Milano Classica: quindici anni di musica d’arte
Quindici anni di attività per l’Orchestra da Camera Milano Classica, un traguardo davvero ammirevole se pensiamo alle condizioni a dir poco precarie nelle quali si trovano oggi ad operare molte formazioni e istituzioni culturali che operano in città. Quindici anni durante i quali l’Orchestra ha proposto al suo pubblico (non oceanico certo, ma affezionato e fedele) un repertorio vario e di grande valore.
Siamo andati a parlare, per l’occasione, con due delle “colonne” di Milano Classica: Roberto Turriani, presidente del Consiglio di Amministrazione della cooperativa (questa la forma associativa che si sono dati) e Mario Carbotta, il direttore artistico.
Presidente Turriani, siamo arrivati a quindici candeline
Si, abbiano iniziato nel 1993 per iniziativa di alcuni musicisti provenienti dall’Angelicum, poi abbiamo proseguito con il nuovo nome ma lo stesso entusiasmo. Il gruppo si è rinnovato nel tempo, alcuni musicisti sono andati in pensione lasciando il posto a nuovi elementi, giovani ragazzi bravissimi che ora rappresentano la maggior parte dell’orchestra, anche se ci sono ancora alcuni “veterani”. L’orchestra è composta da circa 19 elementi, cui se ne possono aggiungere altri in determinati concerti, ed ha un direttore principale, Massimiliano Caldi.
Qual è il clima all’interno del gruppo?
Ottimo direi. Siamo un gruppo di lavoro affiatato e compatto che crede profondamente nella sua attività.Certo, le difficoltà sono molte: come sappiamo, gli aiuti alla cultura non sono molti, ma noi continuiamo, cercando nuovo stimoli.
Siete soddisfatti della Palazzina Liberty come location?
Si, la Palazzina è molto bella e l’acustica è buona per un’orchestra d’archi. Qualche problema c’è quando inseriamo dei fiati, ma sono in corso lavori di insonorizzazione che permetteranno un’acustica migliore. La Palazzina Liberty è un edificio storico, non si può intervenire sulle sue strutture più di tanto.
Al direttore artistico Mario Carbotta chiediamo invece qualcosa sulle attività artistiche del gruppo
Posso dire come prima cosa che l’orchestra di Milano Classica ha una peculiarità che la rende quasi unica: grazie alla sua grande duttilità è in grado di affrontare repertori tra i più diversi, dalla musica barocca alla musica romantica, arrivando a quella contemporanea. Questo mi permette di spaziare con il repertorio e provare nuove combinazioni per il calendario degli eventi.
Sette anni di attività come direttore artistico: quali sono le cose di cui va maggiormente fiero?
I risultati che abbiamo ottenuto con il gruppo di Milano Classica sono ottimi. Non solo la stagione qui alla Palazzina Liberty ma anche le numerose collaborazioni parallele decentrate, come i concerti che si tengono a Pavia, a Voghera, a Stradella, sono per noi fonte di orgoglio. Vorrei anche ricordare la nostra discografia, abbiamo registrato molti brani e cd, e questa è un’attività che senza dubbio porta lustro alla nostra orchestra. Federica Giordani
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