C6tv sbarca in zona 4

 

Mercoledì 26 marzo la parte di zona 4 compresa fra viale Umbria e il Parco Alessandrini, è stata “invasa” da un nutrito gruppo di giovani redattori della tv on line c6tv, che vi avevamo presentato alcuni mesi fa.Tutti armati di computer e microfono, hanno intervistato cittadini, esponenti di associazioni culturali e sociali, dando una panoramica ampia di quanto succede in questa parte della nostra zona. (andate su www.c6.tv in Cronaca)

Una di loro, Emilia, è venuta a conoscere la nostra redazione “presidiata” da Sergio Bigini e poi il nostro direttore l’ha accompagnata presso l’area Vittoria, facendo il punto della situazione e dei problemi connessi all’interruzione dei lavori viabilistici in via Monte Ortigara.


Ospitiamo qui i commenti e le impressioni di alcuni di loro.

Il mercato di piazzale Martini

Mercoledì mi aggiravo per il mercato di piazza Martini munita del mio computer.L’allegria e la sincerità di questo mercato hanno accompagnato le interviste  agli abitanti del quartiere e agli ambulanti, entrambi soddisfatti e allegri di vivere in una zona dove convivono etnie usi e profumi diversi…. Sarà la primavera ma l impressione è stata quella di ritrovarmi in un paese sereno e tranquillo...............a Milano..........boh!
Ottimi tra l’altro i prezzi e la qualità oltre ovviamente all’ospitalità e al calore umano
Veronica Del Solda'

Il teatro PIM

Descrivere il teatro PIM non è un compito facile per il sottoscritto.
Mi aiuterò e prenderò spunto dalla chiacchierata, e non l'intervista, fatta con Edoardo Favetti, coluiche dirige il traffico emotivo, nonchè quello organizzativo del PIM Spazio scenico.
Il PIM è un inizio. E' un inizio per giovani attori sconosciuti al pubblico milanese, è un inizio e perchè no “L'inizio” di idee mai esternate, è un inizio per spettatori abituati a teatri imponenti e
spettatori che al teatro, proprio, non si vogliono abituare...Trovare un inizio in una città movimentata come Milano non è affatto facile... forse un miracolo... un miracolo da provare...
Leonardo Lidi

Il Parco Alessandrini

Ci sono i fiori, gli orti, gli alberi che coprono i casermoni e poi i giochi: piccoli pony da cavalcare, ponti da attraversare e sky lift che volano sull’erba. Sembra un mondo incantato? E in effetti un po’ lo è ma per arrivarci non serve saltare al di là dello specchio. Basta dirigersi oltre Piazzale Cuoco, sì, proprio lì, dove adesso c’è il tendone di Gianni Morandi, dove i camion dei pompieri vanno e vengono e dove Milano per molti è già finita un paio di circonvallazioni più in su. Basta smettere di pensare che la nostra città non sia solo grigia, che gli anziani passino il tempo davanti alla televisione e che i bambini abbiano smesso di nascere. E basta andare a dare un’occhiata al Parco Alessandrini, magari passarci un’intera mattinata come abbiamo fatto noi di c6.tv. Io ci sono stata, ho chiacchierato con il signor Pietro che mi ha fatto da cicerone e regalato il suo cd colmo di note e di ricordi. Ho ascoltato il Luigi, che nel suo rettangolo di terra ha costruito addirittura una gabbia per gli uccellini. Lui il contadino l’ha fatto da sempre e la sua schiena è di quelle che si piegano ma non si spezzano. Ho sbirciato oltre il cancelletto del Cardinale che ha steso un tappeto rosso all’ingresso del suo orto. Ho bevuto un Campari e mangiato qualche patatina mentre il sole iniziava a scaldare e mentre gli uomini che vivono oltre la cascina si sciacquavano la faccia e salutavano i signori ortisti mischiando arabo, italiano e sorrisi di gratitudine.

Perché il Parco Alessandrini non è fatto solo di erbetta pallida e di un paio di panchine colme di scritte, ma di persone, di vite e racconti. Di campi da bocce che forse avrebbero bisogno di un tetto per non scottare d’estate e per essere sfruttati anche d’inverno dove eleganti signori si allenano raccontando barzellette alle loro compagne di una vita, e di mulini a vento in miniatura che muovono i sogni di bambini arrivati dal Perù, dall’Eritrea, dalla Cina, per colorare questa città che forse, per troppo tempo, grigia lo è stata davvero.
Claudia Bellante

Il Laboratorio di quartiere

Mercoledì mattina alle 11 mi sono recata in Piazza Martini 11, presso il laboratorio di quartiere e ho chiacchierato su una panchina, riscaldata dal sole mattutino della zona Molise-Calvairate, con Alice Rossi, giovane ed energica responsabile del laboratorio suddetto.
 Mi ha parlato di una zona problematica, all'interno della quale, alcune persone dovranno essere sgombrate dai loro edifici, per questioni strutturali di alcuni palazzi; abbiamo discusso sulle attività del laboratorio, sulle offerte per i cittadini e sulla proposta, difficilmente realizzabile della Biblioteca Europea, che a quanto pare sarà eretta nel 2015, immagino in occasione dell'expo.

 Uscita dal laboratorio, mi sono trovata davanti alle bancarelle variopinte del mercato di Piazza Martini, essendo stata attirata da vestiti colorati e frutta e verdura fresca e appetitosa, ho pensato che quello fosse il miglior luogo per iniziare  un vox populi con i cittadini residenti sia riguardo alla " vicenda" della biblioteca europea, sia per capire come si vive nel quartiere. Ho riscontrato le solite diffidenze verso in incontro con i cittadini stranieri, una nostalgia del passato e soprattutto di una Milano che non c'è più da parte delle persone più anziane,  ma tutto sommato ho trovato delle persone sorridenti, vogliose di dire la loro e di trovare tra qualche anno un quartiere ancora più efficiente. Quindi poche lamentele e tanto desiderio di miglioramenti, di accettare il progresso in corso, senza perdere però l'identità del quartiere dove abitano.
Sonia Colombo