La scienza e i francobolli

Acceleratori elettrostatici, tribologia (la scienza dell’attrito), Fenici, geologia, ipernucleo dell’atomo, antenne, maree, catalizzatori, fisica, struttura dell’atomo, la scrittura.

C’è un collante tra tutti questi argomenti così disparati? Ebbene sì, il francobollo: quel piccolo pezzetto di carta, una volta gommata oggi adesiva, che applichiamo sulle lettere o cartoline è stato emesso molto più di quanto si creda sugli argomenti che abbiamo elencato, e sulle scienze in particolare.

Su questo connubio lavora Francesco, così chiameremo il nostro interlocutore che ci ha chiesto di mantenere l´anonimato, pubblicando articoli che trattano la fisica e le scienze in generale avvalendosi dei francobolli come elemento illustrativo.

La storia inizia con una caviglia rotta e con l’inattività che lo porta a riordinare i francobolli. La solita raccolta Italia, San Marino, Vaticano non fa per Francesco che scopre di poter coniugare l’esperienza di fisico, lo era per lavoro, e la passione per le scienze, interesse avuto da sempre, per scrivere articoli su quei temi illustrandoli con i francobolli che la filatelia mondiale e anche italiana ha emesso per il soggetto scelto. I riferimenti illustrativi li prende dai più noti e famosi cataloghi mondiali o attraverso la collaborazione di alcuni commercianti che gli permettono di riprodurre i preziosi rettangolini a corollario delle sue ricerche. Sfrutta anche la sua piccola raccolta o andando a cercare i francobolli che gli interessano nelle fiere settoriali, spulciando tra le bancarelle dei mercatini.

In Italia la monotematicità non è molto sviluppata mentre all’estero i collezionisti di argomenti specifici sono più numerosi. Spesso fanno capo ad associazioni con intensi scambi di materiale e idee o si trovano attraverso il mondo web. Così Francesco prende contatto e trova numerosi soggetti filatelici specifici dell’argomento di cui va a trattare. E inizia a scrivere.

In Italia, come spesso accade, “nemo propheta in patria” e le riviste italiane alle quali propone i suoi articoli non li ritengono interessanti. Si rivolge all’estero ed eccolo raccogliere consensi, interesse e soprattutto vedere i suoi articoli pubblicati in Francia, Germania, Sud Africa, Polonia, Giappone e USA ottenendo, nel caso statunitense, un riconoscimento da parte di un professore dell’Università della California, la celeberrima UCLA, per il lavoro svolto sui catalizzatori. Col tempo arriva anche il riconoscimento italiano con la pubblicazione di diversi suoi “pezzi” su una rivista con la quale instaura una buona collaborazione.

Francesco non firma solo articoli ma con l’aiuto di un francese edita a quattro mani un libro sulla fisica attraverso i francobolli cercando nei maggiori cataloghi mondiali, l’Yvert & Tellier francese, lo Scott americano e il Gibson inglese. Ne scaturisce un lungo elenco di codici di riferimento di questi cataloghi che sono prezioso vademecum per chi deve fare delle ricerche specifiche sull’argomento. Duecentoventi sono le pagine che alla fine ne vengono fuori e in cui Francesco si occupa delle codifiche del catalogo francese Yvert & Tellier. Per la cronaca il libro è giunto alla seconda edizione.

Mentre chiacchieriamo, Francesco mi mostra le riviste di cui va orgoglioso e il libro, raccontandomi una marea di notizie e intanto mi mostra orgoglioso un suo lavoro sulle dighe con tanto di busta e annullo. Francesco è un fiume in piena nel raccontare aneddoti e curiosità, come quella di molti docenti che usano il sistema ricerca-francobolli per le loro relazioni (un professore americano l’ha usato per articoli di microscopia), o come siano numerose le “collezioniste” di raccolte monotematiche, o di come è nato il suo articolo sui Fenici quando, dopo una visita in Sicilia ad un sito di quella antica popolazione, si mise alla ricerca di testi sull’argomento, e la ricerca che lo impegnò per trovare la cinquantina di francobolli che trattano l’argomento.

Mentre mi congeda scopro che Francesco ha un altro interesse. Qui i francobolli non c’entrano. In una vetrina sono in bella mostra almeno una trentina di caffettiere di ogni età e tipo: “Mi piace spulciare nelle bancarelle e quando ne trovo una la compro, la rimetto a nuovo, la lucido e la metto insieme con le altre”.

Vuoi vedere che tra un po’ leggeremo un articolo sulle caffettiere e ci saranno anche dei francobolli a commento?

Sergio Biagini