Acqua nascosta acqua segreta:incontro con il Servizio idrico di MM
Ma dunque l’acqua di Milano è potabile oppure no? La dobbiamo bere oppure ci dobbiamo affidare alle bottiglie di acqua minerale? Queste domande ci sorgono spontanee, motivate dalla diffidenza sempre maggiore che i cittadini hanno verso l’acqua del rubinetto.
E’ stato quindi molto interessante avere ascoltato una voce alternativa a quella dei media che trasmettono solo spot sulla bontà delle acque imbottigliate. Inoltre una voce autorevole come quella del Dott. Bruno Rognoni, Direttore del Servizio Idrico Integrato di Metropolitane Milanesi Spa, ovvero la società che gestisce tutte le acque extrapluviali della città per conto del Comune. L’incontro si è tenuto durante una seduta della Commissione Territorio presso il Consiglio di Zona 4 il 22 gennaio scorso. Insieme a lui, era presente anche il Dr Tiziano Butturini, Presidente di TASM Spa, l’azienda partecipata dalla Provincia di Milano e da 24 Comuni del Sud Milano che progetta e realizza le Case dell’Acqua.

Da sinistra: Tiziano Butturini e Bruno Rognoni
Il Dott. Rognoni ha esposto i dati relativi al servizio di erogazione e gestione dell’acqua, ha promosso la qualità dell’acqua milanese ed ha sottolineato anche problemi e debolezze.
Cerchiamo dunque di riassumere quanto detto. A Milano vengono gestiti ben 500 pozzi che raccolgono acqua dalla terza falda (compresa fra i 40 ed i 120 m) i quali vengono coordinati da 31 centrali di cui quattro in zona 4 (in Via Anfossi, Piazza Ovidio, Viale Martini e Linate).
In queste centrali l’acqua subisce dei trattamenti che servono per abbattere gli inquinanti ed i troppi sali e per migliorarne la qualità. Tre sono le strutture fondamentali per questo processo: 1) impianti a carboni attivi che servono per eliminare i solventi clorurati, 2) torri di aerazione per l’abbattimento di sostanze volatili come il Freon, 3) i nuovi impianti ad osmosi inversa che in 1/2 anni dovrebbero eliminare il problema dei nitrati, grazie a sistemi di membrane che letteralmente “distillano” l’acqua (che successivamente viene miscelata). Alla fine di tutti questi processi l’acqua viene controllata giornalmente sia dai laboratori della società che dalle ASL locali, per un totale annuo di più di 20.000 analisi.
Allora come mai, si è chiesto il dirigente di MM, il 97% dei milanesi intervistati durante un sondaggio dice che l’acqua di Milano è sufficiente, buona o addirittura ottima e però alla fine solo il 17% di questi beve sempre acqua del rubinetto? Colpa della pubblicità martellante dell’acqua in bottiglia che assorbe totalmente l’attenzione degli utenti e che fa passare l’idea che quest’ultima sia la sola acqua “buona”. A questo punto il dottor Rognoni ha sottolineato come MM abbia cercato di far arrivare agli utenti i dati sulla qualità dell’acqua erogata, che in molti casi è anche migliore di alcune minerali. Purtroppo le analisi trimestrali arrivano agli Amministratori di condominio e lì si fermano. Sollecitato poi da un consigliere ha specificato che la qualità dell’acqua viene garantita fino al contatore, ma al di là dipende strettamente dal condominio e dunque dalla vecchiaia delle tubazioni che purtroppo può alterarne il sapore. Un buon Amministratore dovrebbe far fare delle analisi almeno una volta all’anno per valutare la bontà finale dell’acqua al rubinetto (con costi approssimativi di 250-300 €). A volte vi può restare anche del cloro (usato per disinfettare), ma in questo caso basta farlo evaporare lasciando la brocca in frigo per 5 minuti.
E quanto costa l’acqua erogata?Poco, pochissimo, circa 0,47 € al metro cubo (mille volte in meno rispetto ad un m cubo di acqua minerale!!!).
Quindi il messaggio, che anche noi condividiamo, è: bevete tranquillamente l’acqua dell’acquedotto milanese; è buona, è economica, non richiede trasporto da altre fonti e non produce scarti di plastica da smaltire.
Nel prossimo numero di Quattro, ci occuperemo ampiamente delle Case dell’acqua per cui c’è già una proposta di realizzarne una in piazza Ovidio! Lorenzo Baio
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