“Da grande farò la rock star!”
Chi non lo ha pensato almeno una volta nella vita magari invidiando qualche eccentrico beniamino musicale? Questo è uno tra i sogni che – ancor oggi come ieri – accomuna decine di ragazzi che si avvicinano fin da giovanissimi al mondo della musica imparando a suonare uno strumento o cantando semplicemente per innata passione. E questo è anche lo spirito che ha pervaso il brillante Festival Rock4 dedicato alle band della nostra zona tenutosi l’11 e il 12 aprile scorsi presso il Teatro Delfino di via Dalmazia. Variegato il panorama dei gruppi che vi hanno preso parte e soprattutto diverse le motivazioni che spingono gli aspiranti protagonisti delle sette note a salire sul palco e a mettersi in discussione di fronte a una vasta platea.
Tra i più giovani c’è Gabriele, in arte “Civi”, 17 anni e studente di informatica; sul palco indossa la maglia scura come un perfetto neofita del “metal”, imbraccia sicuro la chitarra e, pur non ostentando una voce propriamente matura, l’intonazione è corretta. Suona negli Omega, una band formatasi da circa tre anni e, insieme a Giorgio, un altro componente del gruppo, mi spiega quale genere propongano: “Si tratta di alternative rock. Siamo una cover band e principalmente facciamo pezzi dei Muse e dei Green Day”. Il chitarrista Giorgio invece ha 19 anni e studia chimica. Gli chiedo se, nonostante la giovane età, abbiano mai pensato di rivolgersi a un’etichetta. “Non ancora anche perché per adesso non abbiamo pezzi nostri. Quando li avremo se ne riparlerà.” Nel frattempo ci raggiunge Martina, la vocalist del gruppo. Insolito trovare una frontwoman in mezzo a band prevalentemente composte al maschile! Martina è una dolcissima ragazza di 22 anni che di mestiere fa la commessa e suona chitarra e piano. “Ma – mi spiega – in realtà anche gli altri componenti del gruppo sanno suonare vari strumenti e a volte ci scambiamo i ruoli anche se io solitamente canto”. La musica ha influito in qualche modo con la tua scelta di non proseguire con gli studi? La risposta di Martina è ferma e risoluta: “Assolutamente no”.
Fabio invece è un ragazzo di 30 anni e si dedica al basso da 10. È un componente fisso dei Shivers Addiction e con loro suona da 4 anni. “Il gruppo - mi spiega - nasce dalle ceneri dei “Fatamalata”, una band italiana attiva dal ’94 al ’99”. E voi di quale genere vi occupate? “Facciamo prevalentemente hard rock - spiega Fabio – ma anche metal. Sono tutti pezzi nostri anche se a volte proponiamo una cover”. Nei Shivers Addiction milita anche una vecchia conoscenza del trash metal italiano degli anni ‘80: si tratta di Gino Pecoraro, chitarrista ed ex componente dei “Nuclear Symphony”. Ad ascoltarli sembra di rivivere quel sound hard rock in puro stile “Savatage”. Il nostro bassista nella vita fa il grafico e ci confida che (come sognano tutti) sarebbe magnifico essere notati da una casa discografica. Sebbene siano già apparse recensioni positive, ancora purtroppo non si è avuto un concreto riscontro da parte di alcuna etichetta musicale.
Shivers Addiction
All’hard rock tutto italiano si dedicano invece i Katmai, gruppo formatosi nel 2001 e che si presenta al pubblico con un grande impatto visivo. Domando a tutti cosa fanno nella vita e Stefano, il carismatico frontman detto “Il MaMe”, mi risponde senza indugi: “Ovviamente la rock star!”. Ha 28 e - come seconda professione - lavora per una società che si occupa di ricerca del personale;Luca (detto il “Il Giammy”) è il chitarrista, ha 30 anni e nella vita lavora in una ditta di elettronica; Alessio, 26 anni, in arte “Diabolik Sexy Babe”, è anche lui chitarrista e lavora in uno store dell’arredamento. Alla domanda “siete mai stati pagati per quello che suonate?” quasi si mettono a ridere. “Solo qualche volta – spiega Luca – quando ci dedicavamo alle cover, ma il compenso è appena sufficiente per coprire le spese”. E avete già bussato alla porta di una casa discografica? “Ci stiamo ancora lavorando anche perché abbiamo pezzi nostri e qualche importante collaborazione all’orizzonte. Collaborazioni che - sottolinea Alessio - ancora però non possiamo confermare”. Durante il live i Katmai si dimostrano un gruppo sorprendentemente maturo. L’energia di Stefano, un “mostro” sul palcoscenico, o meglio un ibrido tra Piero Pelù e il frontman dei Darkness, coinvolge senza riserve anche il pubblico più scettico.

i Katmai
Ma come si fa a diventare una vera rock star?
La risposta è un po’ complicata ma per chi volesse un approccio pratico e insieme teorico di come sfondare in campo musicale il Comune di Milano offre l’occasione di partecipare all’iniziativa gratuita “Facciamo una band”. Si tratta di un ciclo di 7 incontri che avrà termine il 5 giugno e ospiterà artisti e personaggi famosi (Afterhours, I Ministri, La Crus, Marta sui tubi, I Lombroso e molti altri) fornendo informazioni pratiche sul mondo della musica. Per maggiori informazioni è possibile consultare la sezione “Iniziative culturali” su sito del Comune di Milano.
Chiara Orlandi
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