Volontari cercasi per la Protezione Civile
“E’ stata allertata la Protezione civile”, si legge ogni tanto nelle previsioni del tempo; più frequentemente poi, d’estate, nel periodo degli incendi (dolosi) si sente che la Protezione Civile collabora attivamente alo spegnimento degli stessi.Ma di che cosa si occupa poi la Protezione Civile forse non sappiamo granché.
E’ per questo che ho trovato particolarmente interessante l’incontro tenutosi circa un mese fa in Consiglio di Zona 4, in cui Leonardo Cerri, direttore della Protezione Civile di Milano da un anno, ha presentato la struttura e le attività della P.C. ed ha richiesto la collaborazione del Consiglio di Zona per la ricerca di volontari residenti in zona 4.
Infatti la struttura milanese è formata da 15 persone assunte e per il resto si basa sui volontari, che a Milano sono veramente pochi(circa 160, peraltro raddoppiati nell’ultimo anno).
L’idea quindi proposta da Cerri è di avvicinare la Protezione Civile al territorio zonale, qui trovare i volontari che saranno prioritariamente impiegati sul loro territorio e, se possibile, decentrare anche le attrezzature a livello di zona, per rendere più efficaci le risposte ai bisogni.
Non ci sono vincoli di sesso e di età (bisogna però essere maggiorenni), per cui chi ha disponibilità a svolgere attività al servizio della collettività, adesso può rivolgersi direttamente al Consiglio di zona 4 di via Oglio 18 e compilare la richiesta di adesione.Verrà ovviamente garantita una formazione che partirà con un corso base su: Sistema e Legislazione dell’emergenza; Area tecnico scientifica. Rischi e territorio; Tecniche operative in emergenza; Attività pratica e visita al Dipartimento.
Leggendo il box che segue, ci si può rendere conto dell’ampiezza dei campi di intervento e, quindi, della necessità di avere una struttura ampia ed efficiente.E quindi: volontari cercasi disperatamente…S.A.
La Protezione Civile: compiti e attività
Per Protezione civile si intendono tutte le strutture e attività che tutelano l’integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti dalle calamità naturali o da quelle causate dall’uomo.
Le Attività di Protezione Civile sono:
Previsione, attività dirette alla determinazione delle cause dei fenomeni calamitosi, all’individuazione dei rischi e alla delimitazione del territorio interessato dal rischio.
Prevenzione, attività volte ad evitare o ridurre al minimo la possibilità che si verifichino danni conseguenti all’evento
Soccorso: ogni forma di prima assistenza che prevede una serie di passi, ovvero l’attivazione delle procedure interne all’Unità di Crisi Locale; l’attivazione del Volontariato; l’apertura del Centro Operativo Comunale; l’impiego delle “strutture operative” di protezione civile, dei centri di stoccaggio ed impiego delle attrezzature necessarie all’intervento; l’informazione: regole di comportamento e mass-media; l’assistenza alla popolazione (evacuazione, sostegno sanitario, psicologico, viveri…).
Superamento dell’emergenza, ovvero il ripristino di strade, edifici pubblici, attività produttive, abitazioni …
Le attività di intervento
Le attività di intervento sono i rischi naturali e i rischi antropici
Nei rischi naturali rientrano le ALLUVIONI (Raccolta dati, monitoraggio, attuazione dei Piani di Previsione ed Emergenza);
le FRANE (Controllo zone a rischio, interventi tempestivi, soccorso, verifica dei centri abitati, strade, scuole …);
i TERREMOTI (Monitoraggio, soccorso, verifiche strutturali dell’ Urbanizzato, prima assistenza dei senza tetto, ricostruzione, ripristino delle normali condizioni di vita);
le ERUZIONI VULCANICHE (Sorveglianza dei vulcani, previsione delle eruzioni, evacuazione della popolazione);
NEVE E VALANGHE (Monitoraggio, ricerca dei dispersi e soccorso);
MAREMOTI E TSUNAMI (Sistema di allerta, informazione, allestimento campi di accoglienza ed Ospedali da campo, raccolte fondi a sostegno della popolazione colpita, assistenza alle opere di ricostruzione del territorio)
I rischi antropici comprendono la lotta agli incendi partecipando agli spegnimenti, coordinando le attività di pianificazione, prevenzione e previsione del rischio;
il RISCHIO INDUSTRIALE (Diffusione di informazioni con comunicati attraverso radio, tv, giornali e siti web per smentire false convinzioni e dare istruzioni su come comportarsi)
In caso di esalazioni si provvede allo sgombero della zona per la sicurezza dei cittadini, in caso di incendi si interviene per lo spegnimento, in caso di intossicazioni i medici somministrano antidoti.
RISCHIO SANITARIO (Intervento dei medici ed infermieri per cercare di salvare il maggior numero di persone, eventuale evacuazione della zona, costruzione di campi di accoglienza, fornitura di medicinali, cure mediche e cibo)
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