Piazza Insubria: novità, assurdità & vecchie abitudini

 

I bambini sono tornati a giocare. In questi giorni primaverili, è tutto un collaudare e volteggiare. Giostre fantasiose che sembrano uscite da un quadro di Mirò o dalla navicella spaziale Mir.


Certo, la piazza ha cambiato aspetto, anche se c’è chi si lamenta perchè sono state piantate troppe aiuole, o perché non gradisce il colore dell’illuminazione.
Qui però si va nel gusto personale, nella soggettività, e in questo campo si sa: “ogni testa è un mondo”.
Di oggettivo invece ci sono alcuni particolari che sembrano non funzionare, particolari che fanno la differenza tra un buon progetto e uno studiato a tavolino. Ad incominciare proprio dalla zona bimbi, dove un genio del male ha deciso di proteggere i giochi con uno speciale antifurto: una cancellata tagliente che potrebbe affettare anche il più stagionato dei Prosciutti di Parma.
Le mamme di tutto il quartiere ringraziano perché ora, quando devono sgridare i figli, non devono più faticare a sculacciarli, ma possono semplicemente strofinare le mani dei loro pargoli contro la recinzione per vederli sanguinare per ore.

E se per caso qualcuno di voi trovasse un pezzo di naso, sappiate che è di Chira, simpatica cagnolina meticcia di sei anni, che l’ha “provata” per prima. (E questo non è uno scherzo!) Da quindici giorni oramai se ne va in giro con il collare elisabettiano, in attesa che la sua ferita si cicatrizzi.
Proprio accanto ai giochi poi, al centro del parco, abbiamo il cesso, novello tempietto neoclassico e metafora della società imperante. Certo, la posizione è strategica! Non si può negare che al momento del bisogno non venga comoda, nè che nell’affanno dell’impellenza uno rischi di non trovarlo! Perché è proprio lì, al centro di tutto. Forse avrebbero fatto meglio a pitturarlo di rosso, perché quel verde mimetico potrebbe confondere le idee, ma non temete che presto ci penserà anche la scia odorosa a metterci sulla buona strada.

Lo scherzo più divertente di tutta la piazza lo volevano fare però ai portatori di handicap. A loro era stato riservato un comodo attraversamento pedonale con la via Sebino, dotato di scivoli. Ma non di strisce, perchè quelle c’erano già, pochi metri più avanti, per quanti non si lasciavano intimorire dal gradino di un marciapiede! Come dire: se uno ha una difficoltà motoria può anche essere investito. In fondo è un problema in meno per le casse dell’INPS!
Piccolo particolare: i nostri genitori stanno diventando sempre più vecchi e malfermi; le donne continuano a fare figli e a scorrazzarli per la città nei passeggini; e noi - non è per fare l’uccello del malaugurio- potremmo sempre romperci una gamba.

Fortunatamente l’operaio che l’altro giorno stava ripassando la segnaletica ha accolto la nostra obiezione e dopo averci mostrato il progetto in cui quelle strisce non erano previste, si è offerto di trasmettere la segnalazione.Il risultato è che ora tutti possono comodamente attraversare la strada. Non la piazza, che resta comunque solcata da numerosi sentierini rialzati che devono essere costati un bel po’ e che devono ispirare le lodi più profonde nel cuore delle donne quando trascinano i carrelli pieni della spesa, al ritorno dal mercato!
Non altrettanto disponibili si sono dimostrati invece i giardinieri, quando la Dottoressa Silvia Ferri ha fatto loro notare che forse aveva poco senso piantare delle Magnolie, che mediamente crescono fino a 20 metri, esattamente sotto delle altre piante! A fronte di ciò, hanno opposto l’inappuntabile, inappellabile potere del “mi han detto di fare così” e di fronte alla sacralità della piantina, che indicava esattamente i punti in cui scavare, ogni polemica è stata debellata.

Pensiamo poi che le piste ciclabili non dovrebbero concludersi con un salto, come avviene verso la via Ciceri Visconti, a meno che non ci si trovi su un circuito di allenamento per mountainbike o su una pista di cross country!
Grossi problemi di socialità hanno investito i lati della piazza, da quando il rifacimento dei marciapiedi ha reso proibitivo fermarsi a chiacchierare.
I parcheggi a spina di pesce, disegnati a misura di Suv in cui nuotano liberamente piccole utilitarie, costringono i pedoni a farsi solo un breve cenno di saluto quando si incontrano, ben attenti a non perdere il ritmo della camminata per non suscitare le ire di quello che viene dietro.

I più arrabbiati sono gli abitanti dei numeri civici 7 e 11, che hanno già scritto al Comune e al Consiglio di zona. Si lamentano non solo per il fatto che il marciapiede èstretto (e quando bisognametter fuori la spazzatura è un problema) ma anche perché il cordolo arilievo, che divide la parte pedonale dal parcheggio, non permette all’acqua piovana di defluire (oltre a far inciampare le persone.)
In assoluto però i più colpiti sono Massimo e Sonia che su quel marciapiede espongono la merce del loro negozio, restringendo ulteriormente il passaggio. “Da quando hanno fatto i lavori - dice Sonia- non riesco neanche più a chiudere in pausa pranzo. Prima infatti avevo una struttura di teli che mi permetteva di coprire la frutta, ma ora non la posso più usare.”

Ad ogni modo ora la piazza è nostra e spetta a noi prendercene cura perché duri in questi condizioni. Purtroppo i primi segni di inciviltà non hanno tardato a ripresentarsi: cartacce, deiezioni canine e furti di pianticelle. E a questo proposito vogliamo proprio augurare di cuore a colui/colei che si è fregato le due piante di azalea, di diventare il bersaglio preferito di tutti i piccioni della piazza ogni volta che metterà piede fuori di casa, finchè il guano non lo abbia completamente ricoperto!
Mafalda Arnolfi