BIRRA…MON AMOUR !

 

Beer in inglese, bier in tedesco, bière in francese; e poi – sorpresa! – cerveza in spagnolo e cerveja in portoghese (la “cervogia” di Asterix, per chi ama i fumetti di Goscinni e Uderzo). Insomma, stiamo parlando di birra, la “bionda” che sta soppiantando, nei gusti di molti italiani, il tradizionale e intramontabile barbera. Più leggera di gradazione, fresca e dissetante, da sempre ampiamente diffusa in tutta l’Europa centro-settentrionale (anche per ovvia scarsità di vino!) la birra non è solo “bionda”, è anche “rossa” o “scura”; e soprattutto è molto più semplice da produrre rispetto al vino, tanto da indurre molta gente a farsela in casa. Niente di trascendentale, s’intende (nei paesi anglosassoni è una pratica molto diffusa), ma noi italiani – sempre un po’ pigri e poco fiduciosi nelle nostre autonome capacità in campo alimentare – siamo arrivati buoni ultimi. Stiamo però recuperando terreno rapidamente e se fino a qualche anno fa non era semplice procurarsi il necessario, ora non è più così. Basta recarsi - per esempio - da Roybeer Homebrewing (in Via Plinio al 63) per trovare non solo una vasta gamma di birre di qualità, ma anche i ‘kit’ e i prodotti necessari per trasformarsi in birrai casalinghi.

Da tempo conoscevo il negozio e finalmente sono andato a intervistare il titolare. Dopo aver rassicurato il signor Daniele Mazzardi che non intendevo spillargli quattrini per pubblicare l’articolo, abbiamo cominciato a parlare di birre e del suo negozio, aperto a Milano verso la fine del 2000. Dedito a tutt’altra attività, ma amante del mondo della birra, il signor Mazzardi decise allora, assieme al suo socio, di sfruttare un loro locale poco utilizzato trasformandolo in beer-shop. A quei tempi i negozi del genere erano piuttosto rari (tre in tutt’Italia dei quali uno solo a Milano). La concorrenza puntava più sulla vendita di birre particolari e di “malti pronti” per produrre birra in proprio. Loro per differenziarsi decisero di ampliare il settore dell’home-brewing mettendo a disposizione dei clienti tutto il necessario per produrre birra senza partire necessariamente dai malti pronti. Nel corso degli anni, dapprima col classico ‘passaparola’, poi tramite un sito internet accurato ed esauriente, Roybeer è diventato uno dei beer-shop più conosciuti in Italia. Attualmente il signor Mazzardi ha rilevato tutta l’attività e la gestisce in collaborazione con la moglie, mettendo a disposizione dei clienti circa 400 tipi di birra e una vasta gamma di prodotti e attrezzature.

Ma chi sono prevalentemente i clienti? Per il 70% sono giovani (intendendo mediamente “trentenni”) ma non mancano i giovanissimi e i signori di mezz’età. In questi anni la clientela è aumentata ma soprattutto è aumentato l’interesse del pubblico per le birre di qualità (tipologie e metodi di produzione) nonché la competenza e la consapevolezza che è possibile farsele da soli.

Mentre chiacchieriamo entra una giovane coppia; i due ragazzi gironzolano, curiosano, si informano e se ne vanno entusiasti comprando una birretta d’assaggio e col proposito di tornare per procurarsi un ‘kit’ di fermentazione. A questo punto mi metto a gironzolare anch’io per potervi raccontare cosa c’è da Roybeer. Innanzitutto i già citati 400 tipi di birra (un terzo circa di produzione belga e poi birre inglesi, tedesche e di altre provenienze). Quanto costa la più cara?Si può arrivare a più di cinque euro per una bottiglietta da 33 cl., ma ce ne sono di ottime anche a prezzi decisamente più abbordabili! E per fare la birra in casa? Innanzitutto il ‘kit’ per la fermentazione (bidone d’acciaio da 28 litri, termometro, densimetro, tappatrice, etc.) e poi i prodotti da far fermentare. Vale a dire i “malti pronti” (melasse di malto già luppolate con la bustina di lievito disidratato a parte: mediamente 16 euro per farsi 23 litri di birra) oppure – per i più intraprendenti – i singoli componenti da miscelare a piacimento (orzo maltato a diversi gradi di tostatura, estratti di malto, luppolo, lievito, fiocchi di cereali per diverse aromatizzazioni, etc.). Ci sono persino dei piccoli “mulini” manuali per la macinazione dei grani. E le bottiglie vuote?Ci sono, ci sono (di solito da mezzo litro) … ma quelle ce le si può procurare anche da chi le butta via!Completano il panorama dei prodotti a disposizione bicchieri e boccali, confezioni regalo e gadget di vario tipo, dai cavatappialle magliette e ai cappellini. Non mancano ovviamente libri e manuali e io adocchio subito La birra fatta in casa (di Nicola Fiotti, edizioni Edagricole) e La birra artigianale (guida ai microbirrifici italiani), oltre a testi francesi (Comment faire de la bonne bière chez soi) e inglesi (Brew classic european beer at home).

Personalmente ho fatto i primi esperimenti già nei primi anni ’90 (quando in Inghilterra si trovavano i “malti pronti” a cifre realmente irrisorie) e posso assicurarvi che farsi la birra in casa è relativamente facile e i risultati sono buoni. Se siete aspiranti birrai, quindi, passate da Roybeer Homebrewing (via Plinio, 63 – tel. e fax: 02.20402175) aperto col seguente orario: martedì, giovedì e sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.00; mercoledì e sabato come sopra, ma con l’apertura pomeridiana ritardata alle 16.00 (chiuso il lunedì). Se amate navigare in internet, nel sito www.roybeer.ittroverete consigli e istruzioni, nonché la storia del negozio e il listino aggiornato coi prezzi di tutti i prodotti in vendita. Per ordini e comunicazioni l’indirizzo e-mail è shop@roybeer.it

Per concludere, nel riquadro troverete qualche informazione e un sintetico glossario ad uso degli aspiranti birrofili. Prosit!
Francesco Pustorino

LE PAROLE DELLA BIRRA

Birra:bevanda ottenuta per fermentazione di malto d’orzo e di altri cereali. La gradazione alcolica è superiore al 3.5% (fra 1.2 e 3.5% le birre “light” e inferiore a 1.2% le birre “analcoliche”); le birre speciali e le “doppio malto” possono raggiungere i 9-10 gradi. Le principali birre a bassa fermentazione sono le Lager e le Pills (o Pillsener), generalmente chiare, ma non sempre. Le principali birre ad alta fermentazione sono le Ales (brune o ‘rosse’), le Stout e le Porter (scure e quasi nere) e le Weizen (birre chiare di frumento).

Acqua:è ovviamente il costituente principale della birra (oltre il 90%) ma non tutte le acque sono uguali e anche le caratteristiche di questo umile ingrediente possono influire sulla buona riuscita di una birra artigianale.

Orzo: pianta erbacea annua della famiglia Graminacee (Hordeum sativum). E’ il principale cereale utilizzato per la produzione della birra, anche se le normative vigenti consentono l’uso di altri cereali fino al 40% (mais, riso, frumento).

Malto:semi di cereali fatti germinare, essiccati o tostati e macinati. La germinazione induce lo sviluppo di enzimi (amilasi) che trasformano l’amido in maltosio. Il diverso grado di tostatura determina alcune proprietà dei diversi tipi di birra, in primo luogo il colore.

Luppolo:pianta rampicante della famiglia Cannabinacee (Humulus lupulus). Nella produzione della birra si usano i fiori femminili per le proprietà antibatteriche e antiossidanti, nonché per conferire alla bevanda il caratteristico sapore amaro.

Lieviti:funghi unicellulari (in questo caso Saccaromiceti) in grado di compiere la fermentazione alcolica degli zuccheri. Il più noto è il Saccharomyces cerevisiae (il cosiddetto “lievito di birra”) idoneo per la produzione di birre ad alta fermentazione (fra i 15 e i 21°C); per le birre a bassa fermentazione (fra gli 8 e i 14°C) si utilizza il Saccharomyces carlsbergensis.

Schiuma:accompagna sempre la birra ed è un errore cercare di evitarla! La presenza di una schiuma corposa e persistente infatti preserva la bevanda dal contatto con l’aria evitando i processi di ossidazione e l’insorgenza di aromi indesiderati (soprattutto nel caso di birre artigianali non pastorizzate).

A chi non mancherà di recriminare per l’eccessiva sintesi di queste note, ricordiamo che per essere esaurienti dovremmo scrivere un libro … e di libri sull’argomento ne esistono ormai molti!

Ricordiamo inoltre che dal 23 al 26 Marzo p.v. si terrà presso Fieramilanocity la seconda edizione del Salone della birra artigianale e di qualità, in collaborazione con l’Associazione Degustatori Birra. Informazioni presso Rassegne Spa (tel. 02.49976110 – sito: www.rassegne.it) oppure presso l’Associazione Degustatori (www.degustatoribirra.it). Degustate, gente, degustate! F.P.