Tutto cominciò coi teloni

 

Teloni per camion, un ragazzino curioso, il lago Turkana, le canoe, l’impegno nel sociale, il cercare se stesso e poi zaini, tende, sacchi a pelo, oggettistica per il trekking. Cosa hanno in comune questi elementi con Roberto Codrignani titolare dell’omonimo negozio che si affaccia su viale Umbria, di fronte al parco Marinai d’Italia?

Fanno parte della sua storia e di quella della sua azienda che lasciamo raccontare a lui.
“Ho iniziato ad aiutare mia madre a 15 anni, dopo la scomparsa di mio padre, che era qui dagli anni ‘60 e produceva teloni per la copertura dei camion. Da noi si rifornivano quelli che operavano all’interno dell’Ortomercato proprio qui di fronte. Erano teloni in canapa e cotone impermeabile, prima che arrivassero il cotone e nylon che resero più leggere le strutture, e infine il pvc che, essendo termosaldabile, garantiva una migliore tenuta delle cuciture.”

Ancora oggi la Codrignani si occupa di teloni ma anche di tensostrutture, per manifestazioni o per la copertura di terrazzi, e recentemente si è evoluta verso il settore del trekking, con una collaborazione fattiva con la Ferrino di Torino, che proprio il 7 maggio inaugura un punto vendita qui sul viale, nei due spazi adiacenti al negozio-laboratorio Codrignani. Questa collaborazione nasce dalla curiosità di un ragazzino che chiese anni fa a Roberto una canadese. Roberto a momenti non sapeva nemmeno cosa fosse, ma gliela procurò e da quel momento l’attività del negozio prese anche questa direzione. Con le tende arrivarono gli zaini e poi i sacchi a pelo e l’oggettistica per escursionismo, ma anche per il trekking d’alta quota.

I teloni e le coperture rimangono ancora una parte importante dell’attività di Roberto, sempre più specializzato nel settore: nel 1977 era stata richiesta la sua consulenza e competenza per un progetto in Africa. Vicino al lago Turkana, bisognava costruire 24 vasche impermeabili, “grandi quanto San Siro fino al primo anello” ci ricorda Roberto, da riempire d’acqua per la pescicoltura. Il nostro in Africa istruisce e forma le maestranze locali che realizzano quest’opera, fino al 2000 ancora in attività;“poi non ne ho saputo più nulla”- aggiunge.

Il tuo lavoro è ancora artigianale o le macchine hanno sostituito l’uomo?
“Non completamente. Le macchine oggi sono di grande utilità: tagliano con precisione i pezzi, ci aiutano a saldare perfettamente le diverse parti, ma l’intervento dell’artigiano è sempre necessario. A parte il progetto, il disegno, sono le piccole modifiche che si presentano in corso d’opera che richiedono ancora la manualità e l’abilità artigianale. Il colpo d’occhio la macchina non l’avrà mai”.

Alla domanda se ci sono giovani che si avvicinano a questo mestiere, Roberto Codrignani ricorda la collaborazione con il Comune ad un progetto che prevedeva l’insegnamento del suo mestiere a molti giovani, che poi sono entrati nel mondo del lavoro. “Credo che un imprenditore possa e debba anche impegnarsi nel sociale.”

Il lavoro significa per Roberto anche aggiornamento, studio. Ecco quindi i corsi presso una ditta svizzera per apprendere al meglio le tecniche di saldatura e migliorare i prodotti o i corsi di vela e di canoa, per conoscere meglio gli oggetti che deve “ricoprire”. “Non è facile impacchettare un boma o fare un tendalino di una barca, se devo ricoprire un albero, piuttosto che un altro pezzo di barca mi piace sapere come è fatto per dare il meglio del mio lavoro. Stesso discorso per le canoe che ho imparato a conoscere quando un signore me ne ha portata una, del 1959, da restaurare sia nella struttura sia nella copertura e che ho rifatto esattamente come l’originale. Eccola lì appesa al muro pronta per essere consegnata”.

Questa non è la sola canoa appesa. Le altre sono all’esterno del negozio a fare da richiamo, un veicolo pubblicitario per attirare la clientela, che in effetti non manca. “Ho canoe e kajak. Ci sono quelle rigide in polietilene per scendere i fiumi o andare per mare, poi quelle per giocare in acqua e sono inaffondabili, fino ad arrivare ai kajak da quasi 1000 euro con il fondo trasparente e una struttura particolare. Se vuoi divertirti ho anche quelli gonfiabili che puoi usare al mare. L’esperienza sulle canoe mi viene anche dall’incontro con una ditta tedesca, la Klepper, che è un po’ la Bentley del prodotto e che mi dà la certezza di quello che vendo”.

“La collaborazione con la Ferrino si intensifica quando testai un prototipo di tenda; ero in India dove vado spesso in ritiro negli hasram. Poi ho incominciato ad ampliare la gamma dei loro prodotti e piano piano sono arrivato ad avere quasi tutto ciò che viene fabbricato a Torino. E se non ce l’ho, lo posso far arrivare. Come i prodotti delle ditte che la Ferrino rappresenta. C’è stata, infine, una volontà reciproca di aprire il Ferrino Point presso il mio negozio perché, prima di tutto a Milano non esisteva, e in secondo luogo per diventare un punto di riferimento per chi si vuole attrezzare. Dalla semplice passeggiata, al trekking più impegnativo fino alle scalate. Ultimamente ho fornito materiale Ferrino a una spedizione che è partita in moto dalla Siberia per terminare il raid in Italia.”

Questo genere di attrezzatura viene fornito da Roberto alla protezione civile di Milano e hinterland, ma anche ai comuni di Pavia e Lodi, e “si tratta di tende per comunità attrezzate con quanto necessario, tavoli, sedie, panche e poi zaini e sacchi a pelo. Io faccio solo da tramite con Torino per un problema di consegna, ma il mio ritorno è dato dalla pubblicità che mi faccio e che mi porta clienti. Un esempio di questa collaborazione è il telo per i bagagliai delle auto mutuato dall’esigenza di trasportare i cani da parte degli operatori della Protezione. L’ho convertito ad un uso comune e chiunque ha un cane viene con la sua auto: prendo le misure e gli confeziono un telo che permette di caricare il cane, anche sporco, senza correre il rischio di trovare la moquette imbrattata e soprattutto di non aver in macchina l’odore del cane. Il mio telo è lavabile e quindi il problema viene superato.”

Un ultimo ricordo ed un’ultima osservazione fra le tante di questa lunga conversazione: “In questo tratto del viale una volta c’eravamo noi, il gommista Passerini, un riparatore di avvolgimenti dei motori dei carrelli dell’ortomercato e una trattoria. Oggi è rimasto solo il mio negozio e vado avanti sulle orme di mio padre”.

E sulle tue orme chi proseguirà?
“Spero proprio che mio figlio minore segua la mia strada, adesso sta facendo ragioneria e mi terrà anche a posto i conti… Sull’altro non faccio conto: è iscritto ad ingegneria aerospaziale e di certo non si occuperà di tendoni.”

Non è detto Roberto. Se arriva su Marte può sempre aprire un Codrignani point e venderli per ripararsi dal caldo marziano!

Sergio Biagini