Un Oscar sotto casa

 

 

Quanti nei mesi trascorsi si sono accorti che un teatro ha ripreso a funzionare in via Lattanzio? A un anno dall’inaugurazione, abbiamo incontrato il direttore artistico dei teatri Nuovo e Oscar Gemma Ghizzo, e con lei il direttore della sala di via Lattanzio Simone Giusti, per fare un bilancio dellaprima stagione, che su queste pagine un anno fa avevamo definito una scommessa. Per chi ama i numeri, la sala del teatro Oscar, che con le nuove poltrone raggiunge i quattrocento posti, è stata frequentata nella stagione scorsa da ventimila spettatori, di cui quattrocento abbonati: un risultato non trionfale, ma pur ragguardevole se si pensa appunto alle difficoltà di ogni inizio e alla posizione della sala in una via non certo di grande passaggio e che, comunque, fa dell’Oscar l’ottantesimo teatro italiano.

La stagione conclusa ha presentato opere nuove come Muratori di Edoardo Erba, uno dei commediografi italiani più interessanti; e Ci sta un francese, un inglese e un napoletano, del napoletano Eduardo Tartaglia, anche protagonista e regista, definito “commedia brillante”, che ha portato sulla scena situazioni paradossali della guerra moderna capaci di lasciare il segno e di invitare a riflettere; e ancora Xanax, di Edoardo Longoni, ironica rappresentazione delle nevrosi, manie, necessità fiche e psicologiche di una coppia di estranei costretti a quaranta ore nella cabina di un ascensore guasto. Accanto a queste novità, sostenute da attori migliori della loro fama, testi collaudati come il musical surreale La piccola bottega degli orrori e una divertita interpretazione del celeberrimo giallo di Agatha Christie Trappola per topi, messa in scena da una coppia di attori eccellenti e ben noti al pubblico milanese come Adriana Innocenti e Piero Nuti.

L’assenza dal cartellone deipiù noti autori della tradizione classica, anche brillante, potrebbe avere tenuto lontano qualche amante del teatro classico dalla sala di via Lattanzio, ma l’Oscar è un teatro di ospitalità, come il prestigioso fratello maggiore Nuovo di piazza San Babila, che per qualche settimana ha fatto temere di finire soffocato dalla tentacolare arroganza del commercio di lusso. Accoglie spettacoli prodotti altrove da adattare alle dimensioni del palcoscenico che avvicina gli attori al pubblico, ma non si presta a compagnie numerose. L’incontro con Gemma Ghizzo e i suoi collaboratori ci ha fornito anticipazioni sulla nuova stagione, ormai definita e nella fase di prenotazione degli abbonamenti: una rinnovata prova di coraggio e di impegno finanziario nel proporre, senza sovvenzioni pubbliche, riservate ai teatri che producono spettacoli, testi nuovi con gli inevitabili rischi noti a chi frequenta il teatro, accresciuti da quando i giornali quotidiani hanno abbandonato la critica teatrale necessaria per far conoscere i nuovi autori.

La seconda stagione si presenta più matura: evita le scelte che l’anno scorso erano parse meno convincenti e inserisce anche autori celebri come Indro Montanelli e Carlo Goldoni. Vedremo grandi personalità dello spettacolo come Piero Mazzarella, Lino Toffolo, Valeria Valeri, e rivedremo ormai con attesa Eduardo Tartaglia, Paolo Triestino e Nicola Pistoia, applauditi lo scorso anno e il ritorno di Mario Zucca con la moglie Marina Thovez che avevamo conosciuto su questo palco negli anni precedenti.

Divertimento e riflessione resta un binomio a cui siamoaffezionati e che trova nel teatro, certo non solo nel teatro, una realizzazione felice: nel teatro dove ci si incontra e ci si confronta, dove l’attore è con noi, tutte le sere, non nella virtualità a cui siamo abituati in tanti aspetti della nostra vita,ma con la sua fisicità, quasi da toccare, mentre respira con noi. Sentiamocome una ricchezza la presenza di questa come delle altrenumerose sale del quartiere, anche amatoriali e sperimentali e vorremmo aggiungere un invito all’abbonamento: una formula vantaggiosa per l’organizzazione che si assicura un pubblicogaranzia della continuità della produzione, e per gli spettatori a cui offre consistenti vantaggi economici, riducendo il costo del biglietto a poco più di quelli di una serata al cinema.

Ogni teatro offre diverse forme di abbonamento e di riduzioni, a posto libero o fisso, ma comunque con la possibilità di cambiare il turno scelto, senza code per ogni spettacolo. All’Oscar sono previste offerte speciali per giovani e anziani, per famiglie e per gli spettacoli del sabato pomeriggio, oltre alla possibilità di riduzioni per le rappresentazioni fuori abbonamento e per quelle ospitate al teatro Nuovo. Per tutti la possibilità di organizzare in anticipo il proprio tempo teatrale nel corso dell’anno: in questi anni così accelerati assicurarci anche fra qualche mese una buona serata, magari con amici, aiuta a rendere più cordiale la nostra vita.

Ugo Basso