In Suffragio 3 un condensato di problemi apparentemente insolubili
Corso XXII Marzo è una delle principali arterie commerciali di Milano, passeggiando lungo i suoi spesso affollati marciapiedi si arriva in piazza S. Maria del Suffragio (sulla destra se camminate verso piazza 5 Giornate).
Un giardinetto, alcuni giochi per bambini e dietro un grande palazzo, probabilmente antico, dall’intonaco giallastro ormai corroso dallo smog. Ma la sensazione che qualcosa lì non vada è forte: persiane di legno divelte, un florilegio di parabole appese alla meglio alle finestre, persone che si affacciano guardinghe e che immediatamente si ritirano all’interno.

Da quasi tre anni gli appartamenti del palazzone ormai fatiscente vengono subaffittati a centinaia di extracomunitari che per qualche decina di euro dormono in 15-20 in una sola stanza. Sudamericani, nordafricani, asiatici, rom, un melting pot di culture che attraversa sconsolato il cortile del palazzo lasciato al completo degrado.
Ci sono i ragazzi che con un sacco pieno di ombrelli impacchettati vanno ad appostarsi nelle metrò sperando che piova e che qualcuno sia stato più sbadato del solito. Alcuni appartamenti sono completamente sfondati, due, tre piani implosi uno sull’altro, dalle finestre al pian terreno è possibile vedere le macerie, ma anche quello diventa un rifugio quando non si ha nessun altro posto dove andare.
Il problema è grave, i residenti della zona sono stanchi, la zona ha subito un degrado fortissimo, alcuni di quelli che si sono occupati della vicenda segnalandola al Consiglio di zona e alla forze dell’ordine, hanno persino subito delle minacce.
“Abbiamo paura” dicono alcuni di loro che non vogliono dare il proprio nome “qui è diventato invivibile, i giardinetti sono infrequentabili, un ragazzino è stato persino minacciato dagli zingari”.
Alcuni giorni fa, nel pomeriggio, una decina di macchine dei carabinieri sono intervenute per fare dei controlli nel palazzo, alcune persone sono state portate in centrale per degli accertamenti, altri dopo una perquisizione sono stati rilasciati.
Niente di fatto. Interventi di questo tipo non sono risolutivi, le occupazioni abusive delle abitazioni sono troppe e il dispiego di forze dovrebbe essere maggiore. Ma qualcosa lo impedisce.

Come mai in tutti questi anni, nonostante le numerosissime segnalazioni dei cittadini e della stampa alle autoritàe gli incidenti come l’incendio che ha colpito una parte del sottotetto della casa qualche tempo fa, nessuno è intervenuto in modo radicale, cosa impedisce l’intervento massiccio e proporzionato alla situazione delle autorità competenti?
La proprietà del condominio è registrata, ha la sua sede in via Leopardi, ed interventi di manutenzione eccezionale come la messa in sicurezza di alcuni balconi che davano sulla strada e avrebbero potuto causare gravi danni ai passanti, sono stati eseguiti, ma il resto? I sub affitti? Lo stato di degrado dell’edificio?Le macerie che vi sono all’interno? Il pericolo per i residenti? I casi di spaccio? Attaccata al palazzo di S. Maria del Suffragio si trova (incredibile) anche una sede ASL, chissà se qualcuno dei dipendenti si è mai affacciato alla finestra che dà sul cortile, e se lo ha fatto, perché non si interviene?
Federica Giordani
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