami si contorcono, si formano delle nodosità impedendo la libera circolazione dei succhi, i fiori abortiscono e su arresta l’accrescimento dei giovani frutti. In più i pidocchi secretano un liquido dolciastro che attira le formiche e che, spandendosi sulle parti sane di una pianta, forma una specie d’intonaco che disturba la respirazione e la polvere, che vi si agglomera, fermenta e dà origine alla fumaggine. Quando sono in piccolo numero si asportano con un pennello morbido o al principio dell’invasione si tagliano i rami e le foglie sulle quali cominciano a manifestarsi. Se le piante sono poche e in vaso si possono trasportare in un luogo ristretto e chiuso asfissiando i pidocchi con fumo di tabacco. , dopo 20 ore si lavano le piante per liberarle dagli insetti morti e dal deposito che vi lascia il tabacco. Oltre a ciò vi sono polveri e liquidi insetticidi con i quali aspergere le piante. Fra questi insetticidi i migliori sono la polvere di tabacco sofisticata che si vende dai tabaccai e l’estratto fenicato di tabacco. In qualche caso anche una semplice irrorazione di acqua saponosa adoperando il sapone molle. I trattamento con gli insetticidi liquidi, tanto contro i pidocchi che contro tutti gli altri insetti, si devono fare la sera e nella mattina seguente si laveranno con acqua pura le piante. La polvere di tabacco, invece, quando è adoperata sofisticata con lo zolfo, va adoperata nelle ore della mattina perché lo zolfo agisce con lo sviluppo nell’anidride solforosa.  Per alcuni pidocchi, come per esempio quelli gialli o verdi del erose, si può usare con profitto la razzia adoperata per gli insetti domestici. Vi è un pidocchio contro il quale la lotta è più difficile: è il pidocchio lanoso (Schizo neura lanigera); questo attacca il melo.
  3. Bruchi. Hanno questo nome comune le larve delle farfalle e di certe mosche dette Tentredini. Benché appartenenti ad ordini differenti, allo stato di larva si assomigliano per l’aspetto e il modo di vita. Tutte queste larve sono molto voraci, alcune sono proprie di un solo genere o specie di piante altre, invece, sono polifaghe: tutte passano da una pianta all’altra divorandone le parti erbacee, le foglie, i fiori e anche i frutti giovani. Vi sono di quelle che vivono isolate e di quelle che passano la loro vita unite in tribù formandosi anche un nido comune. I bruchi sono fra i più terribili nemici della vegetazione, perciò, è necessaria una continua vigilanza per distruggerli. Si possono usare per alcuni i liquidi insetticidi, ma il mezzo migliore per distruggerli o almeno diminuirne il numero è la caccia diretta alle larve alle uova e alle farfalle. La cacci alle uova si fa nell’inverno al momneto della potatura perché molte di esse si trovano facilmente sui rami. La distruzione delle larve si fa uccidendole una per una oppure mettendo nelle ore della mattina sotto un albero un lenzuolo, scuotendo l’albero stesso totalmente o i suoi rami, poiché in quell’ora le larve sono intorpidite, cadono facilmente dall’albero al lenzuolo e così se ne può fare un abbondante raccolta. Alcuni consigliano di bruciare le ragnatele dove le larve vivono in società usando fiaccole a spirito o a petrolio (figura 58), operazione da farsi con cautela evitando di bruciare la vegetazione.

Fiaccola a spirito

La caccia alle farfalle e alle mosche si fa nottetempo mediante un apparecchio ideato da Vermorel. questa lampada speciale è ad acetilene, può restare carica per parecchi giorni senza funzionare se i tempo non è favorevole, cioè se tira vento o se è freddo, perché allora gli insetti restano nascosti, può, invece, funzionare nelle notti con il chiaro di luna perché lo splendore dell’acetilene attira sempre gli insetti.

  1. Cocciniglie. Molte specie sono dannosissime; sono rivestite di peli o di una pelle scagliosa a guisa di guscio o da sostanze cerose, le quali coperture impediscono l’azione degli insetticidi liquidi. Occorre allora che gli insetticidi siano accompagnati da una soluzione saponosa. Si possono staccare quando sono in piccolo numero con un pennello o con uno stecco, ma quando sono molte si ricorre a qualche insetticida.
  2. Formiche. I danni delle formiche sono diretti o indiretti. Sono diretti quando attaccano e guastano fiori e frutti o entrano nei pani di terra dei vasi, indiretti quando salgono sulle piante infette da pidocchi e procurano il passaggio delle parti malate a quelle sane. Anche questi insetti devono essere distrutti o allontanati da certe colture. Si cerchi di ritrovarne i nidi nei quali poi si getta acqua bollente o petrolio oppure si adoperino i vari insetticidi. Qualche volta basta allontanarle da una località o da una pianta con un semplice spargimento di polvere di tabacco.   Si distruggono pure mettendo vicino alle piante delle spugne imbevute di sostanza zuccherata, le formiche invadono la spugna che si prende e si tuffa in acqua bollente e si rinnova l’operazione fino a che tutte le formiche non vengono uccise.
  3. Lombrichi. L’utilità dei lombrichi nella grande cultura è ormai accertata e a torto vengono distrutti. Non è così per le culture in vaso per le quali quest’insetto è molto dannoso, scompiglia le radici e guasta la fognatura del vaso in modo che questa non funzionando determina l’impantanare della terra. Per sbarazzarsi dei lombrichi ci sono vari mezzi pratici. Si annaffiano i vasi con un decotto di foglie di noce o con acqua di calce o con acqua contenete tre o quattro gocce di alcol canforato per ogni litro di acqua. I lombrichi vengono alla superficie della terra ed è così agevole prenderli. Giovano pure le annaffiature fatte con acqua dove siano stati tenuti in ammollo per 48 ore dei  frutti di ippocastano spezzettati.
  4. Lumache e chiocciole. Questi molluschi possono talvolta essere la causa di danno anche grave. Bisogna dar loro la caccia di notte e schiacciarli; sono ghiotti delle carote e della lattuga, quindi, mettendo sul terreno dei pezzetti di tali ortaggi oppure delle tavolette spalmate di burro si riuscirà a catturarli. Nelle annate umide si ha in primavera, tanto nei giardini che negli orti, una vera invasione di lumache e chiocciole, tanto che è quasi impossibile farne la distruzione direttamente. Allora, sempre nelle ore della sera, si aspergono le piante con qualche insetticida.
  5. Maggiolini. Allo stato d’insetto perfetto  il maggiolino procura danni soltanto quando è in grande quantità. Invece allo stato di larva è sempre dannosissimo. In questo stato prende il nome di Dormentone e vive per ben tre anni nel terreno prima di diventare insetto perfetto Anche per questo la distruzione più pratica è la caccia diretta. Al numero 2 sono rappresentate le uova e ai numeri 3 e 4 la larva a diverse età.

Maggiolino

  1. Talpe e topi. La talpe si nutrono è vero d’insetti e sarebbero in tal modo utili alle coltivazioni ma danneggiano immensamente i terreni con lunghe gallerie che scavano sotto terra e così il danno è maggiore dell’utile. Anche i topi provocano danni incalcolabili quando invadono in gran numero un terreno coltivato. Si possono distruggere molte talpe cercando di scoprire le loro gallerie e con la vanga cercare di tirar fuori gli animali per ucciderli, oppure mettendo qua e là nel terreno trappole speciali.
  2. Thrips. Danneggia le piante da stufa e molte delle piante all’aria aperta succhiando il parenchima delle foglie lasciandovi i suoi escrementi. Giovano molto sulle piante all’aria aperta le irrorazioni di estratto di tabacco e di altri insetticidi. Queste irrorazioni possono essere fatte anche nelle stufe ma qui si preferisce bruciare la sera del tabacco sui tubi bollenti del termosifone producendo una fumigazione di nicotina. Un ulteriore rimedio è la polverizzazione ripetuta ogni otto giorni di un liquido insetticida detto XL.
  3. Uccelli. Alcuni uccelli possono arrecare dei danni. Occorre allontanarli dai giardini dagli orti e dai frutteti con degli spauracchi, che devono essere cambiati almeno ogni otto giorni perché altrimenti gli uccelli si abituano e non ne hanno più paura.
  4. Vespe e calabroni. Danneggiano più che altro la frutta matura, ma sono insetti incomodi e pericolosi anche per i coltivatori, perciò, se ne deve effettuare la riduzione del numero.  Oltre la caccia ai nidi si mettono nei frutteti, quando si avvicina l’epoca della maturazione della frutta, delle bocce speciali (figura 61)ripiene a metà di acqua e miele. 

Vaso piglia vespe

  1. Zuccaiole. La zuccaiola, chiamata pure grillo-talpa ((figura 62), è fra gli insetti più dannosi specialmente quando invade tutti il terreno perché è difficile e lungo sbarazzarsene. Sono stati suggeriti moltissimi mezzi per distruggerle che possono tutti produrre buon effetto purché non ci si stanchi di metterli in opera. Oltre ai vari mezzi usati comunemente, si consiglia di mettere dei cumuletti di letame paglioso fresco sul terreno. Visitandoli nelle prime fresche  ore della mattina si trovano sotto le zuccaiole che si catturano con facilità e si uccidono. Giova molto all’allontanamento delle zuccaiole la concimazione dei terreni con scorie Thomas imbevute anche leggermente di petrolio.

Zuccaiola

Ogni macchina irroratrice può essere buona purché sia munita di un polverizzatore perfetto che  spanda bene il liquido e lo getti contro la pianta con una certa forza. Per le irrorazioni in grande e all’aria aperta si adoperano sempre la comune pompa a zaino che serve contro la peronospora delle viti. Invece, per le piccole irrorazioni e nelle stufe si usano macchine più piccole: il polverizzatore a schizzetto, il polverizzatore, e il polverizzatore a pulsante che è più economico e funziona con maggiore facilità dell’altro.

Per il funzionamento di questi due polverizzatori si deve mettere l’apparecchio in un bacino, com’è indicato dalle linee punteggiate della figura 63, dove si è messo il liquido insetticida e si danno tre o quattro colpi di stantuffo. Quindi, tirando fuori l’apparecchio si pompa a vuoto 40 o 50 volte per introdurvi la pressione d’aria. Fatto ciò si rimette l’apparecchio nel bacino o si pompa fino a che non offra una grande resistenza. Nel polverizzatore si pare la cannellina  il liquido esce benissimo polverizzato. Nelle stufe si fanno delle fumigazioni gettando del tabacco sui tubi del termosifone.

Commenta per primo!

Lascia un commento

Your email address will not be published.


*