Prossimi alla cittadinanza: i servizi di prossimità sostenuti da Coop Lombardia
I promotori dell’incontro “Prossimi alla cittadinanza”, tenutosi lunedì 28 maggio presso la sala parrocchiale di San Pio V, hanno provenienze e storie diverse, ma negli ultimi anni hanno realizzato in partnership fra di loro alcune fra le iniziative più innovative nel campo dei servizi di prossimità rivolti ad anziani fragili e a persone in difficoltà.

Ci stiamo riferendo a Coop Lombardia, Caritas Ambrosiana e al consorzio Farsi prossimo che hanno voluto presentare pubblicamente, su uno dei territori interessati ai loro progetti, le esperienze ed i risultati di questi servizi.
Infatti l’ipercoop di Piazzale Lodi è la “base di partenza” del servizio “Due mani in più”, che non consiste solo nella consegna gratuita a domicilio della spesa ordinata dall’anziano in difficoltà o dall’adulto disabile, ma ha anche l’obiettivo di costruire una relazione ed un rapporto di fiducia con la persona sola.
E ancora, l’iper di Piazzale Lodi è quello che ha registrato il maggior numero di adesioni alla CartaEqua, una carta di credito gratuita che si può utilizzare in tutti i punti vendita Coop che permette di devolvere una percentuale del valore della spesa fatta al Fondo Conviva, intestato a Caritas Ambrosiana e aperto presso Banca Etica.Ai contributi dei singoli soci, Coop Lombardia aggiunge un suo contributo di pari valore.Le risorse così ottenute servono per emettere un’altra Carta Equa per il beneficato che permette di affrontare la spesa quotidiana a famiglie e a persone in temporanea difficoltà economica.I destinatari sono individuati dai Centri di ascolto Caritas e a loro viene rilasciata la carta per periodi da 3 a 6 mesi e con un budget di spesa mensile di 100-200 euro.
Infine, il terzo servizio di prossimità che Coop sta già attuando a Sesto San Giovanni e che vuole estendere ai supermercati e agli ipermercati di Milano, si chiama “Buon fine” e consiste nel recupero dei prodotti alimentari ancora freschi ma prossimi alla scadenza per donarli ai bisognosi.
Quello dello spreco è infatti un problema molto sentito da tutti; oltre ai prodotti in scadenza, ci sono i prodotti con confezioni danneggiate, o residui di attività promozionali, o singoli prodotti danneggiati che obbligano a scartare l’intera confezione, e così via: il tutto finora viene portato in discarica e sprecato.Anche grazie ad una recente legge (detta del buon samaritano) ora è possibile donare il surplus alle onlus, ed è questo quello che si vuole organizzare a Milano.
L’incontro del 28 maggio è stato quindi una occasione veramente utile per conoscere da vicino questi servizi dalla voce dei protagonisti e promotori: Massimo Minelli, Presidente Consorzio Farsi Prossimo, ha presentato i risultati di Due mani in più, Elisabetta Binacchi, di Coop Lombardia, ha illustrato la Carta Equa, Valter Molinaro, di Coop Lombardia, ha presentato il nuovo servizio “Buon Fine”.L’appuntamento è stato altresì l’occasione per ragionare sui temi delle politiche sociali, del welfare, dell’aiuto più efficace che si può e deve dare alle persone in difficoltà: di questo hanno parlato Don Roberto Davanzo, Direttore Caritas Ambrosiana e Silvano Ambrosetti, Presidente di Coop Lombardia.
Inoltre, nell’intervento iniziale di saluto dell’Assessore alla Famiglia, scuola, politiche sociali del Comune di Milano, Mariolina Moioli, erano state presentate le linee guida su cui si sta muovendo l’Amministrazione.L’assessore ha parlato della necessità di un coinvolgimento significativo del terzo settore e del privato sociale per l’erogazione dei servizi e la lettura dei bisogni sociali; ha parlato della necessità dei servizi e di una rete di prossimità per ridurre la residenzialità in strutture esterne ed estranee.Ha sottolineato l’impegno per avviare un servizio di prossimità “di sistema” mediante l’inserimento dei custodi sociali nei caseggiati popolari dove è già presente un portiere: ha parlato di 150 custodi sociali per 360 caseggiati.Ha parlato di innovazione, che a Milano viene sempre promossa, anche nei settori dell’intervento sociale.
E le tre esperienze che sono state presentate nell’incontro, e che vi abbiamo sommariamente descritto, possono essere anche loro un esempio che l’Amministrazione comunale potrebbe contribuire ad estendere e sviluppare.
Stefania Aleni
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