Il condizionatore dell’auto, manutenzione e problemi

Quando facciamo il tagliando della macchina, a meno che non sia espressamente richiesto, è difficile che il nostro meccanico di fiducia dia una controllata agli accessori. L’obiettivo del tagliando è quello di verificare il funzionamento di ogni singola parte meccanica necessaria alla sicurezza: lo stato delle luci, il livello dell’olio motore, lo stato di salute di cambio e frizione, dei freni e in generale della macchina in stato di marcia.

Un’auto moderna di fascia medio-alta è un concentrato di tecnologia delicato, che necessita di revisioni e di una guida attenta. Grazie ai controlli di bordo unificati, la macchina gestisce le fasi di guida e di fermata in modo quasi autonoma. La guida assistita e i sensori di parcheggio con telecamera sta introducendo il guidatore a una nuova dimensione. In tutto questo, la manutenzione degli elementi digitali potrebbe essere costosa. Avendo tutto centralizzato si dipende da un’unica postazione che fa da cerniera per tutto. Il costo di riparazione o sostituzione del condizionatore può essere molto costoso. Fortunatamente esistono le alternative.

Tra i componenti più delicati che necessitano di una maggiore manutenzione, anche in inverno, c’è sicuramente il condizionatore auto.

Questo imprenscindibile equipaggiamento è fondamentale in estate, quando nel nostro paese abbiamo a che fare con un caldo torrido, con temperature superiori ai 35 gradi in molte parti d’Italia e per tanti giorni. Immaginate di mettervi in marcia in autostrada, procedendo di casello in casello, senza l’ausilio di un condizionatore. Ad ogni fila rischiate di beccarvi in pieno i gas di scarico delle automobili in coda, il che è praticamente peggio che prendere un raffreddore. Inoltre non è assolutamente vero che azionando il condizionatore, a partire di condizioni, si consumi meno che procedendo con i finestrini aperti. Questi infatti si comportano come delle vele, rallentando la macchina e costringendoci a spingere ancora più giù sul pedale dell’acceleratore. In sostanza, bisogna prestare molta attenzione al condizionatore, perché è molto utile e soffre di problemi di manutenzione dovuti al fatto che non si usa mai per sei mesi o poco più, mettendone a rischio il buon funzionamento.

I problemi principali derivano da questo fatto, ma anche dall’usura dei componenti e in particolare dalle perdite di gas o dalla mancata pulizia. Ecco i principali guasti del condizionatore:

  • il condizionatore nemmeno si accende: ci potrebbe essere un problema di alimentazione, che coinvolge il condizionatore oppure i tasti di accensione. Vanno verificati i cavi, se non abbiamo preso umidità o non siano stati danneggiati dalle intemperie della stagione fredda. Questo è il primo controllo da fare, perché scongiura l’intervento più costoso.
  • il condizionatore non funziona, non raffredda – il problema potrebbe dipendere dal fatto che il gas refrigerante è assente. Se il gas è scarico occorre far fare una ricarica dal tecnico specializzato che dovrebbe dare un’occhiata anche ai tubicini del circuito. Per verificare la presenza o meno del gas basta anche una semplice osservazione: se c’è una perdita questa si accompagna a una perdita di olio che può esserci nel tappetino o sotto il motore, in strada.
  • c’è una perdita nei tubi, in questo caso o vanno sostituiti gli stessi oppure si può applicare uno speciale turafalle, in grado di agire come un mastice, che riempie la buca, isolando nuovamente la condotta. Altri problemi possono riguardare il condensatore o il compressore, in questo caso sostituire i pezzi non funzionanti potrebbe essere costoso.

Per una buona manutenzione è sufficiente accenderlo anche in inverno, per una mezzoretta, in modo da rendersi conto se ci sono perdite, evitando che le condotte si otturino e il condizionatore faccia un cattivo odore, dovuto alla presenza di batteri.

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