“La casa”, primo consultorio familiare in Italia, compie 60 anni
Un compleanno di tutto rispetto per un’istituzione solida presente nella nostra città. Compie sessant’anni di vita l’Istituto “La casa” di via Lattuada che ha avuto inizio a Milano nel 1948, a soli tre anni dalla fine della guerra. Fondatore don Paolo Liggeri, figura leggendaria di prete che patì anche la sventura di finire in campo di concentramento.
Questo sacerdote creò dapprima, con sede in via Mercalli, un centro di assistenza sociale con cui soccorrere la popolazione stremata dalla guerra. Si distribuivano pasti ai bisognosi, indumenti, li si aiutava alla ricerca di un lavoro. In un secondo tempo l’opera si dedicò anche all’ospitalità ai perseguitati e ai rifugiati politici. Fu proprio l’azione clandestina a favore degli ebrei scoperta dalle autorità a portare alla cattura di don Liggeri, che fu internato per 13 mesi nei lager nazisti. della Germania.
Uscito per miracolo da quella terribile esperienza, fu ancora più deciso nei suoi intenti: bisognava aiutare la società a partire dalla famiglia. Non soltanto ricostruire case bombardate, strade e ponti devastati, partiti che non esistevano più, ma creare un punto di riferimento per tutte le persone smarrite e in difficoltà. Nacque così “La casa”, a tutti gli effetti il primo consultorio familiare creato in Italia, seguito molto più tardi dal proliferare delle strutture pubbliche, che si trasferì poi nel 1962 nella sede di Via Lattuada. Tanta lungimiranza vista con gli occhi di oggi non può che stupire. Nella società complessa le famiglie, le persone hanno sempre più bisogno di essere ascoltate.
La dott.ssa Alice Calori, psicoterapeuta, è responsabile dei servizi da molti anni. Le chiediamo: com’è cambiata la famiglia oggi?
“Moltissimo, ci sono tante sollecitazioni e culture che si intersecano: ma il bisogno fondamentale è quello di sempre, di avere dei legami sani e forti.”
Chi si rivolge al vostro Centro?
“Ci sono genitori che vanno in crisi per la crescita dei figli e si sentono inadeguati, un’altra domanda molto frequente è quella deldisagio dei figli nel caso della separazione o divorzio dei loro genitori. Alle coppie in conflitto che chiedono aiuto spieghiamo che devono dimostrare disponibilità a lavorare insieme per ritrovare la serenità”.
I rapporti che si creano con le famiglie incontrate possono continuare nel tempo?
“Direi di sì, c’è una sorta di “casa aperta”: a volte infattialtri problemi possono riemergere in altri cicli di vita.”
Un punto di riferimento dunque per i problemi delvivere quotidiano: crisi tra moglie e marito, problemi sessuali con il partner, difficoltà di inserimento, adolescenti ribelli, momenti depressivi, problemi di cuore. Il consultorio chefa parte delcoordinamento UCIPEM, è gratuito o convenzionato con l’ASL, a seconda dei servizi. Ci si avvale dell’occhio attento di un’equipe di esperti psicologi, medici, legali e assistenti sociali.
Ma in realtà “La casa” è molto più di un semplice consultorio familiare. Ha attivato un servizio di adozione internazionale, cui si possono rivolgere le coppie sterili che desiderano diventare genitori. E’ un modo per far incontrare due desideri. Quello di un bambino in stato di abbandono che può trovare il calore di un focolare e di un mondo affettivo tutto per lui e quello di una coppia che voglia un bebè e che è disposta ad accettarlo anche con un colore della pelle o di un’etnia diversa.
I genitori adottivi, talvolta alla seconda esperienza, si sono così appassionati alla situazione sociale di origine dei loro piccoli, da creare un’associazione di solidarietà(Hogar onlus, che in spagnolo significa casa) che opera a favore dell’infanzia nei loro Paesi.
Forte della sua lunga esperienza di “osservatorio della famiglia” il Centro è attivo anche nell’opera di formazione. Sono attivi gruppi di sostegno per genitori e nonniadottivi, corsi per insegnanti alle prese con bambini difficili, e così via. E’ stato creato uno “spazio adolescenti” che si rivolge alvariegato pianeta dei giovani, attivo tutti i pomeriggi, previo appuntamento:”per essere ascoltati, per esprimere liberamente sentimenti, emozioni e paure….”
Per informazioni si può telefonare allo 02 551 89 202.
Donata Carmo
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