Che cosa fare di tre milioni di metri quadri

Sarà quasi tre volte più grande dell’attuale, il “nuovo” Parco Forlanini, il cui progetto è stato presentato ed esposto (dal 18 luglio al 19 settembre 2003) all’Urban Center, in Galleria.A questo progetto si è arrivati dopo un concorso internazionaleindetto dal Comune di Milano per riqualificare complessivamente 3 milioni di metri quadrati di territorio, delimitato a Sud da viale Forlanini, dallo svincolo della tangenziale Est e dal Parco Monluè; ad Ovest dalla cintura ferroviaria della tratta Rogoredo-Lambrate e dalla via Cardinale Mezzofanti; a Nord da via Corelli, dallo svincolo della tangenziale su via Rubattino e dal Parco Maserati; a Est dal Comune di Segrate con l’esposizione di Novegro e l’Idroscalo. All’interno di quest’area il nuovo parco occuperà un milione e seicento metri quadrati, mentre la differenza è data dai nuclei già edificati, dalle cascine, da funzioni preesistenti da mantenere e dalle aree interessate dalle infrastrutture viabilistiche e ferroviarie.Le cascine, ad esempio, sono particolarmente numerose, sia comunali che private: Cascina S. Ambrogio, Taverna, Cavriana, Salesina, Canavese, Molino della Composta, ecc; alcune ancora utilizzate per attività agricole, o di ristoro, altre inutilizzate ed in cattivo stato manutentivo. Per quelle di proprietà comunale si dovranno definire interventi di recupero funzionale.In base alle indicazioni progettuali alla base del Concorso, il nuovo Parco Forlanini riprenderà una tipologia tipica della campagna lombarda, nella sua connotazione agricola e naturale, questo almeno per gli ambiti più naturali del parco che occuperanno l’80% del verde disponibile. Nelle aree attrezzate, invece, sono previsti campi gioco per bambini, spazi di aggregazione per gli anziani, aree pic nic, aree per orti urbani organizzati.Particolare significato riassumerà il sistema delle acque, costituito dal fiume Lambro, dai laghetti e dalle rogge: è previsto il recupero degli argini, l’introduzione di specie botaniche palustri, la riapertura delle rogge, la riqualificazione delle sponde del laghetto esistente.Molta importanza viene poi attribuita alla costruzione del perimetro del parco, perché si crei un rapporto forte fra l’area verde ed il contesto urbano, venga mitigato l’impatto delle infrastrutture esistenti e di alcuni insediamenti esistenti difficilmente integrabili con il parco, perché vengano connessi con percorsi ciclopedonali i parchi della cintura Est e l’Idroscalo.In particolare segnaliamo il collegamento del parco con la via Ardigò, all’altezza dei Tre Ponti (di cui c’eravamo occupati tempo fa per i suoi problemi di degrado), tramite il prolungamento del sottopasso della ferrovia.Impossibile descrivere in dettaglio tutti gli interventi previsti, nonché tutti i problemi connessi ad un intervento di queste dimensioni, ad esempio l’acquisizione di molte aree attualmente del Demanio dello Stato.Vi diamo invece alcune informazioni quantitative, a partire dalle risorse stanziate, complessivamente quasi 48 milioni di Euro, ovvero 92 miliardi e mezzo di vecchie lire.E poi i tempi, giusto per sapere se saremo noi o i nostri nipoti a vedere il nuovo parco: sono previsti 6 lotti con inizio dei lavori per il primo lotto nel 2003, per l’ultimo nel 2006; manca l’indicazione di fine lavori.Si parte con il tratto dalla ferrovia alla tangenziale, si finisce con la riqualificazione dell’attuale Parco Forlanini (che, a quanto pare, può attendere!).Doveroso infine citare il vincitore del Concorso: l’architetto portoghese Gonçalo Byrne, che dovrà ora passare alla progettazione esecutiva del parco. S.A.