SI FA PRESTO A DIRE COMUNISTI

 

I comunisti, si sa, mangiano i bambini, ma il nostro è un paese a crescita zero, bambini ce ne sono sempre meno, perciò i comunisti, avendo molto più tempo libero, si occupano di quella che è da sempre la loro peculiarità fisio-patologica: il dibattito politico. Ci sono persone che ritengono che il chiodo fisso dei comunisti sia Berlusconi. Chi crede una cosa del genere o non capisce niente di politica, o non conosce i comunisti, o è Berlusconi, o mette insieme tutte e tre le cose. I comunisti, quando dibattono fra loro, volano alto, almeno nei paesi dove non sono al potere; nei paesi dove sono al potere, invece, ritengono più prudente non dibattere, e non volano proprio. Sono persone abituate a una stampa raffinata, scritta da articolisti che sembrano rivolgersi a un pubblico di docenti universitari, mentre i giornali della destra danno l’impressione di indirizzare i loro sguaiatissimi articoli-slogan a lettori malamente alfabetizzati o analfabeti di ritorno. Insomma i comunisti sono stati tirati su bene, perciò dibattono; democraticamente; su ogni cosa; magari senza più gli eccessi del ’68, quando mettersi o togliersi le mutande veniva chiamato “vagliare democraticamente le problematiche relative alla biancheria intima”; ma dibattono. A casa di Luiss, dove comunisti ce n’erano per tutti i gusti, la cosa godeva di scadenza quotidiana.Perciò: “Che uomo affascinante che è quel Bertinotti” sospira Francesca, la moglie, che vota Rifondazione Comunista. Luiss invece non vota Rifondazione. Lui è comunista dalla culla, è italiano, perciò mette insieme le due cose votando Comunisti Italiani, anche se ancora non ha capito la differenza da quegli altri. Ma Luiss è Luiss: ”Primo, veste troppo bene; secondo, ha la r da finocchio” dice. “Questo è un discorso di destra! Come si fa a dire che la r moscia è da finocchio, e che male ci sarebbe a essere fin… omosessuale? Sono quelli di destra a discriminare i fin…gli omosessuali” sbotta Mary, la figlia, che guarda avanti e vota DS. Luiss non ammette l’esistenza della destra neanche quando guida, lui è sempre in corsia di sorpasso e gli altri a strombazzare dietro la sua Panda 650 prima serie; la sua reazione perciò è sì democratica, ma ferma: “Ehi, bionda, piano con la destra o ti arriva una sleppa che te la vai a cambiare a casa di Fini. Io mica ci ho niente contro i finocchi, basta che non fanno i finocchi con me e se ne stanno fra loro verdure” dice con alterigia progressista. Ma Francesca non vuole che le si tocchi Bertinotti: “Tu non hai un nipote con la r moscia?” domanda con malignità. Luiss finge di non capire, e lei insiste: “Il Gianni, no? Quello che non si vede e non si sente più da una vita, perché lui è un signore e si vergogna degli zii operai.”Luiss ha una trafittura nel petto. Il Gianni, cioè il figlio di sua sorella, che lui aveva preso sotto il tepore alcolico della propria ala protettrice per impartirgli fino dalla tenerissima età un’educazione da vero uomo, tanto che a otto anni già beveva grappa, sollevava le sottane delle ragazze e strizzava l’occhio alle battone (vedi “Prima del Diluvio”, ed. QUATTRO). Il Gianni, che prometteva benissimo, nonostante quella r moscia che va be’, e invece. “L’hanno fatto studiare, quando studiano si rovinano. Dicono che fa lo scrittore, salamadonna cosa scrive” bofonchia cupo, immaginandolo perfino astemio ed elettore di Forza Italia, cioè, a suo parere, il massimo dello schifo. “Tu ce l’hai col Bertinotti perché vorresti essere affascinante come lui” infierisce Francesca. Luiss avvampa. E che cappero, lui che aveva conosciuto le villose intimità di tutte le cameriere venete di quando a Milano c’era un pieno di cameriere venete, lui che aveva mandato in visibilio erotico tutte le signore alle quali aveva imbiancato l’appartamento quando faceva l’imbianchino, lui che aveva sturato lo sturabile di tutte le donne che lo avevano chiamato per problemi idraulici quando faceva l’idraulico, lui che quando aveva trovato impiego come autista s’era fatto licenziare per essere riuscito, nel giro di tre mesi, a trasformare la vita sessuale della moglie, delle due figlie, della sorella, della madre e della suocera del principale; insomma LUI! “Pelato, con quel crapone, che quando parla mica si capisce quello che dice, e della r già abbiamo parlato: figurarsi se invidio quello lì. Piuttosto, Diliberto sì che è un bell’uomo…cioè, io mica…lo dicono le compagne, chiaro” barbuglia. “Chi, quello che quando era ministro se ne è andato in vacanza in Kenya con tutta la scorta? Ma che bel comunista!” affonda Mary, che sull’etica non transige. “Cosa vuol dire, è la regola, mica un ministro può andare in vacanza come un pirla qualunque, con tutti i manganellatori fascisti che ci sono in giro” tenta di giustificare Luiss, convenendo però in cuor proprio che, regola o no, un ministro comunista che va in vacanza con la scorta o non fa il ministro, o non fa il comunista, o è una porcheria. “E tu, col tuo D’Alema che è giallo come un limone per la rabbia di non essere al posto di Prodi?” attacca. “Macché giallo, è abbronzato!” puntualizza piccata Mary. “Seh! Quello è il fegato perché non è lì a fare il padrone della melunera, lui e il suo panfilo!Ecco come si abbronza, quando un vero comunista il tempo libero lo dovrebbe passare giocando a briscola in sezione!” “Ah sì? E i tuoi Comunisti Italiani, che nessuno ha capito chi cacchio sono e che cacchio vogliono, e, siccome non lo sanno nemmeno loro, per distinguersi vanno a fare cortei contro il loro stesso governo?” ribatte Mary. Ma le estreme, quando si trovano sotto attacco, si coalizzano, e Francesca accorre in aiuto del marito: “E i tuoi DS -quella ossigenata, là, la Turco, è DS, no?- che già venti spinelli sono una dose giornaliera per tutta una caserma, e la vuole raddoppiare, cioè spaccio libero, perché voi dovete fare bella figura agli occhi dei fighetti che se la fumano nei licei e che così vi voteranno, eh, tusa? ”Mary avvampa. “E allora l’indulto? Il lavoro sporco l’avete fatto fare a quel democristo di Mastella, che non si capisce cosa ci sta a fare con noi, ma voialtri l’indulto lo volevate, perché quel pugno di voti di rapinatori e assassini vi fanno comodo, per pigmei come voi fanno lo zero virgola in percentuale! ”Marito e moglie si guardano. Entrambi pensano tutto il male possibile dell’indulto, ma le bandiere vanno difese a prezzo della vita. “Perché, voi DS non l’avete votato l’indulto? E poi senza che fai la spiritosa, che appena Fassino farà il partito insieme con i prevosti di Rutelli, Mussi e Salvi faranno la scissione, e allora benvenuti fra i pigmei” dice Francesca; e ci sarà un altro partito comunista, pensano all’unisono, angosciati. Quattro partiti comunisti, e loro sono solo tre, il dibattito democratico rischia di soffrire di difetto di pluralità. Guardano Sammy, che sta tirando su ditate di Nutella dal barattolo. “Eh no, non contate su di me, io voto Lega” taglia corto lei. “E allora la Nutella vai a mangiartela nella caverna di Bossi!” dice Luiss togliendole democraticamente il barattolo dalle impiastricciatissime mani. Perché, sul fondo del democratico cuore di ogni vero comunista, ci sono sempre un piccolo muro di Berlino e un minuscolo carro armato che sta scaldando il motore per andare in Ungheria; democraticamente.
Giovanni Chiara