Il Piano Montecity-Rogoredo è così….
Il perimetro del territorio interessato al Piano comprende un’area di 1.111.573 mq; l’ambito urbano è delimitato a Nord dal quartiere di via Mecenate e viale Ungheria, ad Ovest dalla linea ferroviaria, a Sud Est dal centro di Rogoredo, a Est dalla tangenziale. L’area è particolarmente ricca di infrastrutture, che ne fanno una delle zone di maggiore accessibilità: la stazione ferroviaria di Rogoredo (con la realizzazione del Passante Ferroviario, sede della fermata dei treni del sistema Ferroviario Regionale, di tipo metropolitano, nonché destinata, forse, a stazione della linea dell’Alta Velocità); la fermata Rogoredo della MM3; la tangenziale Est; le autostrade A1 e A4; la strada Statale Paullese; nonché l’aeroporto di Linate, particolarmente vicino. E’ per questo motivo che da anni si pensa a Rogoredo come sede di una funzione pubblica di grande rilievo. Il progetto fa i conti con un elemento forte, quale il previsto tracciato della Nuova Paullese, che proprio qui dovrebbe iniziare il suo ingresso in città. Ecco quindi il vasto parco centrale che si sviluppa per quasi un chilometro (la Paullese qui viene interrata) e che serve da un lato a connettere i due insediamenti di Montecity (zona Bonfadini-Morsenchio) e Rogoredo (zona Paullese-Rogoredo)e dall’altro a “relazionarsi” con il sistema degli altri parchi della futura cintura verde.

L’area Montecity risulta la più pregiata e ricca di funzioni: qui sarà il Centro Congressi con relative strutture di supporto, quali l’Exibition Hall, gli uffici, i parcheggi ad uso pubblico e per i pullman. Per l’intrattenimento ed il tempo libero, nella parte più a Nord, ci sarà il Multiplex; e fra questi due poli sono previste residenza, strutture ricettive, con numerosi alberghi, attività terziarie e commerciali. Residenza di lusso sicuramente per il cosiddetto “crescent”, di forma ellittica, affacciato su un vasto giardino centrale, per la cui progettazione si è parlato dell’architetto Norman Foster. E ancora, una “promenade” di 500 metri di collegamento fra il nucleo commerciale e la multisala, caratterizzata da vasche, giochi d’acqua, alberature e spazi attrezzati.
Nell’area di Rogoredo, troviamo un “boulevard”, che parte dal rondò della Paullese e conduce verso il centro di Rogoredo, e una nuova “city” con uffici, alberghi, strutture commerciali e di servizio attestata sul fronte della ferrovia e della stazione di Rogoredo; quasi parallelamente, più ad Ovest, la Strada canale, percorso ciclopedonale, tramvia, canale d’acqua, su cui si affacciano negozi, locali di intrattenimento, ristoranti. Oltre all’edilizia libera (191 mila mq complessivi) qui è anche presente una quota di edilizia convenzionata (66 mila mq) e di edilizia residenziale pubblica (13 mila mq). Sempre nell’area di Rogoredo sarà realizzata una struttura socio-sanitaria (non meglio identificata), una struttura riabilitativa per portatori di Handicap, un asilo nido e una scuola materna (110 posti complessivi) ed un Centro Civico nella ex-palazzina della Chimica della Redaelli. Fra i due ambiti territoriali si estenderà un grande parco pubblico di più di 300.000 mq, oltre ad altre aree verdi di dimensioni inferiori. Infine, i parcheggi: 93 mila mq di parcheggi pubblici di superficie e 112 mila parcheggi pubblici interrati. Per concludere, alcuni dati sui tempi: è stato predisposto un “cronoprogramma” che dovrebbe garantire la simultaneità della realizzazione delle opere pubbliche e degli interventi privati; sono state individuate 4 macro unità che partiranno sfasate e si concluderanno complessivamente dopo 7 anni a partire dalle concessioni delle autorizzazioni. Anno più, anno meno (scarterei questa possibilità). Stefania Aleni
QUATTRO nr 42 - settembre 2002
Montecity-Rogoredo, ovvero il sogno della città ideale

Giovedì 19 ottobre scorso ha avuto luogo la presentazione ufficiale del megaprogetto Montecity-Rogoredo, ora ribattezzato Milano Santa Giulia. Luogo dell'evento, un edificio simbolico, la sala centrale di quella che fu la centrale elettrica della Montedison, in via Bonfandini 148, oggi ristrutturata quale prima pietra del progetto: da vero e proprio motore elettrico dell'imponente complesso industriale di un tempo, dunque, a "Power House" della nuova operazione immobiliare nella migliore tradizione del marketing urbano.
Alla presenza del sindaco e dell'assessore all'urbanistica del Comune di Milano, del presidente e dell'assessore al territorio della Regione Lombardia, del promotore dell'iniziativa, Luigi Zunino, e di uno dei progettisti, l'architetto di fama mondiale Sir Norman Foster, i numerosi, e selezionati, spettatori hanno potuto assistere ad uno spettacolo multimediale degno di Hollywood: scenografie stile "Blade Runner", uno spot pubblicitario (a breve in TV), presentazioni sontuose, un immenso modello dell'intera città di Milano con in evidenza il progetto Milano Santa Giulia, l’annuncio del nome di altre star dell’architettura mondiale che si occuperanno di progettare singoli edifici all’interno del grande intervento. In breve, una straordinaria messa in scena del modello di governo urbano pubblico-privato milanese, in grado di tenere a braccetto il pragmatismo delle istituzioni pubbliche, l'intelligenza (e l'interesse) di un imprenditore rampante, e la classe, tecnica e mediatica, di un professionista dell'architettura quale Foster.
Parola d'ordine ricorrente: la città ideale, ovvero quell'obiettivo da sempre inseguito dall'uomo per vivere e lavorare meglio. Coniugare città e campagna, casa e natura, vantaggi della città e vantaggi della periferia; introdurre una nuova città nella città esistente, autosufficiente ma anche in grado di interagire con gli altri quartieri; offrire un nuovo stile di vita con una nuova idea di comunità sociale; garantire sicurezza e libertà, trasporti efficienti, un grande parco urbano e qualità delle architetture: tutte queste sono le virtù, enunciate con una certa retorica, per la città ideale di Milano Santa Giulia. A brevissimo l’inizio dei lavori, con una suddivisione del grande progetto in tre parti: la zona Rogoredo (quella più a sud, vicino alla stazione ferroviaria) e la zona Montecity-residenze (un complesso residenziale di lusso a pianta ellittica nel verde, nell’area a nord-ovest, sotto la via Bonfadini), per le quali si prevede una durata dei cantieri di 3/4 anni; la zona Montecity-Avenue (quella più prossima alla tangenziale, con il Centro congressi, la grande distribuzione commerciale, il cinema multisala, uffici, residenze, ovvero il vero e proprio centro del progetto organizzato su una nuova strada urbana di 600 metri), che verrà ultimata entro il 2010. Resta una questione aperta: Milano Santa Giulia può diventare veramente la città ideale che pretende di essere, oppure l'enfasi mediatica che accompagna il progetto nasconde un’altra realtà, quale quella, ad esempio, di un’eccessiva concentrazione di attività ed edifici in un’area del sud Milano che già oggi presenta delle criticità (elevato traffico, etc.)? Per cominciare a farvi un’idea, andate a vedere, voi stessi, il progetto nell’ex-centrale elettrica di via Bonfandini 148: scoprirete se esiste veramente la città ideale.
QUATTRO nr 61 - novembre 2004
Vito Redaelli
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