Lombroso Music
A ridosso del perimetro settentrionale dell’Ortomercato si estende via Cesare Lombroso, culla poco conosciuta della musica indipendente milanese e crocevia di suonatori più o meno noti al grande pubblico. L’edificio al civico 20 ospita infatti alcune salette musicali appartenenti all’Associazione culturale Ritmando e Suonando, un circolo che persino chi abita nel quartiere conosce a fatica. Entrando nel cortile, su cui si affaccia anche il retro di un ristorante, non esistono segnalazioni e l’unico punto di riferimento è il suono in lontananza che guida il visitatore verso una piccola porta a vetri. Non c’è campanello, non c’è citofono. La porta è aperta. Nell’atrio un’enorme bacheca coloratissima con numerosi annunci che ricercano componenti di diversi gruppi abituali frequentatori dell’associazione. Ma vi sono anche parecchi manifesti che segnalano concerti ed eventi vari. Unico canale di contatto: un piccolo cartello su cui compare un indirizzo e-mail a cui scrivere per avere informazioni inerenti a orari e costi (Gestionale@fastwebnet.it). Una scala conduce nel seminterrato dove le band si ritrovano per provare. Non c’è una reception, nessuno riceve i visitatori, c’è solo la musica di sottofondo.

Nelle salette prova di questa strada hanno preso vita diversi gruppi, alcuni celebri persino nel panorama internazionale, tra cui l’omonimo duo Lombroso, I Cosi, I Giobia e persino i più famosi Le Vibrazioni. Tutto ebbe inizio a metà degli anni Novanta quando un misterioso personaggio chiamato dottor Bruno, oggi padre di famiglia e commercialista, affittava le salette ai giovani della zona. Alcuni di loro hanno trovato il successo; altri ancora lo cercano. Tutti accomunati dall’idea che quelle salette in un modo o nell’altro abbiano portato fortuna, una leggenda in voga ancora oggi dal momento che i locali della via vengono tuttora affittati ai giovani suonatori. Nel clima di collaborazione e amicizia creatosi in quegli anni e in quei luoghi nascono anche i Lombroso. Ispirati dalle sonorità Seventy e vicini al rock degli Afterhours, essi sono certamente i più rappresentativi nel nome e nello spirito. Pare che le salette di via Lombroso, anche se poco note, siano divenute negli anni un crocevia di scambio, conoscenza e confronto per diversi musicisti emergenti; una sorta di fucina sperimentale della periferia cittadina che non ha mai smesso di sfornare nuovi talenti. Si consiglia di aguzzare le orecchie. Chiara Orlandi
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