Perchè vale la pena visitare Napoli

Perchè vale la pena andare a Napoli

Napoli è la terza città più grande d’Italia ed è sicuramente una delle più attraenti in tema di monumenti, paesaggi, tradizioni e bellezza. Il suo centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, i suoi tesori archeologici sono unici al mondo e il superbo splendore dei suoi palazzi, castelli e chiese non è inferiore a quello di Roma. E poi c’è la cucina! Il fertile suolo vulcanico, il mare pescoso e secoli di pratica hanno fatto della regione uno dei fiori all’occhiello della tradizione culinaria italiana; la pizza, la pasta e il caffè sono una meraviglia, così come le specialità di pesce, i dolci e gli spuntini di strada.

Certo, Napoli può sembrare caotica, fatiscente e trascurata, ma guardando con più attenzione scoprirete uno scrigno di affreschi, sculture e panorami mozzafiato, un’eleganza inaspettata e persone dotate di grande spontaneità e profonda umanità. Benvenuti a Napoli.

Quando andare a Napoli

Maggio è probabilmente il mese migliore per visitare Napoli e la zona circostante. Le giornate sono generalmente calde e la città offre un calendario ricco di eventi, come Wine&Thecity, che per due settimane celebra il vino, il cibo e l’arte di vivere, e il Maggio dei Monumenti, che per tutto il mese propone ogni sorta di evento culturale, dalle mostre d’arte alle passeggiate a tema. Giugno e settembre sono anch’essi ottimi periodi; le lunghe giornate estive sono perfette per visitare la zona e godersi l’impareggiabile atmosfera delle strade di Napoli. La maggior parte dei napoletani va in vacanza nel torrido mese d’agosto, durante il quale molti ristoranti e negozi chiudono per due-quattro settimane.

La storia di Napoli

Dopo aver fondato nell’VIII secolo a.C. la vicina Cuma, intorno al 680 a.C. gli antichi coloni greci fondarono un nuovo insediamento cui diedero il nome di Parthenope. Poi, in epoca romana, l’area di quella che fu chiamata Neapolis divenne un’esclusiva località di villeggiatura, una soleggiata regione termale frequentata da personaggi illustri come il poeta Virgilio. A sconvolgere quest’atmosfera idilliaca intervenne l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Ne11139 Napoli cadde nelle mani dei normanni, poi fini sotto il controllo illuminato dei re di Svevia e, un secolo più tardi, fu conquistata dai francesi d’Angiò, che diedero ulteriore risalto alla notorietà della città facendo costruire il poderoso Castel Nuovo. Nel XVI secolo il regno di Napoli entrò a far parte del regno spagnolo, del quale divenne uno dei possedimenti più fiorenti. Ne11600 era ormai la città più grande d’Europa, una fiorente bellezza barocca, impreziosita dalle opere di artisti come Luca Giordano, Jusepe de Ribera (detto Spagnoletto) e Caravaggio. Dopo una devastante epidemia di peste scoppiata nel 1656, l’orgoglio napoletano risorse durante il dominio dei Borboni (1734-1860): artefici di grandi opere come il teatro San Carlo e la Reggia di Caserta, consolidarono la reputazione della città quale centro di fasti e ricchezze. Lo sfortunato tentativo di instaurare un regime repubblicano nel 1799 fu seguito da una breve dominazione francese e poi da un ultimo periodo di governo borbonico; questo si chiuse nel 1860 con l’entrata in città di Giuseppe Garibaldi in veste di liberatore. Napoli entrò così a far parte dell’Italia unita.

Che cosa vedere e fare a Napoli

Centro storico e Mercato

Chiostri nascosti, antichi santuari, pizzaioli che cantano a squarciagola: il centro storico di Napoli è un caleidoscopio urbano intriso di colore e magia. I suoi tre decumani, ovvero le tre strade principali che tagliano la città da est a ovest, seguono l’impianto stradale originario dell’antica città romana. Quasi tutti i siti più importanti gravitano intorno a due di queste grandi arterie cittadine: la cosiddetta Spaccanapoli (formata da Via Benedetto Croce, Via San Biagio dei Librai e Via Vicaria Vecchia) e Via dei Tribunali. A nord di Via dei Tribunali, Via della Sapienza, Via Anticaglia e Via Santissimi Apostoli formano il terzo decumanus, il meno trafficato dei tre. A sud-est del centro storico slatrecciano le fatiscenti e caotiche strade dei’ quartiere Mercato, un convulso mosaico di alberghi economici, negozi di spezie cingalesi e mercati ambulanti, tra cui il Mercato di Porta Nolana con le sue bancarelle traboccanti di prelibatezze.

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