L'amianto che uccide, in via Feltrinelli
Il clamore è arrivato solo negli ultimi mesi. Gli striscioni davanti a Palazzo Marino, i cori di insulti rivolti all'Assessore Verga, le minacce di bloccare la tangenziale, i servizi dedicati a loro alla trasmissione Anno Zero, ma alle “case bianche” di Rogoredo i pannelli di cemento amianto ci sono dal 1984, da quando quelle case furono costruite dal Comune come sistemazione provvisoria per chi arrivava da situazioni di sfratto esecutivo, come quella di piazzale Dateo.
Dovevano durare 4 al massimo 5 anni quelle case, gli inquilini sarebbero stati trasferiti, lontano dall'amianto ancora integro e quindi poco pericoloso. Invece siamo nel 2008 e 152 famiglie vivono ancora qui, alcune in condizioni davvero precarie, in cinque in 30 mq, e nel frattempo i pannelli di amianto hanno cominciato a cedere, a creparsi, le polveri iniziano a depositarsi nelle case, volano nell'aria e gli inquilini le respirano.

Nel 1986 nasce il primo comitato di residenti che cerca con determinazione di far sentire la propria voce: vogliono andarsene di lì perchè, si sa, l'amianto è pericoloso, è cancerogeno e a lungo andare respirarlo provoca gravi conseguenze. Non accade nulla, i residenti delle “case bianche” diventano “cittadini di serie B”, così come loro stessi si definiscono. Promesse elettorali, gazebo di partito accanto ai loro palazzi, sorrisi, aperitivi, ma nessuna soluzione.
Iniziano i primi casi di morti sospette. Giovani, giovanissimi, si ammalano di patologie tumorali nonostante una vita sana e una salute di ferro: 16 morti e 23 ammalati gravi in 24 anni, tutti residenti nelle case bianche; Graziella Fornari, una delle rappresentanti del comitato, tiene in mano una triste lista, scritta a penna.
Arrivano le proteste in Consiglio di zona: durante una commissione Territorio a cui era presente un responsabile della Romeo Gestioni, società che gestisce per conto del Comune le case, arrivano, senza preavviso, anche i residenti di via Feltrinelli; sono tanti, si arrabbiano “Non siamo carne da macello” gridano.
Il 19 marzo scorso a Palazzo Marino si riunisce la Commissione Casa, l'Assessore Verga è lì davanti agli inquilini delle “case bianche” che si aspettano delle risposte concrete. C'è la televisione, i giornali, le radio: tutti aspettano la data dell'inizio dei lavori per la bonifica dell'amianto.
Ma una data precisa non arriva: Verga parla di “inizio dei lavori entro il 2008”, ma di preciso non si sa nulla. Una cosa precisa, però, esiste: la cifra stanziata nel bilancio triennale per le opere pubbliche. Sotto la dicitura di via Feltrinelli 16 si legge: stanziati 4 milioni e 949 mila euro.
Una cifra che comprende la manutenzione straordinaria e anche il piano di mobilità per i residenti che, su questo aspetto, sono inamovibili: nessuno toccherà quei pannelli finché loro saranno ancora dentro. Poca soddisfazione. Molta rabbia e altrettanta indignazione: a poche centinaia di metri dalle “case bianche” svettano le altissime gru del nuovo e lussuoso complesso di Santa Giulia.
Federica Giordani
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