Itis Molinari: la storia di una scuola e il futuro
della formazione tecnico-scientifica

Sabato 2 dicembre nell’Aula Magna dell’Istituto E. Molinari di Via Crescenzago, in occasione delle celebrazioni della fondazione della scuola, si è tenuta una Tavola Rotonda dal titolo“I 66 anni del Molinari: dai progetti realizzati al futuro dell’istruzione e della formazione tecnico-scientifica.”

Scopo dell’iniziativa è stata la riflessione su come rilanciare i corsi di studio nel settore tecnico-scientifico in un contesto politico-sociale di svolta per la scuola e per il Paese nel suo complesso.

Dopo i saluti di rito, ha aperto la discussione il Prof. Alessandro Rossi, docente di lettere della scuola e curatore dell’annuario dell’Istituto pubblicato nel 2005: ripercorrendone la storia a partire dalla sua fondazione avvenuta nel 1940, ha sottolineato il ruolo strategico che ha avuto la formazione dei periti chimici nella politica governativa dagli anni ’40 sino agli anni ’60. Nel suo intervento ha raccontato come negli anni ’60 l’Istituto, oltre a collaborare con le aziende del territorio, abbia messo a disposizione della ricerca chimica applicata sia le proprie risorse umane che le strumentazioni. Di grande interesse è stata la documentata presentazione dell’impegno profuso, in tempo di guerra e durante i bombardamenti, per assicurare agli studenti la possibilità di realizzare esperienze in azienda durante i mesi estivi, a dimostrazione di come il legame col territorio e col tessuto produttivo fosse iscritto fin dall’origine nel “codice genetico” degli istituti tecnici.

Alla Tavola Rotonda, coordinata dal Prof. Paolo Tenca, sono intervenuti come relatori la Dott.ssa Patrizia Ingallina dell’ Eni S.p.A. - S. Donato Milanese, in rappresentanza della Società Chimica Italiana,l’Ing. Giuseppe Pullini della GMP Engineering di Cologno Monzese, il Dott. Gianluigi Rizzuti del laboratorio di Ricerca e Sviluppo della Profarmaco – Paullo e il Dott. Amedeo Veglio in rappresentanza di Assolombarda.

Dagli interventi è emerso (Dott. Rizzuti – Ingallina) come nelle aziende si sia modificata la figura del perito industriale e come diverse siano ormai le caratteristiche e le competenze che vengono richieste. Nei laboratori di ricerca, ad esempio, l’attività che svolge è diventata sempre più di tipo esecutivo, mentre l’attività di organizzazione e di controllo dei programmi di ricerca è affidata al tecnico laureato. Al perito è rimasta la possibilità di avanzamento nei settori legati direttamente alla produzione, laddove è richiesta anche l’assunzione di responsabilità nella gestione della propria attività (e per chi si trova a progredire nella carriera, anche di quella dei collaboratori). Le aziende che operano all’estero, d’altronde, avvertono la necessità di disporre di personale capace non solo di eseguire i compiti assegnati, ma di assumersi la responsabilità della gestione dei processi e della valutazione dei risultati conseguiti. Come poi ha sottolineato l’Ing. Pullini, la richiesta di personale specializzato rimarrà elevata in Italia anche nella prospettiva di una ulteriore delocalizzazione della produzione industriale a minore contenuto innovativo: si può far produrre all’estero i componenti di cui necessitiamo, ma l’assemblaggio finale e la manutenzione resteranno inevitabilmente nel nostro Paese. Si aprono inoltre prospettive in nuovi settori come, ad esempio, lo sfruttamento delle energie rinnovabili, che richiederanno tecnici preparati in tutte le fasi, dalla produzione, alla posa in opera, alla manutenzione e alla gestione. L’importanza della preparazione tecnico-scientifica in un’economia che sempre più si orienta a divenire “delle conoscenze”, ha sostenuto poi il Dott. Veglio, fa sì che il corso di studi quinquennale non possa completare in maniera esaustiva la formazione di una figura intermedia in ambito tecnico-scientifico, perché le dinamiche di una società globalizzata mutano di continuo gli scenari del mondo del lavoro e della ricerca applicata. E’ pertanto necessario rivedere l’impianto storico della formazione tecnico-scientifica e costruire percorsi di istruzione anche post-secondaria in collaborazione con le strutture del territorio (mondo del lavoro, università e centri di ricerca), per accompagnare i futuri tecnici nel corso della loro carriera e completare l’indispensabile formazione di base ricevuta. Un’occasione di sperimentare queste proposte innovative sarà l’attività del “Polo chimico per la formazione di tecnici del settore chimico industriale, delle tecnologie chimiche per l'ambiente, dei materiali e dei composti bioattivi” di cui l’Istituto Molinari è stato recentemente nominato capofila.

A conclusione dell’incontro sono intervenuti la Dott.ssa Paola Tieri e il Dott. Aldo Tropea, degli Uffici scolastici Provinciale e Regionale che, dopo aver sottolineato l’importanza della riflessione avviata al Molinari, hanno ribadito il ruolo dell’Istruzione Tecnica nella modernizzazione e innovazione della scuola italiana a partire dagli anni ’80. La sua peculiarità metodologica risiede nell’apprendimento delle discipline tecnico-scientifiche (nel caso del Molinari: chimica, fisica, informatica e biologia) sulla base di un utilizzo sistematico dei laboratori e della realizzazione di progetti concreti: è su questo modello di didattica che si deve progettare l’istruzione tecnico-scientifica del futuro, tenendo conto degli stili cognitivi dei giovani che oggi frequentano gli istituti superiori; questi stili cognitivi, infatti, sono ormai profondamente mutati rispetto ad una scuola che ancora risente in molti suoi aspetti dell’impostazione gentiliana e della sua valorizzazione dell’astratto sul concreto.

Il pubblico presente, formato anche da docenti di altri Istituti, da ricercatori, da ex studenti (rappresentativi degli oltre sessanta anni di vita dell’Istituto), da genitori di studenti attualmente frequentanti oltre che da altri in visita alla scuola in occasione della Giornata Aperta, è intervenuto chiedendo alle autorità scolastiche e alle associazioni imprenditoriali un maggiore impegno nel sostenere gli istituti tecnici, con investimenti nella strumentazione dei laboratori e nell’aggiornamento degli insegnanti, rivendicando insieme il ruolo paritetico che la scuola tecnica deve assumere nella progettazione dei nuovi percorsiin collaborazione con il territorio ed il mondo delle imprese.

L’Istituto Molinari, con i suoi corsi per periti Informatici, Chimici, Fisici Ambientali e ad indirizzo Biomedicale (unico corso in Italia), oltre al Liceo Scientifico Tecnologico ed ai corsi serali (Chimici ed Informatici), sarà aperto al pubblico anche nella giornata di Sabato 13 gennaio 2007.