Un miracolo culturale in zona 4?
Pare di sognare conversando con Massimo Bologna,animatore del progetto artistico di questa singolare iniziativa presente in zona da un paio d’anni e che con gli abitanti della zona intende rapportarsi. Abbiamo già parlato in queste pagine del PIM spazio scenico, dove l’acronimo significa Provare Il Miracolo che dice la fiducia e la passione dei suoi ideatori. Si tratta di uno spazio, appunto, di un ambiente, per la verità non facile da trovare, in un cortile in fondo a via Tertulliano dove si affacciano laboratori artigianali e altre attività, ma accogliente, quando lo si trova, ricco di sorprese per pensare, per creare,per divertirsi. Un ambiente in cui si crede in un rapporto diverso fra le persone, dove si accede con pochissimo e si può provare molto.
Pare di sognare, ascoltando le proposte di questo gruppo di giovani, tutti con diverse esperienze in ambito teatrale, che danno vita a una casa di cultura, secondo un modello ancora assente in Italia, ma diffuso in Francia, Germania, Gran Bretagna e altri paesi europei, con lo scopo appunto di creare cultura, accoglienza, comunicazione, senza militanza politica di gruppo, né ricerca di successo personale o di vantaggi economici. Persone che si limitano la retribuzione per ridurre i costi di gestione e rendere possibile una partecipazione più ampia a costi contenutissimi, pochi euro, per chi vive in zona, ma senza escludere comunque altri, a cui però viene chiesto un contributo un po’ maggiore.
Spazio di studio e di aggregazione, laboratorio, dove imparare e creare, dove fare musica, recitare e anche fare merenda, utilizzando lo spazio e le attrezzature il più a lungo possibile nel corso della giornata, favorendo incontri fra giovani e meno giovani con professionisti dello spettacolo. Uno spazio dove gli studenti possono ripensare la letteratura imparando a farne spettacolo, dove possono sperimentare e creare, ma anche assistere a spettacoli professionali, ospitati nel corso della stagione, e magari parlarne con gli autori e gli interpreti. Un luogo dove i bambini delle scuole di zona possono a loro volta creare comunicazione attraverso gli strumenti del teatro, aiutati da esperti di comunicazione e di espressione, insieme con gli insegnanti, ma anche con i genitori e i nonni, coinvolti tutti nell’esperienza.
Non si tratta di una scuola di teatro, nel senso che non si appagano le ambizioni di giovani ansiosi di successo che cercano una scuola di recitazione o di regia: qui si impara, certo, si sperimenta nei diversi ambiti, anche della scrittura drammaturgica, della regia e della recitazione, ma in vista di unacrescita personale. Gli animatori, giovani, ma anche con famiglia, sono convinti che il teatro entri nella vita di tutti, perché ciascuno, senza che ne faccia la professione, nel teatro e nella musica può trovare strumenti di crescita e di comprensione di sé e degli altri per vivere la realtà spesso sconcertante del nostro tempo con occhi diversi. E allora per il futuro si pensa anche a una collaborazione fra esperienze già in atto, soprattutto nella zona, magari realizzando una rete che favorisca la conoscenza reciproca e lo scambio di informazioni, fra i ragazzi, fra gruppi teatrali e musicali scolastici eoratoriali o di altri ambienti.
La struttura dell’attività è piuttosto complessa, ma anche agile e dinamica,polo aperto a novità ancora da inventare, e molto articolata in aree. L’asse portante è il progetto che viene chiamato il Cittadino Produttore, un fondo costituito con un versamento di 10 euro, che permette a chi sottoscrive di partecipare alle diverse attività, comprese le rappresentazioni ospitate, a costi ridottissimi, e alla Casa un autofinanziamento a cui partecipano anche fondazioni private e enti pubblici, come il Comune di Milano. Attorno al cittadino produttore, quindi attivo protagonista, le diverse sezioni, dalla stagione teatrale, ai vari laboratori, dalla progettazione agli incontri, dalla cura della memoria della società che si trasforma, alla ricerca musicale.
Chiunque sia interessato o anche solo incuriosito farà bene a passare nella sede di via Tertulliano 68, dove potrà incontrare qualcuno degli animatori, o anche consultare il sito www.pimspazioscenico.it.
Ugo Basso
I prossimi programmi del PIM
Primo spettacolo ospite del 2008, in prima milanese
Alberto Nicolino con Stirru
dall’ 11 al 13 Gennaio il testo finalista al Premio Riccione per il Teatro 2007 al PiM
Un viaggio surreale nelle profondità della Sicilia, attraverso personaggi di altri tempi. Quelli che ruotavano attorno ad una delle risorse più importanti per intere collettività: la zolfara. Uno sguardo visionario sul presente, sulle desolanti macerie che oggi restano di un'identità rimossa. Un percorso che fa riaffiorare un panorama ricco di contrasti: vita e morte, luce e buio, memoria e dimenticanza, festa e lutto, solitudine e solidarietà, dignità e umiliazione, rassegnazione e rivolta.
12 gennaio ore 18.45
prima dello spettacolo
STIRRU / RACCONTI DI ZOLFO
Proiezione del film-documentario di A. Nicolino
Aperitivo
Interviene lo scrittore VINCENZO CONSOLO
11-12-13 Gennaio 2008 - Inizio spettacoli ore 21.30

Biglietti: Intero: 10 euro - Ridotto: 8 euro – Cittadino Produttore: 6 euro - tessera associativa: 2 euro
Per informazioni: PIM Spazio Scenico, via Tertulliano 68 Milano – Fermata MM3 Lodi – Bus 90/91-84 – Tram 16 -tel. 02.54102612 – info@pimspazioscenico.it - www.pimspazioscenico.it
All’interno della casa di cultura Pim Spazio Scenico è molto attivo un laboratorio musicale di circa dieci elementi, coordinati dal responsabile dell’area Nicola Arata.
Nicola Arata, polistrumentista, è insegnante di improvvisazione all’Istituto Musicale Pareggiato Vittadini di Pavia e alla Scuola Civica di Jazz di Milano, casualmente anch’essa in zona 4.
Quest’anno il laboratorio musicale sta esplorando vari generi musicali tra cui il liscio.
Abbiamo organizzato nel mese di novembre una serata dedicata al ballo liscio e la sua riuscita ci ha convinti a far nascere una piccola orchestra di liscio da sperimentare e condividere con la zona 4.
L’orchestra ha già un nome, “Nicola e gli Scivoli”. Gli strumenti utilizzati sono tanti, le incursioni jazz e le improvvisazioni folli non spostano mai l’attenzione sulla finalità della musica suonata nelliscio. Ballare e stare insieme, sorridendo.
Il salone dell’oblìo: sei libri da scoprire
Il canone novecentesco si compone e si ricompone con il trascorrere del tempo e con il passare delle generazioni, ciò che sembrava irrinunciabile negli Anni ’60, oggi ci appare spesso sbiadito, lontano, prima di una nuova possibile riscoperta. In un momento in cui l’industria culturale guarda ossessivamente al presente, alla consumazione dell’oggetto narrativo, che ha tempi di durata in libreria sempre minori, è necessario fare il punto. Per questo Luca Scarlini propone nella forma di una conferenza-spettacolo con immagini e musiche sei appuntamenti con altrettanti romanzi importanti del secolo da poco concluso, da tempo dimenticati, rimossi, per motivi di contenuto (per prese di posizione o racconti di esperienze esistenziali) oppure per cambiamento di fashion critica. Giovani attori che collaborano con lo spazio Pim si prestano a raccontare il mondo di scrittori fortemente caratterizzati e perciò, per usare una metafora cara a Cristina Campo “imperdonabili” per il complesso del loro lavoro o per opere specifiche. Il tema che lega la prima edizione di questo progetto, è dedicato a Impedimenti, Catene, Ostacoli, trappole d’esistenza allestite da altri o da se stessi, contro cui lottare o arrendersi, in ambiti diversi, lontani, eppure affini, contigui.
![]() |