Rhinos alla carica

 

 

Quattro volte campione d’Italia, una delle prime compagini a praticare in Italia negli anni ‘80, grazie al mitico presidente Colombo, uno sport ai più sconosciuto che arrivava dagli Stati Uniti. Ecco il biglietto da visita dei Rhinos la squadra di football americano che sta riportando Milano ai vertici di questa disciplina sportiva. Base in zona 3, al Centro Sportivo Crespi di via Valvassori Peroni, i Rhinos stanno conoscendo una nuova vita dopo che nel 1990 la società chiuse dopo i fasti degli anni ’80 con i Rhinos imbattibili o difficilmente perdenti. Questo genere di competizione sportiva che si affacciava per la prima volta in Italia raccolse, nonostante la concorrenza del calcio soprattutto, numerosi appassionati e tifosi. Ancora oggi i supporter sono numerosi e seguono con passione i vari campionati.

Torniamo ai Rhinos che conosciamo in una fredda serata mentre si allenano al Crespi. È con noi Andrea Oliverio che ci racconta la nuova vita di questa squadra. Una società che crede nei giovani, che cerca di trasmettere loro l’interesse per il football, sui quali punta per formare le nuove leve che un domani difenderanno i colori della squadra. Da qui i numerosi incontri con i ragazzi delle medie superiori e anche con altri delle università. Questa politica sta dando buoni frutti e le adesioni sono interessanti. Molti giovani si sono avvicinati al football appassionandosi e attualmente gli under 15, che praticano il cosiddetto Flag football, dove si imparano i primi rudimenti del gioco senza la caratteristica armatura che contraddistingue questi giocatori, sono più di una decina, ma quello che ha convalidato la teoria dei giovani sono i due secondi posti negli ultimi due anni.
Ai quarti di finale nel 2004 è arrivata invece la under 21 che ha esordito nel 2003 e che vanta la convocazione in nazionale di alcuni elementi nella sfida contro l’Austria alle qualificazioni per gli europei del 2006.

Infine la prima squadra, composta sia da giovani sia da qualche “anziano” per un totale di cinquanta atleti suddivisi nei vari ruoli, da quando si è ripresentata sul palcoscenico del football ha bruciato le tappe vincendo nel 2003 il campionato di serie C e guadagnandosi l’ingresso in A2 due anni fa. Nel 2004 sono stati raggiunti i playoff. E gli spettatori non mancano: 5/600 persone a partita sono un buon risultato in linea con i numeri di tutta Italia. Il 5 marzo debutteranno nel campionato contro i Frogs diLegnano, rivali di sempre.

I rivali di Milano sono invece i Falcons il punto di riferimento dei Rhinos quando hanno ripreso l’attività. Così lo scorso anno finalmente Milano ha riavuto il suo derby di football che ha visto purtroppo soccombere i Rhinos ma con onore. “L’importante era essere lì, – ci dice Andrea Oliverio – dare a Milano una partita che da tempo non c’era e dimostrare anche che i nostri sforzi e il nostro impegno non sono stati vani”.

Come ogni squadra anche i Rhinos hanno degli sponsor che aiutano nelle spese di gestione della prima squadra che ha costi non indifferenti. Si pensi solo alle trasferte quando si muovono oltre 50 persone, o ai costi dell’attrezzatura che arriva a 5/600 euro per giocatore. Problema di sponsor che si ripresenterà ancora di più quando i Rhinos dovessero raggiungere la serie maggiore.

A questo punto ci è sorta spontanea la domanda: “Quando in serie A e soprattutto quando campioni?”
“Una bella domanda – risponde Andrea -. Il salto di qualità, arrivare cioè in serie A1, è previsto nel 2007 e sarebbe il giusto coronamento in occasione del trentennale della società. Quando e se accadrà vorrà dire doversi rivolgere anche al mercato statunitense (per ora i non europei non sono ammessi ndr.) per avere una squadra competitiva e in grado di affrontare gli impegni che si presenteranno”.
L’entusiasmo non manca, gli elementi sui quali costruire il successo ci sono, l’impegno non è da meno. I Lions di Bergamo attuali campioni nazionali, e campioni europei qualche anno fa, sono avvisati.
I Rhinos…ceronti stanno per caricare e raggiungere la loro meta.

Sergio Biagini