Mercoledì sera il tango non ha segreti per i frequentatori di via Pitteri 8. Sul citofono si legge “sala ballo” (per le auto accesso libero al cortile) e l’indicazione non rischia di deludere: in quello che fino a due anni fa era un capannone abbandonato, c’è un locale con pista di 300 mq. Qui i ballerini - o aspiranti tali - si presentano a partire dalle 22.30 e, dopo un rapido cambio di scarpe (da studio), danno il via alle danze. Intorno alle 23 fa il suo ingresso Alejandro Angelica, che a Milano - “dove vivono almeno mille tangueros” - pratica e insegna il sistema Tangopuro®. Il ragazzo sfiora i trent’anni, studia ingegneria matematica, parla quattro lingue e ha girato il mondo inseguendo il tango. “Un ballo che - ci spiega - nasce spontaneamente nel Rio de la Plata, prima come danza, poi come musica”. Per questo il suo metodo - marchio rigorosamente depositato - pur tradendo influenze di Canyengue per il ritmo africano (“il camminare cadenzato”), poggia in gran parte sull’improvvisazione. “I passi sono concetti applicabili ai movimenti della coppia. Salida, parada, barrida, boleo, giro, sacada, colgada, volcada: la base dei passi di tango è l’invasione dello spazio dell’altro”.
Nel corso della serata Alejandro mostra tre o quattro passi agli ospiti, che poi sfrecciano da soli, a quanto pare senza incertezza. I più preparati guidano gli esordienti, che possono contare anche sull’aiuto di Tali Gan, la ballerina che balla in coppia con il maestro, e degli assistenti Ivano e Manuela.
La colonna sonora spazia dalle orchestre anni ’30 come Francisco Canaro, Donato, Tipica Victor, a Osvaldo Pugliese, Anibal Troilo, Carlos di Sarli, fino all’electrotango di Gotan Project e Bajofondo.
Periodicamente si organizzano rassegne con maestri argentini e italiani, serate ritmate dal dj (ops, musicalizador) argentino Punto y Branca, e concerti dal vivo con i dieci elementi dell’Orquestra Tipica Imperial o i quattro musicisti di Tango Tinto.
Nei momenti di pausa - non molti, a dire il vero – si può accedere a bibite e snack da gustare sulle panche o intorno ai tavoli a bordo sala. A proposito, il locale - pareti colorate, soffitto a cassettoni, impianto stereo a prova di intenditore - è stato completamente ristrutturato da Antonio Autolitano, presidente dell’Associazione. A fare gli onori di casa, però, ci sono Lucia e Franco, papà e mamma da sempre appassionati di ballo. Gaia Levi
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