Maurizio Franco incontra...il Jazz, noi incontriamo...Maurizio Franco

 

 

Quattro ha avuto il grande piacere di incontrare il maestro Enrico Intra e il musicologo Maurizio Franco per parlare della iniziativa promossa dall’Assessorato Aree cittadine e Consigli di Zona del Comune di Milano e dall’Associazione delle Arti e delle Corti intitolata Maurizio Franco incontra… il jazz.

Il progetto, che nasce dall’esperienza decennale di promotore e organizzatore di manifestazioni del critico, si inserisce nel quadro della valorizzazione delle zone periferiche, sia per quanto riguarda l’uso di strutture esistenti, auditorium, teatri poco noti ma interessanti, sia come proposta culturaledi ascolto di un genere musicale di grande valenza artistica e forte impatto emozionale. Si tratta di una scelta fortemente sentita e di valore sociale, perché l’incontro avviene sotto casa, là dove la gente vive e lavora.

Maurizio Franco, quindi, in un percorso ricco e articolato di incontri, si intratterrà con i musicisti ponendo loro domande sullecaratteristiche dei loro strumenti, le scelte musicali e la predilezione per un determinato stile. Con lo stesso ritmo rapido di una trasmissione radiofonica, la parola e la musica dialogheranno in modo serrato e divertente. Una specie di estemporanea jam session, insomma, frutto di lavoro comune, reciproca conoscenza, e lunghi anni di passione.
Il risultato finale sarà una composita storia del jazz italiano del Novecento nelle sue connessioni con la matrice afroamericana e le ulteriori esperienze europee.

Uno o due musicisti per ogni zona: Franco Cerri ed Enrico Intra, per la zona 4, il 15 febbraio alle ore 21 presso il Teatro della Quattordicesima, in via Oglio 18.

Enrico Intra e Maurizio Franco

Trattandosi di due personalità di grande rilievo del panorama jazzistico italiano, noti e amati dal grande pubblico, non ci dilungheremo sui loro meriti artistici internazionali e nemmeno su quelli culturali e didattici (insieme a Maurizio Franco hanno fondato l’Associazione culturale Musica Oggi, insieme si dedicano alla didattica nei Civici corsi di Jazz, scuola di alta specializzazione professionale fondata e diretta da Enrico Intra, dalla cui costola è nata la Civica Jazz Band di Milano). L’elenco sarebbe lungo e richiederebbe una esposizione a parte. Preferiamo quindi fare riferimento all’incontro che abbiamo avuto.

Enrico Intra non ci svela quali brani eseguirà; la musica verrà da sé, e al momento opportuno il suo piano saprà dialogare con gli altri protagonisti della serata. In particolare l’intesa con Franco Cerri e la sua chitarra sarà perfetta, da una parte il timbro armonioso e la naturale vocazione al ritmo e allo swing più esplicito e coinvolgente di Cerri, dall’altra la curiosità e la ricerca di nuove suggestioni e linguaggi nuovi di Intra, che non trascura la musica europea contemporanea, e le più recenti conoscenze sul suono.

Ma il maestro Intra ci ha anche raccontato delle sue esperienze non solo artistiche e di come quella musica avesse rappresentato un’avventura culturale e sociale di grande rilievo. Erano gli anni Cinquanta e Intra, giovanissimo, si formava al jazz di origine afroamericana. Pochi erano i cultori del genere e gli spazi per suonare erano spesso dancing o scantinati periferici. Milano era avviata alla ricostruzione e gli aspetti materiali si intrecciavano con la visione di una città aperta al mondo, libera e civile. In questo spirito Intra aveva fondatol’Intra’s Derby Club raccogliendo intorno a sé uomini di spettacolo che divertivano con una satira intelligente e attenta alla realtà. “Il cabaret allora aveva senso perché la televisione e la radio erano sottoposte a censura- ci racconta. Era un cabaret culturale e politico, ricco di idee e di volontà di fare. Oggi è cambiato il carattere della comicità; si fa più che altro avanspettacolo, vale l’imitazione dei personaggi. Gli stessi promotori della riapertura del Derby in una sede centrale e rinnovata, misconoscendo di fatto le origini del locale, a partire dal nome, ormai dimenticato, non sanno fartesoro dell’esperienza passata e raccogliere il contributo anche storico dei suoi fondatori. E questo purtroppo è un segno dei tempi.”

Ma torniamo al jazz, così trascurato, con poche risorse e spazi risicati. Va in scena con personaggi di eccellenza per divertirvi e farvi conoscere i suoni, i ritmi, la varietà e l’estro straordinario della sua musica. E’ un’opportunità per tutti e tutti siete invitati a partecipare.

Vanda Aleni