Skateboards, bici e pattini in pista
Sicuramente una scommessa vinta quella di costruire una pista da skateboard all’interno del Parco Lambro. Molti ragazzi che, fino a pochi anni fa, avevano come unica possibilità quella del piazzale della Stazione Centrale, possono ora provare ed esibirsi in un apposito Skatepark in una cornice splendida quale è quella del Parco stesso. Qui infatti si ritrovano ragazzi di età molto varia, potremmo “indicativamente” dire fra i 10 e i 40 anni, sia abitanti della zona, ma anche ragazzi di altre nazionalità in vacanza o che lavorano a Milano temporaneamente e che hanno scoperto questa pista tramite le indicazioni che viaggiano via Internet in diverse lingue. Sebbene impegnati fra DROP, FIFTY/FIFTY, EXCEL, NO STEP e mille altre figure acrobatiche, alcuni di loro ci hanno aiutato a capire come viene vissuta questa pista.
Jeff, 33 anni, francese, ci dice che questa struttura è veramente ben fatta e soprattutto vivibile, diversa da quelle da lui frequentate a Parigi, dove per vari motivi è difficile entrare. Questa pista è dunque interessante per chi, come lui, ha voglia di imparare, di scambiare consigli anche con gli altri ragazzi.
Concorda con Jeff anche George, 26 anni, greco, e ci dice che questo Skatepark è all’altezza di quelli ben più famosi di New York, ma molto più tranquillo, almeno nel primo pomeriggio. Sì, perché in realtà la pista inizia ad animarsidopo le 6 di sera, oppure nel week-end, sottolineano Andrea e Daniele, 14 e 16 anni, locali.
La maggior parte degli skateboarders professionisti infatti si riversa qui dopo il lavoro o l’università, e allora diventa difficile provare per chi è alle prime armi. Aspetto dunque le 6 del pomeriggio, curioso di vedere se aumenta l’utenza, ed effettivamente noto che via via cresce il numero di ragazzi. Arrivano gruppi che praticano la bici acrobatica, altri con i pattini in linea, e inizio a notare che un problema la pista ce l’ha. Con questi numeri la pista resta un po’ stretta.
Ma nulla toglie all’importanza di questa struttura per i giovani, che ancora hanno troppo pochi spazi dove trovarsi e crescersi.
Lorenzo Baio
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