Molti condomìni della zona di Città Studi hanno ricevuto da parte di AEM una lettera che li informava sul prossimo arrivo del teleriscaldamento, invitandoli a considerare la possibilità di cambiare la vecchia caldaia a gasolio o a metano con il nuovo sistema.Un sistema relativamente nuovo per Milano, ma utilizzato ampiamente in altri Paesi e, più vicino a noi, a Sesto San Giovannio a Brescia.
Incuriositi e interessati ci siamo rivolti ad AEM per avere maggiori dettagli e siamo perfino andati a fare un sopralluogo presso la centrale in costruzione che potrà fornire l’acqua calda per il riscaldamento a questo quartiere della zona 3.
Ma che cos’è il teleriscaldamento?
Tradotto significa “riscaldamento da lontano”, in pratica è la produzione centralizzata di calore e la sua successiva distribuzione, a mezzo rete, in un quartiere cittadino piuttosto che in un paese. L’impianto generale si compone di una centrale di produzione di calore (semplice se produce solo calore, di cogenerazione se produce calore ed energia elettrica) che può essere alimentata in diversi modi, ed una rete di trasporto per l’acqua calda che può arrivare a servire contemporaneamente più edifici.
Per capire meglio il progetto in questione ci siamo rivolti all’AEM e ci siamo fatti un’idea un po’ più chiara sul progetto di realizzazione. L’opera prevede una centrale di produzione, che userà la nuova tecnologia detta a “pompa di calore”, realizzata nella vecchia sede AEM in via Cavriana. In sintesi, il sistema funziona così: alcune grandi caldaie, che vanno a metano, generano sia energia termica per l’accumulo termico in silos, sia energia elettrica per far funzionare le pompe di calore, ovvero delle pompe che prelevano acqua dal 1° e dal 2° livello di falda a 15°C e la restituiscono a 7°C nel cavo Borgognone. E’ proprio questa sottrazione di energia termica all’acqua che fornisce il calore necessario per scaldare l’acqua che andrà nei tubi del teleriscaldamento a 90°C (il principio di funzionamento è quello del frigorifero).
Dalla centrale, poi, parte una rete iniziale di tubi principali coibentati detti “feeder” per il passaggio dell’acqua calda. Da essi si dirameranno i singoli allacciamenti alle utenze condominiali.
I clienti ai quali farà riferimento la società non saranno le singole utenze con riscaldamento autonomo, ma i condomini con caldaie centralizzate che verranno sostituite da scambiatori di calore (ovvero delle piastre attraverso cui avviene il passaggio di calore dalla rete AEM a quella condominiale, che permettono di diffondere il calore alle singole unità abitative e ai singoli esercizi commerciali e produttivi, senza interventi nelle abitazioni/esercizi). La gestione dell’impianto sarà affidata ad AEM Calore e Servizi, società del Gruppo AEM, incaricata appunto anche della gestione degli impianti di teleriscaldamento di proprietà del Gruppo presenti sul territorio metropolitano di Milano.
E i vantaggi per chi volesse servirsi di questo nuovo servizio?
“I vantaggi sono numerosi”, ci dicono, “tariffe più convenienti del 10% rispetto al metano e del 40% rispetto al gasolio. Diminuzione dei costi di manutenzione. Dismissione di canne fumarie e caldaie. Assenza di interventi nelle abitazioni. Incremento della vita dello scambiatore rispetto a quello delle caldaie. Possibilità di certificazione dei consumi tramite un contatore di calore. Abbattimento dell’ossido di azoto e dell’anidride carbonica almeno del 45%. Risparmio generale di energia.”
Gli obiettivi ci sembrano ottimi, sia dal punto di vista ambientale, sia da quello economico, per cui esprimiamo la nostra speranza che non rimangano solo sulla carta. Lorenzo Baio
Qui produrranno acqua calda
Eccoci alla Centrale di cogenerazione in costruzione in via Cavriana 32, dopo i Tre ponti di viale Corsica. Il sito AEM è facilmente individuabile dalla presenza di un gasometro, che rimarrà come elemento di archeologia industriale: il secondo gasometro, più grande, è stato smantellato ed al suo posto è in costruzione la nuova centrale.
Nel nostro sopralluogo siamo stati accompagnati dal geom. Cecconi, responsabile del cantiere, e dall’ing. Di Giorgio, responsabile di tutti gli impianti di Cogenerazione di AEM. Abbiamo quindi raccolto tutte le informazioni che ci interessavano e siamo quasi diventati dei veri esperti….
La potenza massima della centrale si aggirerà intorno ai 90 MWt, picco che si raggiungerà gradualmente via via che aumenterà l’utenza. Un impianto di dimensioni standard, dunque, anche perché dimensioni maggiori vorrebbero dire un impatto visivo della costruzione più invasivo, e, dato che siamo in città, meglio non esagerare….
La centrale comunque sarà in grado di servire 50.000 abitanti equivalenti, ovvero circa 22.000 famiglie, da raggiungere in tre, massimo quattro anni dall’inizio dell’erogazione del servizio, previsto per ottobre 2007.
L’energia prodotta dall’impianto è così distribuita: 40% dalle caldaie e 60% dalle pompe di calore, e l’efficienza complessiva è dell’80% (che è un valore molto alto).
Dal punto di vista architettonico, la facciata che dà verso l’interno del sito AEM è circolare, per rispettare la forma del preesistente gasometro, mentre quella che dà verso nord e affaccia sul futuro ampliamento del Parco Forlanini è rettangolare, ma verrà movimentata da una copertura metallica avveniristica, che non abbiamo però potuto vedere in disegno, fortemente voluta dagli uffici tecnici del Comune.Speriamo bene. Stefania Aleni
![]() |
![]() |