Il lavoro giovanile: precariato unica speranza? / seconda parte
Come orientarsi nella giungla del mondo del lavoro.
Intervista al direttore di Adecco Italia, Domenico Piccolo
Proseguendo la nostra ricerca, che ci sta portando ad intervistare i responsabili delle agenzie per la ricerca del personale della nostra zona, ci siamorivolti questa volta, al dr. Domenico Piccolo, Direttore della Filiale di Adecco Italia di Corso Lodi 47. Nel sito della Società abbiamo appreso che Adecco è nata in Italia nel 1996 dalla fusione di due tra le principali società europee per la gestione delle risorse umane, la svizzera Adia e la francese Ecco. L’anno del definitivo cambiamento strutturale e strategico è il 2005 quando tutti i servizi vengono veicolati sotto un unico brand.
Sempre dal sito apprendiamo che il settore lavorativo che più assorbe i candidati è quello del terziario per il 34%,segue il settore metalmeccanico con il 29%, poi il comparto industriale con il 25% e settori minori con il rimanente 12%.
Le figure più richieste sono quelle relative a lavori generici da impiegare nell’industria e nel commercio, dai magazzinieri agli addetti alla pulizia, dai cuochi agli addetti all’assemblaggio; ma anche programmatori e web designers, controller e addetti al controllo qualità.
Ma vediamo ora di approfondire questi dati e di calarli, se possibile, nella realtà della nostra zona.
Quattro: Grazie dr. Piccolo per averci dedicato parte del suo tempo. Come è cambiato il concetto di lavoro a sessanta anni dalla emanazione della Costituzione italiana che nell’art.1 stabilisce che la nostra è una Repubblica democratica fondata, appunto, sul lavoro?
Adecco: “ La legge Treu (1997) e legge Biagi (2004) sono state sicuramente le riforme più significative che hanno cambiato profondamente le regole inerenti il mondo del lavoro. Attraverso l’introduzione del cosiddetto”lavoro interinale”, previsto dalla 196/97, le Aziende hanno iniziato ad utilizzare uno strumento flessibile che ha consentito loro un maggior equilibrio legato alla possibilità di attingere “temporaneamente” risorse umane dal mercato del lavoro.
Con l’introduzione della legge Biagi, le agenzie interinali si trasformano in agenzie del lavoro, modificando l’oggetto sociale della “temporaneità”. Quello che era solo erogazione di lavoro interinale viene sostituito da una serie di servizi che vanno dalla ricerca del personale alla ricollocazione professionale, dalla formazione alla intermediazione tra domanda e offerta e, ovviamente, dalla somministrazione del lavoro sia a tempo determinato che indeterminato.
Quattro: Che cosa significa per la vostra organizzazione, lavoro giovanile e quale è l’età di riferimento?
Adecco: “Per lavoro giovanile intendiamo una età sotto i 25 anni che riguarda circa il 29% dei nostri lavoratori avviati”
Quattro: In che misura il lavoro che voi offrite può essere considerato come una prima tappa per entrare nel mondo del lavoro o invece come un tentativo per rientrare nel mondo del lavoro?
Adecco: “Ritengo che leriforme appena citate diano non solo la possibilità alle aziende di controllare il trend di mercato, ma rappresentino, sicuramente, un test di prova per chi decide di entrare nel mondo del lavoro; infatti, attraverso la possibilità di valutare più offerte di lavoro, si ottiene una panoramica definita delle varie posizioni all’interno delle aziende ma soprattutto della loro varietà. In questo modo è più facile per un giovane rendersi conto, con dati oggettivi, di che cosa voglia “fare da grande”.Per quanto riguarda gli ex lavoratori che decidono di rientrare, Adecco risponde con la sua Fondazione per le pari opportunità che supporta tutte le categorie di ex lavoratori con difficoltà di reinserimento, come nel caso delle donne dopo una gravidanza.”
Quattro: Quale l’età media dei vostri utenti?
Adecco: “L’età media, negli ultimi anni, si è alzata da 28/29 a circa 32 anni.”
Quattro: Quale è la percentuale di stranieri tra i vostri utenti?
Adecco: “E’ una percentuale interessante. Questa è una zona abbastanza ricca di extracomunitari e le richieste di lavoro sono circa il 25% del totale.”
Quattro: Voi che siete, per scelta, con i vostri uffici aperti, “sulla strada”,che tipo di rapporto avete con la zona? Nella vostra esperienza esiste una utenza “di passaggio”?
Adecco: “Si, abbiamo ottimi rapporti con tutti e in particolare veniamo considerati non solo come chi fornisce lavoro ma anche come chi eroga consulenze, e questo in particolare dagli esercizi commerciali o dagli uffici dei professionisti di zona.
Per quanto riguarda la seconda domanda, sì, è vero, esiste una utenza di passaggio. Molto spesso i passanti entrano in agenzia, senza averlo prima programmato, per proporsi o per provare a rimettersi in gioco pur avendo già contratti a tempo indeterminato. Molti riescono a ricollocarsi ottenendo stipendi più alti o lavori che prevedono una maggiore professionalità.”
Quattro: Pensate che ci sarà una ulteriore evoluzione del mercato del lavoro e se sì, quale?
Adecco:“Difficile dirlo ora, perché molto dipende dal governo in carica e dalle sue decisioni.
Certo è che il lavoro stabile per tutta la vita non sembra essere più l’aspettativa né il desiderio primario dell’universo giovanile”
Quattro: Sempre di più nella società occidentale si dibatte il problema del precariato giovanile che, secondo alcuni, porta inevitabilmente ad un precariato continuativo e quindi socialmente pericoloso. Quale è la vostra posizione in merito?
Adecco: “Impiegabilità è sicuramente il termine che più si addice alla attività di Adecco. Noi riteniamo che il vero precariato sia legato al lavoro sommerso”.
L’elemento più interessante che emerge dalle primeinterviste, è l’opportunità che tramite le Società che gestiscono le risorse umane viene offerta all’utenza giovanile la possibilità di confrontarsi per la prima volta con il mondo del lavoro per capirne meglio i meccanismi e il reciproco interesse, attenuando, grazie alla consulenza delle agenzie stesse, il primo impatto, non sempre facile, con il mondodel lavoro.
Ringraziamo le Società per la cortesia e la competenza con cui hanno partecipato a questa prima nostra indagine e anticipiamo ai nostri lettori che proseguiremo la nostra ricerca intervistando, in futuro, altre strutture della nostra zona che si occupano di dare e avere lavoro.
Francesco Tosi
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