Lo spazio e la zona 4
Odisseo, ovvero Ulisse, ha vagato nello spazio del Mar Mediterraneo.OdisseoSpace fa invece dello spazio al di fuori dell’atmosfera il cardine della sua attività, occupandosi di scienza spaziale e della ricaduta delle scoperte scientifiche e della tecnologia spaziale nella vita di tutti i giorni, sulla terra.

Ne parliamo con la dottoressa Adriana Parlatini, presidente di OdisseoSpace, associazione onlus nata nel 2004, che ha la sede nella nostra zona, in via Battistotti Sassi.
“OdisseoSpace è un’associazione culturale che ha come finalità quella di diffondere la cultura delle scienze in generale e quella spaziale in particolare. Una nicchia che in Italia non ha la dovuta attenzione; il pubblico non sempre è consapevole di quanto dobbiamo allo spazio in termini di trasferimento tecnologico, non è consapevole dei passi da gigante che la tecnologia fa grazie ai progetti spaziali messi in campo dalle diverse agenzie spaziali mondiali e della loro collaborazione che si è tradotta nell’ISS, la stazione spaziale internazionale. La gente ascolta le notizie sulle sonde, sui satelliti, sulla possibile vita su Marte, il progetto di costruire una stazione sulla Luna, ma non è consapevole di questo, come avviene in altri Paesi dove l’attenzione è maggiore e molto viene fatto per diffondere questa cultura scientifica nelle scuole e nella formazione in generale”.
Come realizzate o meglio diffondete questa cultura spaziale?
“Ci occupiamo di divulgare al pubblico in generale ma soprattutto alle scuole attraverso dei progetti che avvicinano gli studenti a questo ambito, ne fanno intravedere le potenzialità e le possibilità di professionalità di nicchia. Realizziamo progetti d’orientamento verso l’Università per le classi quarte delle superiori tramite una rete che comprende scuola, università, enti istituzionali e aziende. Con un percorso estivo di una settimana o due gli studenti affrontano le problematiche legate allo spazio che fanno intravedere come quel percorso accademico possa trasformarsi in una reale e concreta possibilità di lavoro. Cerchiamo di realizzare anche percorsi di formazione per i docenti proprio perché discipline considerate difficili dagli studenti (matematica, fisica, scienze, chimica) diventino maggiormente comprensibili perché legate a un elemento concreto come quello dello spazio.”
Come si rapportano gli studenti di fronte a questo, qual è il loro interesse?
“L’interesse per la maggior parte di loro è notevole. Lo abbiamo verificato con il progetto “Lo spazio è una dimensione per tutti” un workshop di 15 giorni dove ragazzi provenienti da scuole di Milano e provincia hanno frequentato, senza mancare mai, questo percorso riuscendo a capire come si fa a lanciare un satellite nello spazio, quali sono le attenzioni tecnologiche perché i materiali possano sostenere un ambiente così difficile come quello spaziale, con le temperature, il vuoto, le vibrazioni durante il lancio, capire come un satellite da telerilevamento funziona nel rilevare e inviare le immagini a terra, quale sia la correlazione tra l’immagine satellitare e verità a terra, capire come funziona il GPS o il satellite che permette di inviare email via spazio”.

Tutte queste informazioni hanno consentito al gruppo di elaborare un progetto, per conto della Provincia di Milano, Assessorato all’ambiente, che consisteva nel mappare un’area di forestazione individuando il percorso migliore e meno dispendioso per capire dove intervenire sul verde, se era meglio utilizzare le foto satellitari o le rilevazioni a terra, quali erano i costi, le diverse soluzioni per arrivare allo scopo e selezionare il servizio migliore secondo quanto richiesto dalla provincia.
OdisseoSpace è in continua evoluzione e sempre ricca di attività.
“Odisseospace è coordinatore nazionale della settimana mondiale dello spazio indetta dall’ONU per celebrare due date fondamentali: il lancio dello Sputnik il 4 ottobre 1957 e la firma del trattato internazionale dello spazio del 10 ottobre 1967. Ilprossimo ottobre dal 4 al 10 sarà celebrata in tutti i Paesi la settimana dello spazio e noi siamo i coordinatori per l’Italia della World Space Week Association, l’associazione, collegata alla NASA, che ha lanciato questa iniziativa.
Un’altra nostra attività è stata quella dei laboratori per le scuole medie, in cui gli studenti hanno affrontato la tematica spaziale attraverso disegni o elaborati sull’argomento, incontrando un nostro astrofisico che ha risposto alle domande dei ragazzi, molto precise, attinenti la materia e appropriate. I ragazzi hanno un interesse molto elevato e sono consapevoli di quanto la tecnologia sia fondamentale nella vita dell’uomo”.
La formazione dei docenti in che cosa consiste?
“Abbiamo due progetti: uno dedicato ai docenti della scuola media e l’altro a quelli delle superiori. Il primo è quello di far capire come costruire una cultura scientifica nei ragazzi che hanno meno interesse per le facoltà scientifiche, sia per la difficoltà sia anche per un motivo pratico, cioè lo sbocco lavorativo. In Italia la ricerca è poca e pochi sono gli sbocchi.L’alternativa è quella che, se vuoi avere prospettive di un certo livello devi necessariamente andare all’estero. L’idea è quella di costruire una cultura scientifica che non è propria solo del docente di matematica, fisica o altro ma che abbracci tutte le discipline.E qui noi abbiamo utilizzato dei moduli in cui il ragazzino fa un viaggio alzando gli occhi al cielo e attraverso italiano, storia, geografia e altre materie si rivolge allo spazio.Per le scuole superiori, il fine è quello di aggiornare le competenze dei docenti non solo nell’ambito classicamente scientifico: ad esempio i docenti dei Geometri, che studiano topografia e cartografia, spesso non sanno nulla del telerilevamento.Ecco quindi i percorsi di aggiornamento su bisogni specifici che abbiamo offerto, anche di fronte all’ostacolo della mancanza di fondi, facendo conoscere la nostra Associazione, organizzando un seminario di studio in cui si è cercato di far capire cosa significa cultura scientifica ed educazione, come affrontarla e cosa significhi introdurre all’interno della propria didattica ordinaria novità di questo genere”.
Se una scuola vuole conoscere le vostre attività che cosa deve fare?
“È sufficiente contattarci telefonicamente o per e-mail e noi forniamo tutta la documentazione di base.Visitando il nostro sito (www.odisseospace.it) si possono avere delle indicazioni di massima su quanto proponiamo.”
Ultima domanda: progetti futuri?
“Per il futuro stiamo lanciando un progetto nazionale diretto alle scuole che concorreranno a costruire un piccolo prodotto da allocare su un satellite da ricerca che sarà lanciato da una università italiana.Il progetto è stato abbozzato e sta crescendo.E poi vorremmo farci conoscere in altre regioni collaborando con chi si occupa di spazio perché è un ambito veramente affascinante”.
Senza la tecnologia sviluppatasi e migliorata grazie all’esplorazione dello spazio questo articolo sarebbe stato scritto ancora con una Lettera 22 e portato a mano in redazione: non via e-mail.
Sergio Biagini
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