Athos, con la passione dei cartoons
Athos Careghi, in un certo senso, ha una doppia vita. In pensione da dirigente, è anche il disegnatore satirico che ha vinto tanti premi e che pubblica settimanalmente una vignetta sul “Corriere della sera” (nonché più vignette, mensilmente, su QUATTRO).
Autodidatta, vive e lavora a Milano e ha tante cose da raccontare visto che la sua vita è stata abbastanza avventurosa.
Lei ha fatto diversi mestieri, a che età è nata la sua vena artistica?
“Verso i 13, 14 anni cominciavo a disegnare i primi pupazzetti e a pubblicarli qua e là. Ma per mantenermi all’estero - in Belgio e Olanda - ho fatto l’operaio in una fabbrica di gomma e il minatore in una miniera di carbone. Ritornato in Italia ho ripreso gli studi e lavorando come dattilografo di giorno mi sono laureato in Economia e commercio.”
Lei è andato in pensione da un posto di direttore del personale di un grande ospedale milanese. Quando ha trovato il tempo per dedicarsi alla sua passione?
“E’ dura facendo un altro mestiere. Ho dovuto ritagliare il tempo libero, la sera, nei fine settimana, anche perché è molto difficile fare l’artista “puro”. “
Athos ha iniziato la sua carriera disegnando sulle pagine di una rivista cult degli anni ’60 “Il delatore”.Vignette “noir” con soggetti antibellici: grandi generaloni con la testa a forma di zucca e il filo spinato al posto dei capelli. Una satira pungente per l’inutilità di tutte le guerre che una volta fece arrabbiare un generale suscettibile. Dopo di che con altre vignette sarcastiche si divertì col prendere di mira un’altra categoria per lui insopportabile, quella dei burocrati. Un bel giorno la svolta. Dalla sua matita spuntò un personaggio del tutto opposto, un fraticello gioioso, candido e senza parole dal nome Fra Tino.
Come andò?
“Venticinque anni fa creai questo personaggio quasi per caso; piacque a “Il giornalino”, settimanale della San Paolo. Dopo di allora ho continuato a pubblicare storie su di lui.”
E’ riuscito a coronare il sogno di ogni artista, quello di creare dal nulla un personaggio e farlo amare dai suoi fan. Chi è Fra Tino?
“E’ una figura semplice, ingenua, poetica, ecologica. Prende in giro se stesso e gli altri. Fra Capoccia - il priore - spesso si spazientisce delle sue monellate, ma tutti in fondo devono riconoscere la sua bontà.”
Una lettrice ha arricciato il naso sull’eccessivo sfottò alla vita conventuale, ma ha vinto ancora la simpatia di Fra Tino che in fondo non ce l’ha con i frati, ma non fa che ridicolizzare i difetti di tutta l’umanità.
Dalle sue simpatiche avventure è nato un libro “Ifioretti di Fra Tino”, che nel suo piccolo si ispira alla spiritualità francescana. Ama gli animali, specie quelli più indifesi, conversa con loro e loro gli vogliono bene. Spesso si addormenta sui prati all’aperto non perché fannullone, ma perché ama la natura e in essa si riposa. Gioca con il sole, con le stelle, con i fiori in modo sempre un po’ surreale.

Ogni artista mette qualcosa di sé nei suoi personaggi. Quale parte di lei riconosce in Fra Tino?
“E’ molto monello e io a scuola lo sono stato, poi è demenziale, fuori dall’ordinario, non conformista e in un certo senso lo sono anch’io. Penso che si possa fare anche un mestiere complesso, lavorando seriamente, senza però perdere il sorriso”.
Parole sante, condividiamo!E ringraziamo Athos della sua graditissima collaborazione con QUATTRO.
Donata Carmo Barbieri
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