Una sorprendente storia metropolitana



Ci sono delle storie metropolitane veramente sorprendenti che vale la pena raccontare.
Questa che vi andiamo a presentare non è nuovissima, ma è conosciuta bene solo dai diretti interessati: ce la racconta il signor Carlo Sala, che, insieme ad altri aderenti al Comitato e ad un perito di fiducia, l’ha anche esposta in una apposita Commissione del Consiglio di Zona 4.

La Storia/1

In via Scheiwiller angolo Bacchiglione, sono stati costruiti dei box/posti auto sotterranei convenzionati con il Comune di Milano (Bando parcheggi 1998). Assegnataria e costruttrice dei box la società Quadrio Curzio. Previsti 197 posti auto al prezzo medio di 16.165 euro, realizzati 231 posti auto al costo medio finale, autorizzato dal Comune di 22.989 euro, ovvero un 42-43% di aumento! Però, se si confrontano i costi indicati nei contratti preliminari con quelli richiesti a saldo prima della consegna, a seguito di una rielaborazione degli indici di incremento, effettuata dalla Quadrio Curzio, sui maggiori oneri riconosciuti dal Comune, l’aumento reale risulta in percentuale ancora maggiore: 47,39 %!!

L’aumento è composto da due voci: l’adeguamento ISTAT (pari a quasi un 20%) e un “aumento del prezzo di assegnazione per costi non prevedibili”. Se si vanno poi a vedere in dettaglio quali sarebbero questi costi non prevedibili, si scopre che la voce più grossa (30%) riguarda la realizzazione del tampone di fondo per la presenza della falda e, a seguire, i costi per la demolizione dei blocchi di fondazione delle ex. Acciaierie Vanzetti che occupava tutta quell’area ora edificata.

Siccome lo sanno anche i bambini che in quella zona di Milano la falda è alta, perché non erano stati previsti i lavori di impermeabilizzazione?In realtà il tampone era già stato inserito nel progetto definitivo approvato dal Comune dal punto di vista tecnico, ma la relativa contabilizzazione economica era stata rimandata a consuntivo, con ciò, però, fornendo un prezzo di assegnazione non veritiero.
A questo poi si aggiungano i ritardi con cui l’opera è stata eseguita, le varianti richieste ed approvate a lavori già eseguiti, la negligenza della concessionaria ad “ottemperare con urgenza” ad una serie di rilievi mossi dal comitato di vigilanza.

A fronte di questa situazione, alcuni assegnatari hanno già saldato l’intero importo richiesto da Quadrio Curzio a titolo di corrispettivo per l’acquisizione del diritto di superficie e preso possesso dei box, altri invece non vi hanno ancora provveduto in attesa di ulteriori accertamenti sul maggior prezzo loro richiesto e, pertanto, esclusi dall’accesso al loro box, per il quale hanno già comunque versato il 90% del prezzo inizialmente pattuito.

La Storia/2

Per nessun assegnatario, comunque, è stato ancora possibile fare il rogito perché……il Comune di Milano non ha ancora acquisito la proprietà del terreno sotto cui sorgono i box e che aveva messo a bando. Come è possibile? Nel lontano 1973 il Comune di Milano aveva acquisito con atto di scrittura privata l’area di cui ci stiamo occupando, corrispondendo il dovuto (650 Lire al metroquadro) alla proprietaria, la società Cooperativa Edilizia Diego. La acquisizione però non venne legalmente formalizzata. Nel 1981 la cooperativa viene messa in liquidazione ed ora sono rimasti due soci liquidatori.

Il Comune di Milano ha cercato dapprima un accordo consensuale con i liquidatori, chiedendoloro di perfezionare l’atto, ma i due soci si rifiutano, per ovvie ragioni di responsabilità sulle trasformazioni dell’area effettuate nel frattempo, e quindi il Comune ha avviato proprio in questo periodo un procedimento di espropriazione dell’area per pubblica utilità, senza nulla dover risarcire, essendo il pagamento già avvenuto nel ’72. Come riferito dal presidente del C.d.Z., Paolo Zanichelli, in Commissione, almeno questo aspetto del problema si dovrebbe risolvere entro metà giugno.

La Storia/3

Come mai a distanza di un anno dalla fine dei lavori il soprasuolo è ancora incolto e non sistemato?
Nella Convenzione del novembre 2003 era scritto “tutte le opere eseguite nell’area che sovrasta il parcheggio sono a carico della Coop Solidarnosc”. A tale scopo la Cooperativa aveva anche accantonato la somma necessaria alla sistemazione superficiale. Vi era poi stata una richiesta di modifica da parte della Parchi e Giardini che avrebbe aumentato i costi. Altro contenzioso col Comune, quindi, con il risultato che l’area è ancora incolta (mentre i cartelloni pubblicitari fruttano ancora entrate per i costruttori).

La fine della storia

Non c’è ancora. Gli assegnatari, riuniti in Comitato, che non hanno accettato gli aumenti (sono 41) chiedono al Consiglio di zona di attivarsi per ottenere dal Comune una riunione congiunta fra gli assegnatari, l’amministrazione comunale e la società Quadrio Curzio per raggiungere una equa transazione che metta sul piatto gli aumenti ritenuti ingiustificati dagli assegnatari e le possibili penali alla società costruttrice per i ritardi e le inadempienze che si sono verificate durante gli anni.

E ci starebbe bene, aggiungiamo noi, una forte sollecitazione a risolvere il problema della sistemazione superficiale per restituire l’area all’utilizzo pubblico, per il cui progetto di sistemazione unitaria la Quadrio Curzio ha già inserito i relativi costi a carico degli assegnatari.
Concludiamo, con la speranza di potervi raccontare presto la fine della storia.
Stefania Aleni