Come funziona il pignoramento

Come funziona il pignoramento

Beni mobili e beni immobili

Il pignoramento si differenzia in base all’oggetto dello stesso. Se si tratta di beni mobili, l’ufficiale giudiziario, munito di titolo esecutivo e atto di precetto, ricerca i beni da pignorare direttamente presso la persona e/o l’abitazione del debitore. In ordine di facilità di liquidazione, l’ufficiale giudiziario darà la precedenza al reperimento di:

  • denaro contante
  • oggetti preziosi
  • titoli di credito

Questi beni, che vengono giudicati in base ad un valore di presumibile realizzo, devono soddisfare l’ammontare del credito, maggiorato della metà. Per quanto riguarda il denaro e beni preziosi, l’ufficiale giudiziario ha l’obbligo di depositarli presso la cancelleria e nominare il debitore custode degli altri beni lasciati presso la sua abitazione, a meno che il creditore si opponga.

Il pignoramento dei beni immobili viene richiesto solitamento dalle banche o società finanziarie in caso di insolvenza di una o più rate di un mutuo o finanziamento. L’ipoteca o la procedura di espropriazione in questo caso necessita di un credito di almeno 8 mila euro. Nei casi più complessi, cioè quando c’è pericolo di trasferimento dei beni ad un’altra persona allo scopo di impedire il pignoramento, è prevista l’immediata esecutività del decreto ingiuntivo per giustificata urgenza.

Come conseguenza al pignoramento immobiliare si ha la trascrizione del provvedimento nei registri immobiliari. Oltre al bene immobile, quando necessario, vengono pignorati anche i mobili in esso contenuti.

Per quanto riguarda i casi di pignoramento dell’immobile, le ultime modificazioni introdotte con il Decreto del Fare prevedono l’esclusione della prima casa dai beni pignorabili. Resta facoltà di Equitalia di iscrivere ipoteca sull’immobile, ma il bene non è più pignorabile se:

  • l’immobile è il solo bene immobile del debitore;
  • l’immobile è adibito ad abitazione principale;
  • l’immobile non è accatastato e non rientra nella categoria di villa/castello/bene storico/stabile di pregio o di lusso;

Restano tuttavia pignorabili le prime case quando rientrano nella categoria di lusso e le seconde case, se l’importo del credito supera i 120mila euro e se sono trascorsi almeno 6 mesi dall’iscrizione dell’ipoteca (così come previsto dall’art. 77 del dpr 602/73) senza che il debito sia stato pagato.

Valutazione dei beni nel pignoramento

Durante la procedura di pignoramento i beni vengono valutati da un perito incaricato dal giudice, mentre per quanto riguarda i beni immobili viene preso in considerazione il prezzo base d’asta, ovvero il valore catastale dichiarato in fase di acquisto.

Non esiste una relazione tra il credito vantato e i beni pignorati. In genere questi ultimi sono di valore maggiore rispetto al valore del credito vantato e tenuto conto anche della loro valutazione al costo di acquisto, senza conteggiare eventuali opere di ristrutturazione o miglioramenti apportanti negli anni.

Inefficacia del pignoramento

Il pignoramento perde la sua efficacia se, trascorsi inutilmente 90 giorni dalla data di notifica, non sia stata proposta istanza di assegnazione o vendita dei beni pignorati. In questo caso il giudice emette un’ordinanza e dispone la cancellazione della trascrizione.

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