L’Odissea del musicista

 

 

Osservando il panorama musicale milanese si scopre l’esistenza di un mondo sommerso, poco conosciuto, ma più che mai attivo e variegato. Innumerevoli sono i gruppi cosiddetti emergenti, ovvero quelle bands che un po’ per gioco, un po’ per tentare una carriera si esibiscono nei locali e nelle discoteche della Milano notturna. Si tratta di giovani, per lo più universitari, apprezzati solo a livello locale e ancora estranei alla grande distribuzione mediatica. Come fare allora per acquisire visibilità e essere notati da produttori e case discografiche?
Il primo passo consiste nel trovare uno studio di registrazione, possibilmente economico, che consenta ai membri del gruppo di trovarsi per provare insieme i pezzi o per registrare. Esistono a Milano ottime sale prova che offrono strumenti e amplificatori anche per registrazioni di tipo professionale. I costi variano dalle 12 alle 25 euro all’ora. Tra le più conosciute ci sono la Rec Studio in via Muratori 54 e la Replay Studio in via Carlo Botta 13. In zona Forlanini troviamo la Doppiopunto di via Bellosio 3 e la Airport Studios Digital Recording sul viale Forlanini al numero 54. Vicino piazzale Loreto è molto frequentata anche la New Profile Studio, situata in via Giovanni Ricordi 3. Mentre in zona Città Studi, situati in via Maniago 6, vi sono due studi di registrazione intitolati all’associazione Artisti Nascosti. Quest’ultima realizza anche corsi validi come crediti formativi per il corso di laurea in Scienze e Tecnologie della Comunicazione Musicale all’Università degli Studi di Milano.

Per conquistare un po’ di popolarità è però necessario farsi conoscere dal pubblico e per questo i concorsi musicali, come DreamLive (www.dreamlive.it/) e RockInBeat (www.rockinbeat.it/), diventano una tappa obbligatoria. In palio ci sono ore di registrazione gratuite, buoni per l’acquisto di strumenti, passaggi in radio e recensioni su riviste specializzate. Le bands iscritte partecipano a vere e proprie gare musicali durante le quali hanno la possibilità di esibirsi sul palco dei locali più frequentati. In cambio devono fornire un apporto minimo di persone, circa 20/25 a serata. La discoteca rock Rolling Stones in Corso XXII Marzo e il vecchio Elisir Cafè (oggi Doremi) in Via San Dionigi ospitano spesso i gruppi emergenti.

Riccardo ha 23 anni, suona il basso e con il suo gruppo si è iscritto a uno dei suddetti concorsi: “Esiste una giuria tecnica, ma la differenza la fa il pubblico perché poi in finale arriva il gruppo che ha ricevuto più preferenze. Noi dobbiamo portare almeno 25 persone per serata e questo è un problema perché non sempre gli amici sono disponibili”. Il biglietto d’entrata varia dai 5 ai 10 euro e raramente è inclusa la consumazione. Durante le serate di gara è il pubblico pagante che in buona parte determina l’esito delle eliminatorie e di conseguenza il gruppo che assicura al locale il maggior numero di ingressi avrà più possibilità di vittoria. Anche Corrado, 22 anni, suona in una band inserita nel circuito di concorsi simili: “E’ difficile coinvolgere amici e conoscenti ogni volta che suoniamo e la gente che frequenta i locali convenzionati col concorso non apprezza granchè la nostra musica. Anzi, spesso sono gli stessi gestori dei locali che di musica non ne sanno molto”.

In effetti è difficile pensare che la clientela delle più costose discoteche milanesi sia interessata all’avanguardia e alla sperimentazione delle nuove proposte musicali. “Chi va in discoteca – continua Corrado – è comprensibile che ci vada per ballare e non per ascoltare alle 9 di sera un gruppo sconosciuto”. A sentire queste testimonianze viene il sospetto che l’obiettivo principale non sia proprio quello di promuovere le giovani promesse e con tali presupposti le possibilità di emergere rimangono obiettivamente limitate.

In realtà oltre ai concorsi esistono altri canali per ottenere visibilità. Sempre più numerose sono le bands che suonano nei centri sociali della città o che prendono parte a rassegne locali e (da non sottovalutare) alle feste di paese nell’hinterland. Esistono altri concorsi attivi a livello internazionale che rappresentano importanti vetrine all’estero. Uno su tutti è Emergenza(www.emergenza.net/), un festival che prevede tappe anche in altri Paesi europei e in America e che risulta essere un buon canale promozionale. Un caso interessante da segnalare è il progetto 80Hz (www.ottantahz.org/), un vero e proprio laboratorio che, con l’aiuto di collaborazioni illustri quali Garbo, Leo Girardi e i Soerba, sostiene le bands emergenti del Nord Italia. Infine un altro valido punto di riferimento per chi vuole farsi conoscere è indubbiamente RadioLuposolitario (www.radioluposolitario.it/) che la scorsa estate ha organizzato a Milano la prima edizione del Piperine Festival. Ma per cominciare a farsi notare senza dover essere vincolati a concorsi o festival consiglierei di pubblicizzarsi autonomamente sfruttando in primo luogo la stampa locale (come - perché no? - il nostro mensile Quattro), il volantinaggio e le feste di quartiere organizzate dal consiglio di zona o dai commercianti delle vie, come la festa di corso Lodi - Brenta - San Luigi . In ogni caso la costanza e la pazienza, accompagnate da un po’ di fortuna, sono sempre le armi vincenti per raggiungere il successo anche se si auspica che in una città come Milano si sviluppi una più viva attenzione per gli aspiranti musicisti.
Chiara Orlandi