Dall'Aspromonte all'Everest

 

 

Strano titolo ma adatto per parlare di Edelweiss l’associazione che riunisce attorno a sé gli appassionati di montagna in ogni sua accezione e che ha sede in via Perugino 15, in quello che un tempo era il deposito dell’Enoteca Solci’s (altro pezzo di zona 4 che ha fatto le valigie) e il cui proprietario era ed è un appassionato di cime e vette. Ci aspetta per parlare di Edelweiss e delle sue iniziative il presidente Franco Zaglio.

“Edelweiss nasce nel 1983 con 50 fondatori, che si staccano dal gruppo escursionisti della Montedison, e nel corso di quasi 25 anni, l’anno prossimo organizzeremo una festa celebrare le nozze d’argento, siamo arrivati a oltre 650”.

Edelweiss è sinonimo di montagna e quasi tutti i gruppi montuosi e le cime italiani hanno visto arrampicarsi o compiervi escursioni i suoi soci. Il programma è molto nutrito e spazia dal trekking all’alpinismo, dall’arrampicata allo sci di fondo a quello di alta quota con pelli di foca.

Qual è l’età in generale?
“Ci sono tutte le età, scarseggiano i ragazzini, prima per un problema di sicurezza e poi perché hanno altri interessi, salvo poi ritornare una volta adulti. Abbiamo un socio di oltre 80 anni che tempo fa ha partecipato ad una escursione con grande vigore. Ovvio che l’alpinismo di roccia vede gente più giovane: la media è attorno ai 40 anni. Teniamo conto anche delle possibilità di ognuno e così per venire incontro alle esigenze di “fiato” le escursioni sono divise in due gruppi, con percorsi differenti, pianeggianti e con dislivelli minori per i meno allenati e più impegnativi per chi è in grado di raggiungere una cima o fare un tratto di ferrata”.

E le signore?
“Tante, circa il 60% sono donne. È anche successo che qualcuna abbia trovato nel gruppo l’anima gemella”.

Il vostro campo di azione spazia sia in Italia sia all’estero?
“Certo, principalmente in Italia ma anche all’estero. Abbiamo organizzato un giro a piedi della Sicilia a maggio e poi abbiamo scoperto l’Aspromonte. Nessuno lo conosceva, abbiamo iniziato con un gruppo 15 anni fa appoggiandoci ad una persona del luogo, che oggi ha una cooperativa e porta in giro centinaia di persone, scoprendo il Pollino, la Sila, tutto l’Aspromonte in lungo e in largo. Posti entusiasmanti, davvero”.

Come va affrontata la montagna?
“Con rispetto, con preparazione e buon senso, con sicurezza perché la gente deve andare in montagna con il cervello e la necessaria preparazione”- ci spiega Franco. Gli iscritti, infatti, prima di affrontare qualsiasi percorso si preparano con la ginnastica che svolgono presso la palestra dell’Arena perché di spazi in zona a prezzi accessibili ce ne sono pochi o niente. Una buona preparazione per le gambe e il fiato, con i corsi che vanno da ottobre a maggio, per essere pronti a partire verso le molte destinazioni che si snodano durante tutto l’anno. “Possiamo dire di non avere un mese dove non sia programmato qualcosa. Salvo un breve stop ad agosto, per il resto è un susseguirsi di camminate, escursioni, arrampicate e, in inverno, le gite per lo sci”.

Cosa fare prima di andare in montagna?
“Prima di tutto controllare le condizioni del tempo: adesso c’è internet, una volta si telefonava al rifugio per conoscere la situazione, evitando le condizioni proibitive. Importante è la preparazione fisica anche per le escursioni più facili, che è quello che diciamo sempre a chi si iscrive, e un minimo di attrezzatura”.

Quanto costa l’attrezzatura per i diversi tipi di escursione?
“Dipende tutto dal tipo di meta. Per le escursioni più semplici i costi sono contenuti: l’unica cosa sulla quale non risparmiare mai è lo scarponcino che deve offrire confort e sicurezza. Per l’alpinismo il discorso cambia. Serve l’imbragatura, il casco, moschettoni, corde tutte a norma CEE e set da ferrata, ovvero un dissipatore dentro il quale scorre la corda e che in caso di cadute, anziché prendere un colpo netto sui moschettoni e la corda, dissipa l’impatto. Nelle scalate servono le scarpette con la suola liscia, cordini e moschettoni e lo zaino nel quale riporre una mantella, un ricambio, la borraccia, un po’ di viveri. Nelle escursioni più lunghe ci organizziamo per il trasporto del materiale da un punto all’altro del percorso, appunto per non gravare sul peso. Diverso il discorso per le attraversate dei ghiacciai, dove è richiesta la presenza di una guida alpina oltre alla nostra, e poi corda, ramponi, piccozza, cordini, moschettoni, giacca a vento imbottita, un casco contro le cadute di sassi specie ora che la neve e il ghiaccio si sono ritirati.”

Come è cambiato il clima in montagna?
“In modo rilevante, prima si facevano uscite, ad esempio a Chiesa Valmalenco, e in un’ora e mezzo trovavamo la neve, adesso ne impieghiamo due. Anche nello sci alpinismo spesso bisogna salire più in alto prima di iniziare a camminare”.

Torniamo alle mete
“Un classico è il giro dell’alta via delle Dolomiti da rifugio a rifugio, ma le più gettonate sono le escursioni di una giornata o per un fine settimana nelle zone più interessanti dal punto di vista sportivo paesaggistico”. Edelweiss organizza anche viaggi all’estero, in Grecia per restare in ambito europeo, o un trekking di quindici giorni in Perù per raggiungere Macchu Picchu la fantastica città Inca. La meta più “alta” è stato il campo base dell’Everest in Nepal, da dove si parte verso il tetto del mondo; un gruppo è andato a fare trekking in Cina. Questo mese un gruppo avrebbe dovuto partire per una “passeggiata” attraverso Birmania e Laos ma gli incresciosi fatti verificatisi nel Paese hanno costretto gli organizzatori a cambiare l’itinerario che invece della Birmania interesserà con tutta probabilità la Cambogia.

Questo finora: per la stagione che arriva cosa bolle in pentola?
“Per prima cosa sono in programma due cene sociali poi le uscite autunnali in Liguria piuttosto che in Val Brombera o le mete lungo il Trebbia o nell’Alta Valsassina. Quindi con la prima neve, speriamo che inizi presto, abbiamo già approntato tante uscite per il fondo anche in Svizzera e Francia e poi da gennaio si parte con lo sci alpinismo”.

Siete sempre aperti?
“Edelweiss è aperta solo il lunedì e il mercoledì ma io sono qui tutti i pomeriggi per quanti vogliano avere informazioni e poi c’è sempre qualcosa da fare, sia di amministrativo, sia rispondere alle mail o qualche lavoretto per preparare le serate con proiezione di immagini e filmati che tra poco saranno in rete all’indirizzo www.edelweisscaifotoalbum.it”.

“Bisognerebbe avere un calendario di 700 giorni e un portafoglio a fisarmonica per permetterci di fare tutto quello che abbiamo in mente.” – commenta da ultimo Franco Zaglio che ha una giustificata preoccupazione. Sembra che Aler voglia trasformare questo spazio in cantine, ma Franco è anche fiducioso: “Sarebbe un problema trovare una sede nuova e poi perché buttare fuori un cliente che paga e puntualmente? Spero presto in un contratto nuovo”. Noi speriamo che il buon senso prevalga.
Sergio Biagini

Edelweiss
Via Perugino 13/15
Tel fax 0255191581
www.edelweisscai.it
edwcai@tiscalinet.it
Lun. 18/20 mer. 18/22.30
Iscrizione 20 euro più l’adesione al CAI