Il mistero della Sfinge: le teorie alternative

le teorie alternative sul mistero della sfinge

Oltre alle diverse teorie e dimostrazioni del mondo dell’Egittologia, esiste anche un filone di studiosi che sostengono diverse teorie alternative. Una, in particolare, vorrebbe che il corpo e la testa della Sfinge risalgano a epoca diverse. Secondo questa alternativa teoria, la Sfinge rappresentava un leone e la sua costruzione risalirebbe al 10.500 a.c.

Questa data sarebbe stata calcolata in base all’ipotesi che nell’anno 10.500 a.c il monumento era rivolto verso oriente e guardava sé stessa rivolta verso il cielo. In quel periodo, infatti, il sole sorgeva nella costellazione del Leone e il monumento sarebbe stata la riproduzione di questa costellazione. Sempre secondo questa interpretazione, al momento sarebbe stato dato un volto umano in un secondo momento. Ma sulla storia di questo monumento nel tempo si sono alternate altre ipotesi, unite a misteri e leggende popolari. Per molto tempo, per esempio, si è creduto che all’interno della Sfinge ci fosse un sistema di passaggi segreti e ben nascosti. Attualmente possiamo dire con certezza che all’interno del monumento è presente un solo passaggio, una sorta di varco senza uscita posto dietro alla testa della Sfinge.

In realtà questo varco è stato costruito ad hoc nel XIX secolo da John Shae Perring e da Howard Vyse proprio durante alcune esplorazioni volte a trovare alcuni presunti passaggi segreti all’interno della Sfinge. L’ipotesi che dentro la Sfinge si nascondano dunque passaggi segreti ad oggi non trova alcun fondamento scientifico, anche se alcune ricerche condotte nel 2007 potrebbero ribaltare la situazione dimostrando l’effettiva esistenza di alcuni cunicoli sotterranei.

La Stanza dei Registri

I misteri e le leggende che aleggiano sulla grande Sfinge non sono destinati a finire, anzi, sembra proprio che il suo mito sia destinato a vivere per sempre, ben oltre il noto e le scoperte fatte. Secondo alcune credenze proprio al di sotto della Sfinge sarebbe nascosta la Stanza dei Registri, una biblioteca che conterrebbe tutti i paperi inerenti alla conoscenza del popolo egizio.

Negli anni ’70 furono effettuate delle ricerche che hanno misurato e studiato la composizione del terreno che circonda la Sfinge. I risultati hanno messo in evidenza che nella parte posteriore del monumento, corrispondente alle zampe, risultavano delle anomalie. Le ricerche sono proseguite con una serie di trivellazione che, però, non riscontrarono nessuna cavità sotterranea e furono spiegate come semplice causa naturale dovuta alla pietra calcarea.

Nonostante le prove scientifiche portate a sostegno della teoria che vuole che sotto la Sfinge non si nasconda nulla, in tuti questi anni non hanno mai cessato di esistere teorie alternative, sospetti e altre ipotesi. Siamo ormai nel campo della pseudo-archeologia, una disciplina che comunque attrae appassionati di misteri e di esoterismo, pronta a credere a qualsiasi cosa.

C’è chi ha sostenuto nel tempo che la Stanza esista davvero, ma che non sia opera degli Egizi, bensì di un altro popolo preistorico e di razze aliene. In base a queste teorie, i costruttori della Stanza l’avrebbe sigillata con rotoli che raccoglievano tutto il sapere della loro conoscenza intorno al 10.500, periodo che risalirebbe alla costellazione del leone.

Insomma, teorie decisamente distanti dagli studiosi e degli archeologi, ma un insieme di ottimi spunti per creare un’intrigante e avventurosa sceneggiatura di un film o di un libro. In fondo gli Egizi saranno sempre associati al mistero, alle pratiche magiche e ai più importanti segreti della storia.

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