Una grande Vittoria a Milano, fra BEIC e intervento privato
QUATTRO nr 79 - novembre 2006


C’è movimento sull’area Vittoria: al di là della nuova recinzione si vedono i prefabbricati al servizio del cantiere, mezzi che scavano, grossi scatoloni in cemento. Segno quindi che sono iniziati gli interventi per la urbanizzazione primaria dell’area e per la viabilità di contorno. Particolarmente impegnativi dal punto di vista progettuale gli spostamenti dei cavi Melzi e Borgognone che attraversano l’area nel sottosuolo parallelamente a viale Umbria.

Per quanto riguarda la viabilità, l’abbiamo già illustrata in dettaglio su QUATTRO quando gli interventi sembravano prossimi (e invece hanno subito lunghi ritardi); qui descriviamo solo le modifiche che subirà la via Monte Ortigara, che è quella su cui si interverrà per prima. La via, dunque, verrà allargata, diventerà a doppio senso di marcia, vi sarà una corsia di sosta per senso di marcia e 2 ampi marciapiedi di 6 metri ciascuno, piantumati a filare (possiamo anche dirvi il nome delle piante, Liquidambar Styraciflua).

Parallelamente, prosegue l’iter amministrativo di tutto il Programma Integrato di Intervento (PII) Vittoria; nel mese di ottobre, in Commissione prima e nella riunione del Consiglio poi, è stato esaminato il progetto di Porta Vittoria, per il parere di competenza sulle concessioni edilizie. A maggioranza è stato dato parere favorevole, dopo l’inserimento di un emendamento che sottolinea come “… il PII Porta Vittoria possa diventare un elemento di grande riqualificazione dell’area dismessa della ex-Stazione solo se tutte le funzioni previste saranno realizzate, in particolare il progetto per la BEIC, ora alla fase di progettazione esecutiva. (omissis) Il Comune di Milano deve sostenere ed attivarsi anche con il Governo centrale affinché vengano garantiti i finanziamenti necessari per la realizzazione dell’opera.”

Queste novità ci hanno spinto a ritornare ancora, ed in modo anche più diffuso, su tutti iprogetti riguardanti quest’area e sulle trasformazioni del paesaggio urbano che avverranno nei prossimi anni.
E’ nato così questo Speciale Vittoria, che ospita anche un intervento del prof. Antonio Padoa Schioppa, presidente della Fondazione BEIC, che ci aggiorna su tutti gli aspetti del progetto.Ne siamo onorati e lo ringraziamo per la disponibilità subito accordataci.

Buona lettura e buona “visione”.
Stefania Aleni

 

Porta Vittoria, BEIC e la città
di Vito Redaelli

Premessa: uno sguardo alle novità

Il recente “passaggio” in Consiglio di Zona del progetto di Porta Vittoria testimonia come la vera e propria fase di trasformazione dell’ex-scalo sia alle porte. Non della Biblioteca BEIC, sia chiaro, che a leggere i giornali è ancora in discussione, ma della parte più consistente dell’iniziativa immobiliare privata nella parte nord dello scalo, il Programma Integrato di Intervento (PII) Vittoria: senza dimenticarci, inoltre, che è già in costruzione un primo gruppo di edifici nei pressi dell’incrocio tra viale Mugello e via Cena e che a breve avrà luogo la riorganizzazione della rete viaria della zona. Tutto ciò rappresenta una buona occasione, per Quattro, di tornare sull’argomento.

Due questioni di fondo

Cominciamo dicendo che un approccio riflessivo alla trasformazione urbana di Porta Vittoria impone di tenere sempre bene a mente almeno due questioni fondamentali. La prima: l’ex-scalo non sarà forse l’ambito in trasformazione più grande a Milano ma certamente è tra i più accessibili con il trasporto pubblico. Anche se per una serie di ragioni non è ancora entrato a fare parte dei nostri comportamenti, il Passante ferroviario in via di completamento garantisce infatti una straordinaria accessibilità, da e verso buona parte della regione lombarda, con tempi di percorrenza molto contenuti: senza poi dimenticare la restante rete del trasporto pubblico urbano. La seconda: descrivere e valutare con sensatezza un consistente progetto di trasformazione impone un molteplice punto di vista in grado di cogliere sia le implicazioni nel quartiere così come le relazioni indotte nell’insieme della città. Nel caso specifico vuol dire non limitarsi ad analizzare il progetto per compartimenti stagni (l’iniziativa privata, da una parte, la BEIC, dall’altra) quanto piuttosto cercare di comprendere pregi e criticità del disegno complessivo mirando soprattutto al contributo d’insieme che questo può generare nella città, a tutte le scale possibili, urbane e territoriali. Detto questo, proviamo a entrare nel merito dei progetti cominciando proprio dal PII Vittoria che rappresenta la novità di questi giorni.

Il progetto nell’area nord dell’ex-scalo

Si tratta, come detto, di un’iniziativa consistente che prevede una metratura costruita complessiva di circa 44.000 metri quadrati (da sommare alle volumetrie residenziali in realizzazione nell’area più vicina al viale Mugello, a cura di un altro operatore immobiliare). Più specificamente, le funzioni previste sono un albergo, degli uffici, spazi commerciali suddivisi in varie tipologie, un cinema multisala e un fitness center: oltre, naturalmente, ai parcheggi interrati a rotazione e pertinenziali per le nuove attività. Per quanto riguarda l’impianto planivolumetrico, il progetto si caratterizza come un edificio a grande scala che cerca un rapporto con la notevole dimensione della BEIC e il Parco Marinai d'Italia da una parte, e con il tessuto edilizio del contesto, dall’altra. Obiettivo ricercato decostruendo i volumi della struttura, con edifici alti contrapposti ad altri più bassi a determinare dei prospetti irregolari, e ricercando la massima permeabilità dei piani terra a definire una sequenza continua di spazi pubblico/privati tra un edificio e l'altro. Il tracciato urbano principale del progetto corre da est a ovest, dal viale Mugello a Largo Marinai d’Italia: intorno a tale direttrice si sviluppa un parco lineare e si organizza l’intero impianto. Il nuovo isolato urbano si adagia così sul fronte rettilineo della via Cena mentre, verso la BEIC, assume uno sviluppo per scarti progressivi allargandosi verso nord man mano che si avvicina al Parco Marinai d’Italia. In breve, lo spazio pubblico centrale si apre sempre più avvicinandosi al parco offrendo un migliore affaccio dei nuovi edifici verso ovest e consentendo una maggiore articolazione dello spazio di separazione con laBEIC. Il progetto si segnala, inoltre, per il tentativo di integrare una parte delle rampe di discesa al mezzanino del Passante nell’impianto edilizio complessivo, lungo la via Cervignano.

Dal punto di vista architettonico e in relazione al quartiere esistente, in definitiva, il progetto si qualifica come un apprezzabile tentativo di contestualizzare nelle forme della città - nei suoi percorsi, nelle sue reti e con la BEIC - un edificio di grandi dimensioni. Dal punto di vista urbanistico e della città più ampia, le notevoli quantità edilizie proposte (destinate a generare spostamenti quotidiani) risultano ammissibili in considerazione dell’elevata accessibilità garantita dal Passante ferroviario; e il mix funzionale scelto troverebbe giustificazione con la realizzazione della BEIC in quanto attività di rango comunale e regionale.

La BEIC e la città

Sulla BEIC si è detto già molto: lasciamo quindi alle immagini qui riprodotte e al testo del prof. Padoa Schioppa, il compito di descrivere il progetto. Ci limiteremo a dire, in grande sintesi, che si tratta di un fondamentale luogo dell’”accessibilità informazionale” ovvero destinato a garantire ai cittadini e alle imprese l’accesso alla conoscenza generale, di aiuto alle decisioni di tutti i giorni, in cui consiste uno dei principali usi di città. Un’infrastruttura per tutti i cittadini milanesi-lombardi che, giustamente, è stata localizzata sul Passante ferroviario. Per queste ragioni, la BEIC rappresenta quella funzione di rango superiore che determina l’attendibilità urbanistica dell’intero progetto di Porta Vittoria: e anche la sua attendibilità architettonica dal momento che gli sviluppi progettuali del PII Vittoriasono stati sempre calibrati in funzione della presenza virtuale della BEIC.

Se queste premesse sono condivise, arriviamo allora al punto, anche a rischio di sembrare troppo pessimisti, per non eludere i problemi d’attualità: i costi per la costruzione/messa a regime della BEIC e per la sua gestione che in un momento di restrizioni economiche come quello attuale sembrerebbero metterne in dubbio la stessa realizzazione. Uno scenario che aprirebbe interrogativi complessi ed anche un po’ deprimenti: dopo un concorso internazionale, tutte le risorse economiche spese, gli sforzi in atto di acquisizione del patrimonio digitale e cartaceo che così bene Padoa Schioppa ci descrive e un intero progetto urbanistico che si è sviluppato in funzione della BEIC, assisteremmo ad un “corto circuito” tra intervento pubblico e intervento privato che lascerebbe in eredità solo un mix di funzioni (quello del PII Vittoria) che, per quanto ben progettato architettonicamente, risulta tutto sommato convenzionale e debole dal punto di vista urbanistico in considerazione della qualità del trasporto pubblico a Porta Vittoria. La domanda resta semplice: la politica continua a credere nella BEIC? Se così fosse, come noi ci auguriamo, occorre pensare a nuove soluzioni, concentrandosi sulle risorse economiche attivabili e senza mai dimenticare il contributo che la Biblioteca potrebbe fornire alla città come sistema.

Due provocazioni, dunque. La prima per la Fondazione BEIC, la quale potrebbe, se possibile, migliorare il programma funzionale della biblioteca in modo da includere funzioni in grado di generare più reddito e permettere alla BEIC, almeno in parte, di autofinanziarsi. Aumentare, ad esempio, i servizi aperti alla città e alle imprese (in parallelo alla funzione bibliotecaria) e sfruttare al meglio la messa a reddito dei due edifici in progetto ubicati verso viale Mugello.

La seconda per le istituzioni milanesi-lombarde: ci sono le condizioni per valutare la possibilità di (ri)pensare il ruolo della BEIC in funzione di altre strategie a più ampio respiro per la città quale, ad esempio, la recente candidatura alla Expo 2015? Se la sede scelta per l’esposizione universale è l’ambito Fiera a Rho-Pero e se la strategia del Comune è promuovere un approccio di reale compenetrazione fra l’Expo e la città al fine di valorizzare tutte le aree di trasformazione urbana, la BEIC potrebbe diventare il vero “polo urbano” della Expo connesso al Polo fieristico in pochi minuti grazie, nuovamente, al Passante. E’ certamente probabile pensare che in un tale scenario risulti più facile trovare le risorse finanziarie per realizzare la BEIC: e si creerebbero le condizioni affinché la grande Expo lasci un’eredità concreta alla città.

Il presente e il futuro dell’area Vittoria

Questo “Speciale Vittoria”, infine, non sarebbe completo se non segnalasse anche un’ulteriore prospettiva di sviluppo connessa al progetto Vittoria e al futuro prossimo della Zona 4: un riscontro che dovrebbe indurci a pensare a ciò che accadrà a breve (PII Vittoria, BEIC) anche in funzione agli scenari di trasformazione della città nel medio termine. Se, infatti, oggi ci troviamo a discutere dell’ex-scalo ferroviario, domani la questione pressante sarà la riconversione dell’area dei Macelli pubblici/Mercati generali oltre viale Mugello, con tutto ciò che ne consegue in termini di disegno urbano complessivo tra le due aree. E questo ci riporta, ancora una volta, ad uno dei nostri temi di fondo: pensare la città come sistema e non come singole iniziative.

Fondazione Biblioteca Europea
di Antonio Padoa Schioppa

A che punto si trova il progetto della Biblioteca europea? L’iniziativa, ormai nota all’opinione pubblica non solo milanese e lombarda mira a dotare l’Italia di una nuova grande struttura: una Biblioteca a scaffale aperto, con una forte integrazione tra moduli digitali e libri tradizionali, in una rete interconnessa con strutture italiane, europee e internazionali.La Beic - così è ormai conosciuta: Biblioteca Europea di Informazione e Cultura - sarà in pari tempo una moderna biblioteca di pubblica lettura e una struttura adeguata a ricerche interdisciplinari, complementare rispetto alle biblioteche universitarie.

Alla fine di marzo 2007 sarà consegnato alla Fondazione il Progetto esecutivo, al quale attende attualmente lo Studio Bölles-Wilson di Münster, vincitore del concorso internazionale bandito dal Comune di Milano. Dopo le verifiche e la validazione del Progetto, che potrà avvenire in tempi brevi in quanto esso è già seguito in tempo reale dalla Fondazione, sarà possibile avviare le procedure di gara per l’appalto relativo alla edificazione della Biblioteca. A condizione, naturalmente, di poter disporre delle risorse a ciò necessarie, che ancora non sono state stanziate dallo Stato e dagli Enti interessati. Tuttavia la Beic è uno dei tre progetti per Milano evidenziati nella Finanziaria, insieme con l’Agenzia per l’innovazione e con l’Expo 2015.Esiste un protocollo d’intesa firmato da quattro ministri della passata legislatura. E vi è l’impegno del Comune e della Regione, oltre al sostegno delle universitàmilanesi e lombarde. E’ lecito nutrire un ragionevole ottimismo.

Attualmente le attività della Fondazione si svolgono con l’impiego delle risorse (circa 30 milioni di euro) stanziate in anni passati per l’avvio del progetto.

Per quanto riguarda il patrimonio digitale, nel 2007 saranno realizzati i primi nuclei di opere per i quali le risorse sono impegnate nel corso dell’anno 2006: Atti di Accademie (300 volumi); Classici del diritto europeo (250 volumi); Classici della medicina (250 volumi); Classici della matematica (800 volumi); Incunaboli italiani in volgare (in convenzione con il Dipartimento di italianistica della Sapienza di Roma); Classici della scienza del secolo XVIII (in convenzione con l’Accademia delle Scienze di Torino e con il Museo galileiano di Firenze).

Seguiranno nel 2007 una serie di altri lotti di opere da digitalizzare relativi ai medesimi settori (Diritto, Medicina, Scienze, Accademie) e a settori nuovi, non ancora coperti (Letterature europee, Viaggi in Europa, Classici dell’economia, Classici della teologia ed altri).
L’obbiettivo è di poter mettere in rete un primo nucleo significativo di testi digitalizzati a partire dal 2008.

La parte di gran lunga preponderante delle risorse delle quali si prevede l’impiego per il 2007 sarà dunque dedicata alla digitalizzazione di testi. L’attività di digitalizzazione viene svolta in stretto coordinamento con il Ministero dei Beni culturali, Direzione generale delle Biblioteche, nell’àmbito del progetto della Biblioteca Digitale Italiana.

Per quanto concerne il patrimonio librario, l’acquisto della Biblioteca e del Fondo Pontiggia, perfezionato nel 2006, non solo costituisce un primo importante segmento della futura Biblioteca europea, ma ha consentito di conservare in Italia e a Milano una biblioteca privata di grande pregio. I volumi sono attualmente allocati presso la Biblioteca Nazionale Braidense, sede staccata di Vigevano, e lì verranno catalogati nel 2007 a cura e spese della Fondazione Beic.

Il lavoro per la costruzione della Carta delle collezioni è attualmentein corso. Per ognuno dei settori della futura Biblioteca, in particolare per i trenta singoli settori disciplinari dei tre Dipartimenti tematici (Scienze umane e sociali, Scienze e tecnologie, Letterature e arti), sono al lavoro specialisti universitari – in prevalenza giovani e valenti ricercatori, coordinati da professori delle varie discipline – i quali si sono impegnati a stilare liste di autori e di opere fondamentali che dovranno essere presenti nella Beic, per un complesso di circa 700.000 volumi: i grandi autori e le grandi opere della cultura europea e mondiale, ove possibile in originale e in traduzione, sia sul versante scientifico che sul versante umanistico; una selezione di opere di letteratura secondaria, con manuali, biografie, opere di sintesi; una scelta di periodici.

Diverse liste sono già state completate, numerose altre lo saranno nei prossimi mesi. I ricercatori si avvalgono di cataloghi di biblioteche italiane e straniere specializzate – a cominciare da quello delle Biblioteche dell’Università degli studi di Milano – selezionando i volumi in base ai criteri a suo tempo definititi nello studio di fattibilità. La Carta delle collezioni, una volta completata, costituirà già di per sé uno strumento culturale di grande valore.

La Carta delle collezioni verrà completata con l’intervento di bibliotecari e con il coinvolgimento di alcune grandi librerie italiane e straniere, specializzate anche nella predisposizione di servizi complementari all’acquisto dei volumi (catalogazione, magnetizzazione, rilegatura).

La Fondazione Beic non ha potuto sinora procedere ad assunzioni di personale e si sta pertanto avvalendo di una vasta serie di valide collaborazioni a progetto, d’altronde coerenti con la fase attuale dei lavori. Naturalmente con l’avanzare dell’iniziativa diventerà necessario predisporre un’équipe di collaboratori permanenti, nucleo del futuro organico di personale della Beic.

La speranza è che tra un anno sia possibile annunciare che il progetto della Biblioteca europea ha finalmente raggiunto il punto di non ritorno.

 

Progetto di intervento Vittoria