Rinasce il Teatro Franco Parenti
Sorprendenti queste due foto: scattate inconsapevolmente dallo stesso punto per riprendere la costruzione, nel 1936, e la ricostruzione, nel 2006, del salone teatrale del complesso Cesare Battisti, allora, e del Teatro Franco Parenti, ora.
Ma ancora più sorprendente scoprire che i lavori di oggi sono fatti dalla stessa Società Cooperativa Lavoranti Muratori, che ha ormai raggiunto i 120 anni di attività, e che in un volume celebrativo di 70 anni di lavori, riporta anche la foto che qui pubblichiamo.
La rinascita del Franco Parenti si nutre anche di queste emozioni.


Le festività natalizie non hanno rallentato i lavori di ristrutturazione del teatro Franco Parenti, che anzi proseguono febbrilmente in vista della prossima stagione 2007/2008. La sede storica del teatro, al centro di un complesso immobiliare compreso tra le vie Pier Lombardo, Vasari e Franco Parenti, è stata quasi totalmente sventrata per ridisegnare gli spazi occupati dalla platea, dal palcoscenico e dal foyer, e per inglobare i nuovi ambienti recentemente acquisiti sul lato di via Vasari, dove troveranno posto camerini e uffici.
Lo spettacolare progetto di ristrutturazione, firmato dall’architetto Michele De Lucchi con la direzione artistica di Andrée Ruth Shammah e dello scenografo Gian Maurizio Fercioni, investe in particolare la Sala Grande e prevede un complesso sistema di pedane mobili e carrelli sul quale poggerà l’ampia platea, che conserverà tuttavia il familiare aspetto di gradinata uniformemente digradante dal fondo della sala fino al palcoscenico. All’occorrenza, però, vale a dire per realizzare produzioni particolari o eventi speciali, le pedane corrispondenti alla metà inferiore della gradinata potranno venire abbassate al livello del palcoscenico, per costituire, insieme a quest’ultimo e al foyer, un unico grande spazio di quasi 1.000 metri quadrati. Proprio per accentuare questa continuità degli spazi e delle loro destinazioni, il pavimento del foyer e quello della platea saranno realizzati in abete naturale, cioè il legno tipico dei palcoscenici.
“L’abete naturale è un’essenza ideale per il teatro, perché è estremamente elastico: vi si può piantare un chiodo e poi toglierlo, e il legno si chiuderà intorno al buco”, ci spiega Antonella Massari, della Fondazione Pier Lombardo, che ci accompagna in un vero e proprio sopralluogo.
Il progetto, inoltre, ha finalmente trovato la soluzione a un antico problema strutturale del teatro Franco Parenti: l’assenza di altezza sul palcoscenico, nonché di adeguati camerini. “Il nostro teatro non ha graticcia, cioè soffitto sul palcoscenico, dove trovano posto corde e argani per movimentare i fondali ai cambi di scena”, racconta Massari.
Dopo gli interventi, invece, il palco potrà contare su un ampio spazio sottostante, raggiungibile tramite due scale simmetriche a doppia rampa, mentre gli attori avranno a disposizione veri e propri camerini con un accesso separato: sembrerà incredibile, ma nel vecchio teatro gli attori dovevano entrare insieme al pubblico, ed erano costretti a cambiarsi in un angusto stanzino senza finestre né bagni.
Oltre a una nuova veste per la Sala Grande, è in corso di realizzazione un ulteriore spazio teatrale, la Sala Colonne, sul lato opposto della Sala Pirelli. “Avevamo a disposizione due ampi saloni rettangolari, l’uno sopra l’altro, entrambi caratterizzati da un gradevole giro di colonne: abbiamo abbattuto il pavimento e ne è nato un teatro all’italiana, con palcoscenico a doppia altezza, balconata e boccascena, che conterrà 180 spettatori contro i circa 120 della Sala Pirelli”, spiega Massari.
La Pirelli, giudicata meno adatta a ospitare spettacoli teatrali, sarà destinata a canteen dove fermarsi a mangiare, oppure a incontri con gli attori, o ancora a concerti di musica jazz. La conclusione dei lavori nella struttura centrale è prevista per la primavera/estate del 2007, e quindi ampiamente in anticipo in vista del prossimo cartellone.
Per gli inquilini dell’edificio che circonda il teatro si avvicina quindi la fine di un periodo di fastidi, tra fracasso di trapani e polvere di cemento. “Gli inquilini sono stati fantastici - dice Massari - sopportando stoicamente e donandoci la loro totale collaborazione: ci tengo davvero a ringraziarli pubblicamente”.
E noi li ringraziamo con loro: perché anche la loro pazienza è un importante contributo alla rinascita di uno dei grandi teatri milanesi.
Valeria Andreoli
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