Ma a qualcuno interessa veramente la BEIC?
A distanza di un anno dal nostro speciale su Porta Vittoria, ritorniamo sull’argomento, cercando di fare il punto di una situazione che apparentemente è ferma. L’area privata del Piano Integrato di Intervento è bloccata, c’è un grande scavo, ma da mesi, da quando il principale proprietario dell’area, Danilo Coppola, ha avuto guai giudiziari, nessuno ci lavora. L’area BEIC è occupata dai cantieri della viabilità intorno a Piazza Cappelli e dalla strada provvisoria, ma nulla si sa dei finanziamenti necessari per la sua realizzazione. Vanno avanti solo i lavori stradali, partiti in ritardo e inizialmente a ritmi lenti, in attesa che qualcuno decidesse quale senso di marcia dare alla via Anfossi (non abbiamo aggiornamenti al riguardo).
Abbiamo approfittato del “passaggio” dell’assessore Masseroli in Consiglio di Zona per porgli una precisa domanda sull’argomento dell’area Vittoria e ci ha risposto che, per quanto riguarda l’area privata, le opzioni sono due: o viene venduta o intervengono le banche per i finanziamenti necessari.
Ci sembra sicuramente una soluzione non molto vicina…
Per quanto, invece, riguarda la BEIC, Masseroli ha risposto dicendo che il Comune ha fatto la sua parte: cessione dell’area e diritti volumetrici per alcune attività in grado di produrre reddito per il suo mantenimento; ha anche aggiunto che il Comune ha dato tre anni di tempo alla Fondazione BEIC per iniziare i lavori, dopo di che il Comune si riprenderebbe l’area!
Se è anche vero che “il Comune ha fatto la sua parte”, sicuramente non ho mai sentito che nessuno della Giunta comunale si sia prodigato per sostenere il progetto e richiedere i finanziamenti necessari al Governo, così come non ho sentito nessun ”Parlamentare del Nord”, di entrambi gli schieramenti, sostenere con convinzione la realizzazione della BEIC. Se mi sbaglio, sono pronta a fare autocritica!
Invece ho sentito, ma proprio per caso, durante la discussione sulla finanziaria trasmessa per radio, un parlamentare dell’opposizione affermare che aveva fatto bene il governo a ritirare il finanziamento alla BEIC, perché da lui volgarmente interpretato come “finanziamento al fratello di Padoa Schioppa”. Che tristezza!
E al prof. Antonio Padoa Schioppa noi ci siamo rivolti per avere da lui le ultime informazioni su un progetto a cui noi abbiamo creduto tantissimo, e che nella zona tutti si aspettano di veder realizzato.
Intervista al Presidente della Fondazione BEIC
Abbiamo posto alcune domande al prof. Antonio Padoa Schioppa, Presidente della Fondazione Beic per capire meglio qual è la situazione aggiornata del progetto BEIC.
Partiamo dal progetto edilizio della Biblioteca:a che punto è la progettazione definitiva/esecutiva?
“Il Progetto esecutivo è stato consegnato in una prima versione il 19 giugno scorso ed il perfezionamento nella versione definitiva è previsto entro il mese di dicembre 2007.
Seguirà, nel corso del 2008, la validazione del Progetto a norma di legge che potrà avvenire in tempi brevi in quanto esso è stato monitorato in tempo reale dalla Fondazione. Le procedure di gara d’appalto per la costruzione dell’edificio potranno essere avviate quando saranno stanziati i fondi necessari, quantificabili secondo il computo effettuato in occasione del Progetto definitivo, in 244 milioni di euro.”
Considerati anche i tempi dati dal Comune per l’inizio della realizzazione dell’opera, possiamo dire che ci sono concrete possibilità (legate come sappiamo ai finanziamenti statali) perché la Biblioteca si realizzi?
“Se i finanziamenti arriveranno, i tempi potrebbero essere contenuti: circa tre anni per la realizzazione dell’intera opera.”
E’ stata presa in considerazione la proposta da Lei fatta lo scorso anno, di inserire la BEIC fra le realizzazioni legate all’EXPO’ 2015, in quanto “infrastruttura culturale”?
“Mi auguro che la proposta di inserire la Beic nel programma Expo 2015 sia concretamente accolta. Per quel che risulta a me, la disponibilità del Comune ci sarebbe. Va sottolineato peraltro cheanche se malauguratamente l’Expo non dovesse arrivare a Milano, non per questo l’importanza della realizzazione della Beic verrebbe meno. Ricordo inoltre che nell’estate 2009 converranno a Milano circa 6000 bibliotecari di tutto il mondo per il Congresso internazionale dei Bibliotecari (Congresso IFLA), che per la prima volta si terrà in Italia e proprio a Milano. Del Progetto Beic i bibliotecari ormai sono a conoscenza anche fuori d’Italia. Sarebbe avvilente se nel 2009 la costruzione della Beic ancora non fosse ancorapartita.”
Oltre al progetto edilizio, c’è tutta la parte riguardante il patrimonio librario e digitale. Come è proceduto il lavoro?
E’ in corso la creazione di una Carta delle collezioni librarie che per ciascuna delle cinquantasette sezioni della futura Biblioteca indica, secondo scelte e scale di priorità stabilite da specialisti universitari, le opere italiane e straniere che dovranno figurare nei Dipartimenti a scaffale aperto e nei depositi della Biblioteca. La Carta delle Collezioni è ormai in fase avanzata, con oltre novanta dossier già predisposti ed altri in via di redazione affidata ad oltre 100 ricercatori specializzati. Essa costituirà uno strumento di grande valore anche prima della nascita della Beic.
Non si sono invece acquistati per ora i volumi, in attesa di conoscere con certezza se vi saranno gli stanziamenti necessari alla costruzione della Beic. Ove ciò avvenga, la Carta delle Collezioni ormai in fase avanzata consentirà un celere processo di costituzione del patrimonio librario. Si è però acquistata la Biblioteca Pontiggia, un complesso documentario e librario digrande valore che è attualmente custodito presso la sede del Castello di Vigevano della Biblioteca Braidense; la catalogazione è in corso.
Anche la componente digitale della Beic è in corso di realizzazione mediante convenzioni stipulate con la Biblioteca Braidense, il Museo della Scienza di Firenze, l’Accademia delle Scienze di Torino, l’Università degli Studi di Milano, il Dipartimento di italianistica dell’Università La Sapienza di Roma e l’Università di Roma III, alle quali altre seguiranno. Con l’Università di Padova e con la Crui è stato effettuato il censimento delle Collezioni digitali delle Università italiane.
La Fondazione prevede di poter mettere in rete, a servizio dei lettori, un primo significativo insieme di opere digitalizzate entro l’anno 2008.”
Ringraziamo il prof Antonio Padoa Schioppa per la sua disponibilità e per la completezza delle sue risposte e ci auguriamo insieme a lui di veder realizzato questo progetto.
Stefania Aleni
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