L’isola di QUATTRO
a cura della Redazione giovani
Questo mese, durante la nostra speciale navigazione nel mare della piccola e media editoria e delle sue storie, abbiamo incontrato per voi Francesco Gungui, classe 1980, scrittore milanese che ci ha raccontato la sua storia. Francesco, nonostante la giovane età, ha già pubblicato cinque libri: due romanzi per ragazzi, un manuale di cucina e due romanzi, “Nel catalogo c'è tutto. Per chi va o torna a vivere da solo” (di cui trovate qui la recensione) con Feltrinelli, e “Mi piaci così” conMondadori. Una bella carriera per un giovane talento che ci ha raccontato tutte le difficoltà e i paradossi per riuscire a farsi strada in questo “mare” così tempestoso. Un'intervista divertente con cui Francesco dà anche qualche consiglio agli aspiranti autori.
Buona lettura e... buona fortuna agli scrittori di domani! Fe.Gi
Intervista collettiva a Francesco Gungui
Non ammesso per due volte all'Accademia di Belle Arti, laureato però in Scienze dei Beni culturali, ora fai lo scrittore: un percorso particolare?
Sicuramente. Ho una passione per l'arte, volevo dipingere, ma poi la vita mi ha portato altrove. L'università l'ho iniziata per nessun motivo, in verità, o meglio, volevo saltare il militare (ride); poi mi sono accorto che mi piaceva e mi sono laureato. Nel frattempo sono andato a vivere da solo e grazie ad una amica ho scoperto che amavo scrivere, che mi veniva naturale; il mio primo libro è stato un ricettario di cucina per single.
Un ricettario di cucina scritto da un single: un po' strano...
Si, è vero, ma in questo libro, “Io ho fame adesso. Come sopravvivere ad un frigorifero vuoto” (Giudo Tommasi editore, 2004) ci sono delle ricette proprio rivolte ai single o a chi vuole sperimentare un po' in cucina: arrangiarsi può essere un'arte divertente.
Come è arrivato questo primo contratto editoriale?
Sono andato con la mia bozza di libro alla fiera della piccola editoria a Belgioioso (Pavia), ho individuato un editore di testi di cucina e gli ho proposto il mio lavoro. Dopo qualche settimana, incredibilmente, mi hanno richiamato. E' iniziato tutto così.
Poi sono arrivate la Feltrinelli e la Mondadori però...
Già, un'esperienza molto bella. Ho iniziato nel 2007 con due libri per bambini con Mondadori (“Achille e la fuga dal mondo verde” e “Achille e la fuga dal mondo blu”) e da lì ho iniziato a lavorare anche come lettore per loro (Il lettore è la figura che in unacasa editrice si occupa di leggere i testi degli esordienti e scrivere una sched- libro da consegnare alla casa editrice- ndr). Quando inizi a lavorare in una casa editrice ti si apre un nuovo mondo e nuovi contatti... è così che sono arrivati gli altri due libri. Il terzo è stato “Nel catalogo c'è tutto. Per chi va o torna a vivere da solo” con Feltrinelli.
Giusto. Parliamo di questo manuale sulla precarietà: lo possiamo definire così, no?
Parte sicuramente dall'esperienza di un ragazzo giovane che va a vivere da solo e si trova ad affrontare tutte quelle piccole e grandi situazioni nelle quali la sua “precarietà” salta fuori. Nel libro racconto dell'odissea per cercare una casa in affitto per esempio, oppure di come sia “terribilmente divertente” andare a cercare un mutuo da una banca. Vi svelo un segreto: i cosiddetti “mutui per i giovani” non esistono, almeno io non li ho trovati. (ride)
Autoironia: è questa la chiave per superare le difficoltà?
Sì, senza dubbio. Anche la precarietà in questo libro un po' viene sfatata: non è poi così negativa come tutti sostengono. Ha i suoi lati divertentie che permettono una certa libertà, anche se è difficile.
Torniamo al tuo lavoro. Da scrittore a lettore per le case editrici: cosa vedi stando dall'altra parte della “barricata”?
E' un lavoro difficile: a volte ti rendi conto, leggendo i manoscritti che ti arrivano, di quanta passione ed impegno ci possa essere dietro, però a volte sono davvero difficili da leggere. A volte invece c'è solo da metterci un po' le mani, ma l'idea di base è buona.
Consigli agli aspiranti scrittori?
Per prima cosa valutare la possibilità di auto pubblicarsi. Grazie ad internet ed alla rete è possibile sia pubblicare il proprio lavoro on line, sia produrlo con la tecnica del print on demand (ci sono dei portali internet che permettono, a bassi costi, di stampare solo le copie del libro di cui uno ha bisogno- ndr). Avendo un prodotto stampato è più facile proporlo alle case editrici. Altra cosa fondamentale è studiare bene le case editrici a cui mandare il proprio lavoro: è inutile proporre poesie, per esempio, ad una casa che tratta solo narrativa. Il massimo, poi, è avere un contatto diretto con chi lavora alla casa editrice, per poterlo chiamare e sapere se il proprio lavoro sta per essere valutato oppure no. Sicuramente però, spedire manoscritti a tappeto, indistintamente, non porta quasi mai a dei risultati, anche se ci sono anche casi rari, in cui ciò accade.
Quanto è importante la piccola e media editoria per un giovane scrittore?
Può darti un'opportunità, almeno di avvicinarti al mondo editoriale, non va sottovalutata nessuna possibilità.
Noi ci fermiamo qui, per continuare questa chiacchierata con Francesco Gungui potete visitare il suo sito www.francescogungui.com
A cura della Redazione giovani

Foto di gruppo con scrittore - Da sinistra, in piedi: Lorenzo Baio, Simona Brambilla, Francesco Gungui, Francesca Barocco.
Sedute: Federica Giordani e C. O.
Nel catalogo c'è tutto
Un libro di Francesco Gungui
Precarietà: forse uno dei termini più usati da chi parla di “giovani” e molto vissuta da chi giovane lo è davvero. Il libro di Francesco Gungui, forse, è un manuale di istruzioni o forse un'opera composta, proprio come le cucine ed i mobili Ikea che nella trama riemergono ripetutamente, simboli di una vita “precaria”, appunto, e complicata dalla sua frammentarietà.
La storia prende le mosse da un ventisettenne squattrinato, Franz, che lascia la comoda vita familiare per costruirsene un'altra, tutta sua. E' dai problemi che affronta via via nel corso della storia che scaturiscono a posteriori idee, consigli ed informazioni utili “per chi va o torna a vivere da solo”.

Così attraverso i suoi occhi viviamo, per esempio, la caccia spietata per una camera in condivisione e le relazioni complesse fra coinquilini; condividiamo le difficoltà nella ricerca di un lavoro stabile e di un minimo di retribuzione e ridiamo, infine, delle mille situazioni balorde che Franz si trova a dover affrontare, situazioni che ricordano quelle che ciascuno di noi porta nei propri ricordi.
Insomma un libro semplice e sincero, molto autoironico e, purtroppo, attuale.
Lorenzo Baio
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