Torna il calcio di strada

Da quest’anno cambiano le regole del gioco del calcio per i bambini di età inferiore a 12 anni che praticano questo sport nelle Società sportive organizzate.
In questo numero ospitiamo un intervento che illustra le nuove regole, ricostruendo anche i vari cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni; nel prossimo numero chiederemo ad alcuni Direttori sportivi di Società di calcio della nostra zona come questi cambiamenti sono stati accolti e che cosa è cambiato per loro a livello organizzativo.

Negli anni ‘60, molti adulti ricorderanno, si poteva giocare il calcio vero a 11 giocatori solo al compimento del quattordicesimo anno di età.Prima si giocava all’Oratorio, nei prati delle piazze – sempre con uno di vedetta per segnalare l’arrivo dei Vigili – nelle vie od ovunque ci fosse uno spiazzo, magari con le cartelle di scuola per segnalare le porte.

Dalla metà degli anni ’70, il CONI permise di giocare a 11 dall’età di 8 anni e la Federazione Giuoco Calcio cominciò ad organizzare campionati per bambini da 8 a 10 anni; le Società Sportive organizzate parteciparono in grande numero, cominciando ad organizzare le loro Scuole Calcio – riconosciute dal CONI - che, fra l’altro, diventarono la principale fonte di finanziamento delle stesse.

Anche le Società Professionistiche, per stare al passo, organizzarono scuole calcio professionali.
Il risultato? Il gioco del calcio perse l’aspetto più importante dal punto di vista dei bambini: il divertimento. Costretti a giocare, con poche sostituzioni, su campi enormi e d’inverno fangosi, i meno dotati trascorrevano partite intere senza toccare il pallone – o guadagnandolo poche volte – ed erano costretti a calciarlo il più forte possibile, senza curarsi della tecnica e dei compagni.

Le Società vincenti erano quelle che potevano schierare giocatori con maggior potenza.Il corollario delle gare dei piccoli divenne quello abituale sui campi del calcio adulto: atteggiamenti offensivi nei confronti dei direttori di gara e degli avversari e litigi fra i genitori sulle qualità dei figli.Poi il Grande Feticcio: La Classifica!

Il CONI, con la proverbiale lentezza decisionale, si accorse dell’errore e, verso la fine degli anni ’80, vietò alle Società Sportive di partecipare od organizzare competizioni sportive di calcio a 11 a bambini con età inferiore ai 10 anni, chiamando quindi la Federazione Giuoco Calcio ad organizzare solo tornei a 7 per quella fascia di età.Inoltre, includendo la fascia di età 10-12 anni, stabilì la regola che obbligava le squadre a schierare obbligatoriamente tutti i piccoli giocatori portati per la gara per almeno un tempo intero.

Grandi allora furono le proteste delle Società Sportive, dovute anche alla mancanza di campi a 7 disponibili.Poi come sempre tutti si adeguarono. L’ambiente esterno però rimaneva quello abituale con l’aggiunta che, per i genitori dei bambini meno dotati era giusto far giocare tutti, mentre per i genitori dei bambini più forti avrebbero dovuto giocare soltanto i più bravi.
Non avendo abbattuto il Grande Feticcio, la classifica rimaneva il punto più importante per Società Sportive e genitori.Alcuni giornali, anche importanti, cominciarono a pubblicare cronache, risultati e classifiche anche di queste gare minori e la loro tiratura ne trasse e ne trae grande beneficio.

Arriviamo adesso all’oggi: il CONI e la FIGC hanno finalmente fatto marcia indietro e a partire dalla stagione sportiva entrante, la 2006-2007,. Cambiano le regole.

Sulla base del principio che il calcio è un giuoco ed i bambini hanno diritto al divertimento, le nuove disposizioni vietano le manifestazioni di calcio a 11 per i bambini con età inferiore a 10 anni. Inoltre, le gare saranno suddivise in tre tempi, ognuno dei quali con risultato indipendente; le squadre saranno formate da 7-6-5 giocatori; i giocatori dovranno tutti giocare almeno un tempo. Con uno svantaggio di 5 reti la squadra perdente potrà schierare un giocatore in più; se una Società si presenta con pochi giocatori potrà utilizzare giocatori della Società avversaria; le gare saranno dirette dagli istruttori, con precedenza all’istruttore della squadra in trasferta e, in qualche caso, potranno addirittura essere dirette dagli stessi bambini che giocano. I campi di gara?Di dimensioni ridotte, ovunque sia possibile, e se mancano le porte si potranno utilizzare paletti, coni, cinesini e forse gli zaini di scuola.Classifica? Addio. L’aspetto ludico privilegiato rispetto al risultato.


Non sappiamo con quale gradimento delle Società Sportive, delle Testate giornalistiche specializzate e dei genitori.
Noi diciamo: finalmente!
Ernie Kovacs