Il punto sulla “Paullese”
Facciamo il punto sulla cosiddetta “Paullese”, sollecitati dalla curiosità di un lettore e dalla presenza della stessa nel Piano delle opere pubbliche 2007-2009 del Comune di Milano.
Primo domanda: cos’è la Paullese? E’ una strada statale, la n° 415, che deve il proprio soprannome al mettere in collegamento Milano con la direttrice per Paullo, Crema e Cremona.Un tracciato presente nella storia di Milano e della Lombardia, che fino agli anni 60 del ‘900 penetrava in città fino a Piazzale Cuoco e ai Bastioni spagnoli. Una parte importante, dunque, della rete viaria urbana in continuità con la rete viaria extraurbana che garantiva le relazioni di accessibilità a grande scala tra il capoluogo e il sud-est della regione.
Seconda domanda: quale utilità avrebbe il prolungamento del tracciato della Paullese verso Milano-centro? E non è un caso che si parli di “prolungamento”, dal momento che con la costruzione della tangenziale est, per ragioni che andrebbero indagate, il tracciato della Paullese venne interrotto di netto: con il risultato che le relazioni quotidiane da, e verso, Paullo finirono con l’andare a scaricarsi su altre strade di penetrazione o uscita dalla città (destinate a servire altri insediamenti) o sulla tangenziale stessa, determinando traffico e congestione impropri.
Se ne discute dagli anni ’80, quando si voleva realizzare un percorso che portasse i mezzi pesanti dalla tangenziale direttamente all’Ortomercato, liberando quindi da questo traffico le strade urbane: ma solo nel 2000 il progetto è stato ripresentato all’interno di una più interessante logica generale di rete viaria, con la previsione di tre rami di ingresso in città per distribuire il traffico su più direttrici e, contemporaneamente, eliminare (su richiesta della Regione Lombardia) il sovrappasso di via Marochetti e Corvetto. Il progetto ha poi acquisito visibilità anche a causa della mega iniziativa edilizia Montecity-Rogoredo con i due nuovi quartieri a cavallo proprio del prolungamento.
Quale utilità, dicevamo, del progetto? Il principio di fondo è semplice: restituire alla Paullese quella continuità, da e verso Milano, che la costruzione della tangenziale aveva interrotto. Il tutto nella convinzione che anche lavorare sulla riqualificazione della rete viaria urbana (in parallelo al miglioramento del trasporto pubblico) sia sinonimo di qualità urbana e di più ampia accessibilità.
Vediamo nel dettaglio il progetto, descrivendolo dalla tangenziale est in direzione centro: in primo luogo troviamo il Lotto 1, fino alla rotonda di collegamento ai nuovi quartieri di Montecity-Rogoredo, attualmente in costruzione e la cui conclusione è prevista per i primissimi mesi del 2008. Il Lotto 2, prosegue in buona parte interrato fino all’interscambio con le vie Bonfadini e Salomone, comprendendo anche opere di compensazione ambientale in via Salomone (messa in sicurezza degli incroci e degli attraversamenti pedonali, razionalizzazione della sosta e riqualificazione dello spazio stradale).
Il progetto preliminare prevede poi un Lotto 3, che supera in sopraelevata la cintura ferroviaria verso la Via Varsavia per poi proseguire in parallelo alla ferrovia, lato nord, fino all’interscambio con il Viale Puglie: pur essendo inserito nel Piano, non ha copertura finanziaria e, in più, non rappresenta ad oggi una priorità del Comune sicché non se ne possono prevedere i tempi di realizzazione.
Troviamo poi il Lotto 4, che essendo ad uno stadio di sviluppo avanzato (c’è già il progetto esecutivo) merita una descrizione più accurata: anche perché, risolti dei contenziosi legali con le proprietà di alcune aree, sarà il prossimo lotto ad andare in appalto. Prevede un insieme di opere viabilistiche di rilievo: in primo luogo il sottopasso della cintura ferroviaria che prolungherebbe la via Varsavia verso le aree a sud, con una nuova rotonda che interscambia con la via Sulmona e un nuovo tratto viario che confluirebbe sulla via Toffetti. In secondo luogo, una nuova viabilità parallela alla ferrovia, lato sud, a collegamento tra Viale Puglie, via Tertulliano e Toffetti. Interventi, quindi, che complessivamente permetterebbero di risolvere alcune annose criticità della Zona nel collegamento tra una parte e l’altra della città oggi interrotti dalla barriera ferroviaria.
E, infine, il Lotto 5, che prevede l’interramento di due carreggiate stradali, una per senso di marcia, a partire dall’altezza della via Bonfadini per riemergere in via Bacchiglione dopo aver sottopassato via Sulmona e Piazza Bologna. Un percorso che punterebbe a definire una continuità stradale sulla direttrice est-ovest verso via Brenta, Ortles, Antonimi, Cermenate, etc: quella che in gergo tecnico si chiama una “secante urbana”, ovvero una strada di scorrimento tra più parti della città. Bisogna segnalare, tuttavia, come al pari del Lotto 3 anche quello appena descritto non è finanziato e non è all’ordine del giorno nell’agenda dell’Amministrazione.
Speriamo, in conclusione, di essere stati abbastanza chiari e consigliamo, per i più volenterosi, un studio accurato delle planimetrie. Emerge tuttavia un dato chiaro: il prolungamento della Paullese è un’opera pubblica di grande complessità, nel senso che è un processo lungo da attuare, ma altrettanto utile per fluidificare la rete urbana principale così come per eliminare criticità puntuali in quella di quartiere.Interventi che dobbiamo considerare necessari, nella città contemporanea, in funzione di un nuovo disegno generale della rete viaria, anche se da realizzare con grande attenzione e cura alle forme preesistenti della città. Vito Redaelli
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