Il Piano di intervento di Porta Vittoria
Nel febbraio 2001 iniziavamo un articolo su “La Stazione Vittoria che verrà” con queste parole: “Continuano i lavori per il Passante Ferroviario e la stazione Vittoria, e in parallelo continua l’iter amministrativo e burocratico per le future realizzazioni sull’area dell’ex stazione”.Bene, questo inizio continua ad essere valido anche adesso, per questo aggiornamento della situazione.Non pensate però che non sia successo niente nel frattempo, perché il Passante ha fatto grandi progressi ed adesso si sta lavorando alle linee ferroviarie che qui confluiranno, mentre grosse novità ci sono anche per il “sopra”.L’opportunità di raccontarvele ci viene da un incontro che l’arch. Vito Redaelli ed io abbiamo avuto con due degli architetti che stanno lavorando al nuovo progetto per Porta Vittoria: gli arch. Nonis e Maggiore.“Stiamo preparando in collaborazione con i settori interessati, in particolare con la Direzione Piani Integrati di Intervento del Comune di Milano, il progetto preliminare, che speriamo di poter presentare in zona nei prossimi mesi”Nell’attesa, noi siamo in grado di illustrarvi il progetto anche con le immagini che i progettisti ci hanno gentilmente fornito. Premettiamo che l’area interessata è quella compresa fra viale Umbria e viale Molise e fra via Carbonera e via Cena ed era di proprietà delle Ferrovie; la metà circa di questa area (quella più a sud) è stata ceduta nel 1999 al Comune di Milano per l’insediamento della BEIC, di cui abbiamo già pubblicato il progetto vincitore del concorso, mentre l’altra metà è stata interessata prima da un progetto a cura della società Metropolis Spa (delle Ferrovie dello Stato) affidato all’arch. Gregotti, poi è stata venduta al gruppo Zunino nel 2001, unitamente ai diritti volumetrici.Le volumetrie e le destinazioni d’uso sono dunque le stesse di quelle già approvate nel progetto Metropolis (residenze, terziario, attività alberghiere, cinema multisala e spazi commerciali), mentre con il nuovo progetto sono cambiate la distribuzione dei volumi e la “filosofia” dell’intervento, come verrà illustrato nella presentazione che segue. Stefania AleniPorta Vittoria: non solo BEIC

L’ipotesi di revisione dell’impianto planivolumetrico del progetto di Porta Vittoria che Quattro pubblica in queste pagine rappresenta la prima iniziativa promossa dalla nuova proprietà, nel giugno del 2002: l'incarico é affidato ad un nuovo gruppo di progettisti - Nonis, Lorenzi, Maggiore, Bescòs - con la supervisione architettonica di Rafael Moneo, architetto spagnolo di fama internazionale.A partire dal medesimo programma funzionale del progetto Gregotti, i progettisti, dunque, ne modificano la struttura edilizia con l’obiettivo di instaurare una relazione urbana più virtuosa con il manufatto della BEIC, accogliendo anche alcune richieste di modifica della Commissione edilizia avanzate per ottenere una migliore integrazione con il tessuto edilizio esistente ed una maggiore permeabilità del costruito verso la via Cena.Il nuovo impianto urbanistico-architettonico è caratterizzato da un edificio agrande scala che cerca un rapporto con la notevole dimensione della BEIC e il Parco Marinai d'Italia da una parte, e con il tessuto edilizio del contesto, dall’altra. Obiettivo ricercato decostruendo i volumi della struttura, con edifici alti contrapposti ad altri più bassi a determinare dei prospetti irregolari, e ricercando la massima permeabilità dei piani terra a definire, per dirla con le parole dei progettisti, “una sequenza continua di spazi pubblici tra un edificio e l'altro”.Da questo punto di vista il progetto si qualifica come un apprezzabile tentativo di contestualizzare nelle forme della città un edificio di grandi dimensioni. Tra il prolungamento della via Cervignano e il Viale Mugello, si prevedono due edifici di impianto più convenzionale a destinazione residenziale: una scelta che gli stessi progettisti ritengono tuttavia non ancora definitiva. Un ulteriore aspetto di rilievo riguarda più direttamente il disegno del parco pubblico tra il nuovo progetto ed il complesso della BEIC, ovvero le relazioni di questo con il Parco Marinai d'Italia e le modalità con le quali ha interagito con il disegno degli spazi pieni: i progettisti ricercano una maggiore continuità spaziale verso il parco oltre viale Umbria definendo un confine tra spazi pieni e vuoti che procede per scarti progressivi. In breve, l'articolazione planimetrica dello spazio pubblico si apre sempre più avvicinandosi al parco di Largo Marinai, offrendo, da un lato, un migliore affaccio dei nuovi edifici verso ovest e consentendo, dall'altro, una maggiore articolazione dello spazio di separazione con laBEIC. Per la definizione di dettaglio delle aree a verde si prevede una stretta collaborazione trai progettisti del nuovo intervento e gli architetti Bolles+Wilson dellaBEIC.Per quanto riguarda, infine, la tempistica prevista si segnala che il gruppo di progettazione lavora attualmente sul progetto preliminare che consiste nella verifica tecnica della prima proposta del giugno 2002, già approvata dalla Commissione Edilizia, e collabora con gli uffici comunali per la messa a punto della viabilità e per la quantificazione dei parcheggi (pertinenziali e pubblici) previsti. L'obiettivo é ottenere le concessioni edilizie entro fine 2004 per aprire il cantiere del primo lotto, compreso tra viale Umbria e via Cervignano, nei primi mesi del 2005. Per gli edifici residenziali oltre via Cervignano, così come per la stazione degli autobus e gli impianti sportivi ad est di viale Mugello che sono comunque opere da realizzarsi a carico della proprietà, il cronoprogramma é meno chiaro dipendendo questo dalle scelte progettuali tutt'ora in fase di definizione: una partita peraltro importante per la Zona 4 anche in considerazione del destino dell'ex-macello comunale.
Arch. Vito Redaelli

I dati del progetto
Il progetto compreso tra i viali Umbria e Mugello prevede una volumetria complessiva di 55.866 mq, suddivisa in residenza (16.760 mq), terziario (13.580 mq), albergo (11.000 mq), cinema multisala (5.300 mq), attività commerciali di dettaglio con superficie di vendita minore di 400 mq (4.926 mq) e di media dimensione compresa tra 400 e 2.500 mq (4.300 mq): i parcheggi sono previsti su due e tre piani interrati.Con riferimento alle immagini pubblicate é possibile osservare le modalità con cui il macro isolato si suddivida in più elementi: l'albergo é il primo edificio in altezza che si affaccia su viale Umbria definendo l'allineamento sulla via Cena; segue un secondo blocco a destinazione mista (piano terra commerciale con multisala al primo piano ed un edificio in altezza con residenza e terziario); un terzo elemento é caratterizzato dalla piastra commerciale con un edificio lineare in altezza di terziario che affaccia verso la BEIC ed un altro edificio terziario più basso che chiude il fronte sul prolungamento della via Cervignano. I percorsi pedonali al piano terra ricercano la permeabilità tra questi tre elementi. Oltre la via Cervignano, gli edifici residenziali in fase di definizione.L'altezza dei volumi é compresa tra 2 e 9 piani fuori terra dovendo rispettare il vincolo aeroportuale in altezza.
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