La nostra conoscenza di Zona 4 sta diventando più approfondita e varia. Vie e piazze a noi note più sulla carta che sul territorio ci svelano aspetti di vita interessanti, iniziative di persone attive e preparate, che danno un’impronta di socialità e vivibilità anche a quartieri che fino a ieri erano considerati periferici: stiamo parlando del Corvetto, dove alcuni giorni fa abbiamo visitato il centro di fitness Accadueò e Areaterra di viale Lucania, e dove abbiamo incontrato Anita Magyari, giovane signora dall’aria di ragazza, prima ballerina interprete del Teatro alla Scala, ora in pensione.
Ci è sembrata una buona occasione per parlare un po’ della sua esperienza nel teatro simbolo di Milano.
Anita Magyari è arrivata a Milano giovanissima nel 1982 da Budapest, con alle spalle la scuola di specializzazione del Bolscioi di Mosca. La Scala rappresentava già da una quindicina d’anni un punto di riferimento significativo nel mondo per l’attività operistica e Anita ne fece il luogo della sua elezione. Entrata nel corpo di ballo vi rimase per più di vent’anni interpretando con ballerini di eccellenza i ruoli di interprete nei balletti Giselle e Don Chisciotte e nelle varie opere, di cui ricorda con particolare affetto la Turandot di Rossini. Dei suoi anni sottolinea il rapporto stretto con le compagne, l’impegno e la passione condivisa. Giornate intere dedicate a realizzare spettacoli che potessero trasportare lo spettatore in un mondo straordinario di magia, attraverso un’arte difficile, espressione più dell’insieme che delle singole individualità. E il risultato era non soltanto di grande professionalità ma anche di grande fascino. Non può mancare il ricordo di Nureyev, con cui Anita ballò alla fine degli anni Ottanta. L’intesa fu facile, Nureyev richiedeva senso della musica, precisione del movimento, ma era molto gentile, anche se la sua fama lo dipingeva intrattabile.

Ma la Milano di allora, quella che chiamiamo la Milano da bere? Per Anita il lavoro riempiva tutti i suoi spazi di vita: la sera si tornava stanchi a casa.
Le poniamo un’ultima domanda: Che cosa pensa della nuova Scala? Nella sua risposta c’è un po’ di malinconia. Non ha osato ritornarci. Certo il Teatro andava restaurato, i camerini storici del primo piano erano privi di riscaldamento e ci si doveva arrangiare con le stufette, ma l’atmosfera era satura della presenza delle grandi artiste, la Callas, la Tebaldi e altre, e quindi unica..

Oggi Anita si dedica a corsi di ballo nel centro di viale Lucania, ideato alcuni anni fa da Andrea Sironi, che offre a giovani e anziani opportunità interessanti di fare sport. Anita, coinvolta dal progetto di Sironi, ha aperto i suoi corsi a ballerini professionisti ma anche a bambini e adulti. Porta nel suo lavoro un grande entusiasmo, “la danza –ci dice- educa il nostro corpo, ci fa scoprire aspetti nuovi della nostra persona e, cosa bellissima, ci fa stare bene e ci aiuta a migliorare la percezione del nostro corpo”.
Vanda Aleni
![]() |