La Cavallerizza: tra un anno si apre
Chi meglio dell’ingegner Marco Sovera, direttore del cantiere, può fare per noi il punto della situazione sui lavori che stanno interessando da circa tre anni la Cavallerizza di via Foldi?
Ricordiamo ai lettori che l’ex-cavallerizza (chiamata così perchè ospitava cavalli e fungeva da magazzino ai tempi del ritorno di Radetsky a Milano nel 1848) diventerà la nuova sede dell’Emeroteca della Biblioteca Nazionale Braidense.
“Rispetto al progetto approvato, abbiamo eseguito tutte le opere strutturali e parte di quelle architettoniche ed impiantistiche. Manca da fare l’intervento di copertura per la quale è stata prevista una variante. Ciò è dovuto ad una prescrizione dei vigili del fuoco per una maggiore sicurezza dell’opera in materia di antincendio. Il cantiere intanto si è dovuto fermare. Il tempo contrattuale esposto nel cartellone è scaduto, ma appena ci verrà formalizzata questa variante siamo pronti per il completamento del tetto e, a seguire, terminare tutte le altre opere in cascata. Questa empasse è anche dovuta al cambio del ministro per i Beni culturali e speriamo che ol nuovo ministro valuti in tempi brevi il tutto e dia finalmente il suo assenso al completamento dell’opera“.
Previsioni di tempo, a parte le questioni burocratiche?
“Dipende dalle condizioni meteorologiche perché scoperchiare il tetto per eseguire le opere nei mesi invernali non è adatto. La previsione attuale è di un anno, tempo entro il quale consegneremo la Cavallerizza alla sua nuova funzione. Per quanto riguarda il tetto è un’opera fondamentale che richiede interventi articolati, ad esempio le travature verranno ripulite e trattate con una vernice speciale antincendio così come le nuove strutture di sostegno metalliche verranno anch’esse trattate con una protezione antincendio. Il ripristino della struttura avverrà senza alterare nulla: ad esempio i finestroni a lato del colmo del tetto saranno mantenuti nella loro forma originale ma con materiali moderni. Bisogna infatti ricordare che sulla Cavallerizza ci sono dei vincoli della sovrintendenza che impongono di lasciare inalterate certe superfici e ciò ha comportato difficoltà tecniche per risolvere i problemi concernenti la sicurezza”.
Ingegner Sovera, quali sono stati i lavori eseguiti all’interno dell’edificio di via Foldi?
“La parte più importante della struttura è stata realizzata partendo dagli scavi che hanno raggiunto una profondità di 10 metri senza interessare le strutture circostanti. Un lavoro di cesello per non recare danni ai palazzi accanto, alle strade e alle strutture di servizio nel sottosuolo. Il tutto lavorando al coperto con problemi non indifferenti, come l’impossibilità di montare una gru interna. Da quota meno dieci siamo risaliti fino ad arrivare ad una altezza poco sotto le capriate in ferro del tetto in quella parte che sarà la sala lettura principale”.
Le altre opere già realizzate consistono nella realizzazione al piano terra della sala consultazione e lettura, estesa anche al corridoio esterno, mentre al primo piano è stata ricavata un’area modulare dedicata a sala conferenze, uffici, piccoli magazzini e tutto ciò che è accessorio alla struttura. Invece nella parte inferiore della struttura troveranno posto un magazzino e l’archivio del materiale che sarà ospitato in questo edificio.
“Infine – prosegue l’ingegner Sovera – sono state fatte delle nuove aperture su via Bezzecca, i corpi scala e gli ascensori. Ovviamente è previsto il restauro del portone principale riportandolo alla sua originalità. L’entrata per il pubblico avverrà dal cortile dove si trova la palazzina riservata agli uffici, ai laboratori di restauro e dove è già pronto l’alloggio del custode. Questa palazzina è collegata al corpo principale con due passaggi e da qui avranno accesso i diversamente abili. Il grosso è fatto, mancano solo le rifiniture interne e prima di tutto il tetto”.
Contrariamente al detto, dopo aver terminato la pentola manca solo di fare il coperchio.
Sergio Biagini
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