Una immersione nel Liberty
Passando per viale Filippetti, appena un salto al di là della nostra zona, non poteva sfuggircila nuova splendente facciata della palazzina Liberty che ospitava fino a parecchi anni addietro gli uffici, le salette e il salone del dopolavoro ATM. Sul retro poi c’era il famoso Ragno d’Oro, che negli ultimi anni aveva ospitato una scuola da ballo ed un locale notturno più o meno trendy.
Questa epoca ora si è chiusa ed ATM, pur essendo tuttora la proprietaria dell’area e dei fabbricati, li ha dati in concessione ventennale alla Società Terme Milano S.r.l. che ha già realizzato ed aperto al pubblico nella palazzina Liberty un Centro benessere denominato appunto TERMEMILANO.
Visto l’interesse architettonico dell’intervento, abbiamo chiesto alla proprietà di “fare un sopralluogo” ed il 29 gennaio, prima dell’orario di apertura delle terme, l’arch. Mariela Goncalves, che ha curato con l’architetto Paola Gerosa il restauro conservativo e l’adeguamento tecnologico, ci ha accompagnato in un giro molto interessante all’interno della palazzina e del cantiere.

Il complesso, infatti, è costituito da due fabbricati: la palazzina Liberty che risale al 1905 ed un adiacente fabbricato costruito nel 1929, “chiudendo” la ampia tettoia di ferro. In questo intervento era stata sacrificata la facciata posteriore della palazzina, di cui rimangono solo alcuni elementi decorativi. Nella ristrutturazione di questo fabbricato (l’ex Ragno d’Oro), ancora in atto, si stanno mantenendo tutti gli elementi architettonici dell’epoca: soffitto a volta, il palco superiore con la balaustra in ferro originale, le colonne esterne in ferro che sono state riportate alla luce. Al termine dei lavori, fra qualche mese, questa diventerà una sala polifunzionale.
Rimaniamo ancora all’esterno: nell’ampio cortile circondato dalle mura spagnole con i loro matronei, sono in corso i lavori per la realizzazione di tre vasche circolari con idromassaggi e musicoterapia, che potranno essere utilizzate anche d’inverno alimentandole con acqua calda, di un solarium e di un’area a verde. Un ambiente molto suggestivo, un’oasi di interesse storico e architettonico.
Passiamo poi a visitare la palazzina: le facciate non sono state in alcun modo modificate, e sono state oggetto di accurato restauro secondo le direttive della Soprintendenza per i Beni architettonici eper il paesaggio di Milano; in particolare, sono state rispettate le caratteristiche tipologiche degli elementi, ad esempio le ampie vetrate in ferro e vetro stile Liberty presenti nei due saloni principali.
Altro elemento caratteristico dell’edificio è l’altezza dei locali, mantenuta nei due saloni e nel corridoio centrale di circa 7 metri, così come è stato mantenuto il pavimento del corridoio centrale in marmette di graniglia dei primi del ‘900, il cui splendore è esaltato grazie alla riapertura dei lucernari.

E’ sostanzialmente rimasta uguale anche la distribuzione principale interna degli spazi che ha seguito le partizioni originali delle strutture portanti. Solo che invece di vecchi uffici e magazzini, adesso ci sono le sale relaxche richiamano i quattro elementi fondamentali: aria, acqua, terra e fuoco sia nell’allestimento che nelle fragranze.
I due saloni, uno all’inizio e l’altro alla fine del lungo corridoio, sono adibiti a reception e a sala di ritrovo e ristoro e presentano molti elementi moderni nell’arredo e nella illuminazione.

Come ci spiega l’architetto Goncalves, accompagnandoci nel piano interrato, dove si trovano le vere e proprie terme: “Sotto il profilo architettonico, l’intervento più complesso ha riguardato proprio il piano interrato, dove dalle vecchie cantine sono stati ricavati i locali che costituiscono il cuore della struttura. Qui troviamo le vasche idromassaggio di diversa intensità e tipologia, la vasca cromoterapica, gli idrogetti energizzanti, le cascate tonificanti, i lettini termali, il percorso Kneipp, il pediluvio, la sauna e biosauna, il bagno turco aromatizzato e l’area fanghi. Come vedete, questi spazi sono caratterizzati dai soffitti a volta, i rivestimenti e i pavimenti sono in pietra proveniente dalla provincia di Bergamo, come richiesto dalla Sovrintendenza, e la presenza dell’acqua è l’elemento principale.” E nel dire questo, aziona una vera e propria cascata d’acqua.
Il nostro giro finisce, siamo rimasti veramente colpiti dalla bellezza degli spazi, riportati agli originali splendori e valorizzati al meglio: uno spazio di benessere anche solo a guardarlo!
Se poi ci unissimo anche bagni e relax….
Un’ultima annotazione: da parte della società di gestione era stata anche ipotizzata la possibilità di portare qui le acque termali di Bormio, impresa non proprio semplice, per cui ora l’acqua utilizzata è quella dell’acquedotto milanese. Domani chissà….
Stefania Aleni
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