In Vaticano tra arte e cultura

I musei vaticani. Tra Arte e Cultura

Benché sia lo stato più piccolo del mondo (ha un’estensione di meno di 1 km2, 0,44 km2 a essere precisi), il patrimonio artistico e culturale del Vaticano è immenso. Più di 6 milioni di persone ogni anno varcano l’ingresso dei Musei Vaticani per ammirarne i capolavori senza tempo: dalla Cappella Sistina, sede del Conclave, le cui pareti sono interamente affrescate da Michelangelo Buonarroti (1475-1564), alle stanze di Raffaello (1483-1520), dipinte dall’artista di Urbino e nate come appartamento privato dei papi, dalla ricchissima Pinacoteca vaticana al Museo egizio di papa Gregorio XVI.

Va ricordato che con il termine “Musei Vaticani” si indica una pluralità di collezioni conservate in sedi diverse: la Pinacoteca, ad esempio, è ospitata in un edificio appositamente costruito nel 1932; diverse collezioni sono esposte all’interno dei Musei (il Museo Pio Cristiano, l’Etnologico, il Gregoriano Profano), la cui parte più antica, allestita e organizzata da Antonio Canova (1757-1822), è de-dicata alle sculture ed è detta Museo Chiaramonti, dal cognome del papa Pio VII; il resto del patrimonio, infine, si trova nelle gallerie, nelle cappelle e nelle sale dei Palazzi Vaticani (Galleria degli Arazzi, Appartamento Borgia, Sala della Biga, Cappella Sistina e Cappella Niccolina).

Il fondatore dei Musei è considerato papa Giulio II, mecenate rinascimentale che affidò ai più importanti artisti dell’epoca numerose committenze; nel 1506 acquistò una scultura greca ritrovata in un campo da un vignaiolo romano e la fece esporre in mezzo al Cortile del Belvedere: la scultura rinvenuta era il celeberrimo gruppo marmoreo del Laocoonte.

Libri e manoscritti preziosi

Il tesoro più imponente del Vaticano è costituito dal patrimonio librario e documentario: nella Biblioteca apostolica vaticana, infatti, sono custoditi alcuni tra i manoscritti più antichi e preziosi del mondo, tra cui il Codex Vaticanus, una pergamena del IV secolo d.C. in cui è stata trascritta in greco la Bibbia dei Settanta. Nella biblioteca, oltre a pergamene e incunaboli, sono conservati più di 1 milione e mezzo di volumi, mentre nell’Archivio segreto vaticano trovano posto più di 600 fondi archivistici, posti su oltre 85 chilometri lineari di scaffalature. Originariamente Biblioteca e Archivio costituivano un’unica entità, detta Scrinium ma l’aumento del materiale conservato portò alla separazione e, verso la metà del Seicento, alla nascita dell’Archivio Segreto (dal latino ssecretum, privato.) L’Archivio e la Biblioteca furono aperti agli studiosi di tutte le nazionalità e di tutte le religioni già dalla fine dell’800, grazie alla volontà di papa Leone XIII.

Oggi l’impegno di papa Francesco, desideroso di avvicinare la Chiesa ai fedeli condividendo anche le proprie ricchezze, rende lo straordinario patrimonio culturale e artistico del Vaticano sempre più accessibile a tutti; da poche settimane, infatti, anche lo splendido Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, da secoli residenza estiva dei pontefici, ricco di dipinti e sculture di grande pregio, è aperto al pubblico. Inserito in un’area collinare privata di oltre 50 ettari, è raggiungibile direttamente anche dallo Stato papale; non tutti sanno che il Vaticano è dotato di una propria stazione ferroviaria, l’antica Stazione Vaticana appunto, situata all’interno delle Mura Leonine. La ferrovia Vaticana è la più breve al 3 mondo: soli 200 metri di tratta! Dopo il segmento iniziale, infatti, i binari proseguono in territorio italiano per collegarsi alla rete nazionale, presso la stazione di Roma San Pietro.

Radio, televisione e giornali

All’interno della minuscola città-stato sono presenti tutti i servizi culturali che caratterizzano le grandi nazioni: in Vaticano c’è infatti ti una radio, una televisione, un quotidiano, una sala stampa, una biblioteca, una casa editrice e un archivio. Radio Vaticana è l’unica radio al mondo a trasmettere in praticamente tutti i Paesi dove sia presente una comunità cristiana; le trasmissioni sono in quasi 40 lingue

L’emittente, nata per volontà di papa Pio XII nel 1931 grazie all’aiuto di Guglielmo Marconi, è oggi gestita dai Gesuiti e si occupa di diffondere il messaggio evangelico, informare sulle attività della Santa Sede e riportare agli ascoltatori tutti i messaggi del pontefice. Mentre inizialmente venivano trasmessi soltanto comunicati in latino, dagli anni Sessanta non manca neppure la musica leggera. Il Centro Televisivo Vaticano, invece, è stato fondato da papa Giovanni Paolo II nel 1983; solo i cameramen interni possono riprendere i pontefici e i loro servizi in alta definizione sono diffusi in tutto il mondo, anche attraverso i recenti canali YouTube e Facebook. Per 24 ore al giorno, tutto l’anno, il Centro trasmette udienze, manifestazioni, messe, viaggi, interviste (durante  Le notizie di Radio Vaticana e del Centro Televisivo sono costantemente trasmesse ai giornalisti dalla Sala Stampa della Santa Sede; i professionisti accreditati ricevono uno o più bollettini quotidiani, oltre che documentazione riservata. L’Osservatore Romano è il quotidiano edito sei giorni su sette in Vaticano e diffuso in tutto il mondo.

Ne esistono, infatti, ben sei edizioni settimanali: in inglese, spagnolo, portoghese, tedesco, malayalam (lingua parlata nel Sud dell’India, soprattutto nel Kerala) e polacco. Pur fornendo resoconti dettagliati dei messaggi del pontefice, la testata, nata nel 1861, ha anche un’anima laica e informa su tutte le trasformazioni internazionali. L’Osservaime è stampato all’interno del Vaticano dalla Tipografia poliglotta vaticana; la Tipografia, affidata alla gestione dei Salesiani, è l’erede della Stamperia vaticana fondata addirittura nel 1587 da papa Sisto V. Oltre all’ Osservatore Romano e a tutti i materiali necessari per le messe, la Tipografia stampa i volumi scritti dai pontefici; questi testi sono pubblicati dalla casa editrice ufficiale del Vaticano, la Libreria editrice vaticana.

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