Alla scoperta dell’Ortica

 

Noi ragazzi che abitiamo all’Ortica, non immaginiamo come questo quartiere sia cambiato nel tempo; crediamo che esso sia sempre stato com’è ora. Pensiamo che le strade, i palazzi, la scuola, e tutti gli altri edifici del quartiere siano lì da sempre e non riusciamo a immaginare che il nostro quartiere in passato fosse come un piccolo paesino di campagna, immerso nel verde, con grandi prati e pochi edifici. Da una foto dell’Ortica degli anni ’50, abbiamo incominciato un viaggio a ritroso nel tempo, cercando di immaginarci com’era la vita nel nostro quartiere e come esso sia cambiato. Per questo abbiamo deciso di chiedere aiuto a chi in questo quartiere c’è nato e vi ha vissuto, intervistando il signor Fulgido Pizzocri (del Centro Anziani dell’Acquabella), e  abbiamo cercato di ricostruire la storia del quartiere o per lo meno i suoi ultimi 50 anni di vita.

Buon giorno Signor Fulgido, abbiamo trovato una foto del quartiere negli anni ‘50 e abbiamo una curiosità:  vogliamo sapere com’era e come si viveva all’Ortica prima che diventasse com’è adesso. Per  esempio, ci può dire come si divertiva quando era un ragazzino qui all’ Ortica ?
Bene, per prima cosa dovete immaginare che l’Ortica è molto cambiata, c’era meno cemento e più verde, pensate che da qui (l’Ortica) al laghetto di Redecesio c’era un lungo prato che, quando ero un po’ più grande di voi, percorrevo di sera con i miei amici. Ma per divertirsi bastava poco, una partita di calcetto, un giro in bicicletta oppure una partita a lippa (gioco tipico milanese).

Punti d’incontro come gli oratori o società sportive esistevano già?
Sì, l’Ortica era molto famosa per le sue società sportive, pensate che nel giro di pochi chilometri c’erano più di 5 società sportive, mentre oggi è attiva solo la Scarioni. Per quel che riguarda gli oratori c’era, come credo ci sia adesso, l’oratorio San Carlo. Non lo frequentavo regolarmente.

Dove andavate a scuola ?
C’era già la scuola di via Cima, ma era stata danneggiata dai bombardamenti della 2^ Guerra Mondiale e quindi si andava a studiare alla chiesa Rossa.

Le case qui all’Ortica erano come sono oggi, cioè grandi condomini?
No, fino agli anni ‘60, prima del boom economico e edilizio, qui le poche case che c’erano erano tutte case di ringhiera, con un bagno per più famiglie, e non c’era l’acqua corrente come ora.

Si sarebbe mai immaginato che l’Ortica diventasse come è ora?  
Di certo quando io ero giovane non mi sarei mai aspettato questo forte cambiamento del quartiere.

Lei lo preferisce com’è ora o com’era allora?
Di certo la situazione economica è molto migliorata da allora e questo è un bene, ma con il passare del tempo si è perso molta umanità.

Umanità ?
Sì, ora c’è un forte disinteresse verso gli altri, manca quello spirito di unità e amicizia che c’era allora. Per esempio, quando io ero giovane, non sarebbe mai successo che si ritrovassero delle persone decedute in casa dopo 4-5 giorni e che ci  si accorgesse che erano morte solo per la puzza. Oggi si ha quasi paura del vicino di casa, quasi non si sa come si chiama, mentre ai miei tempi ci si conosceva tutti e ci si  aiutava tra vicini.

La ringraziamo del tempo che ci ha concesso.
E’ stato un piacere.

Ci sono stati forti cambiamenti nel nostro quartiere e le cose sono cambiate, anche se non sempre in meglio. Forse oggi si sta meglio dal punto di vista economico ma si è persa un po’ della umanità e della semplicità di allora.

ARTIPO ANDREA PALMIERI FABRIZIO SUDANO ALFREDO
CLASSE 2^ A IGEA ITCS “GRAMSCI” MILANO