LA FAMIGLIA SECONDO SAMANTHA

 

Quando, dopo il consueto giro di SMS fra i compagni di classe, Sammy si rese conto che gli scellerati alle 3 pomeridiane avevano già liquidato il compito assegnato per l’indomani, ci rimase di stucco. Ma come: riflessioni sulla propria famiglia, e questi hanno bello che riflettuto e già stanno sbivaccati davanti alla play-station con la prospettiva di restarci fino a stasera? Ma che famiglia ha certa gente, si domandò con disgusto. Lei, invece; e guardò la doppia pagina ancora bianca del quaderno delle riflessioni, decisa a mettercisi di buzzo buono: “La mia famiglia è fatta da sei persone. La prima persona sono io, che mi chiamo Samantha, ma tutti mi chiamano Sammy, e sono molto bella, ho i capelli biondi a caschetto e gli occhi azzurri, e sono simpatica e ho un buon carattere, e se qualche bastardo dice che somiglio a Piperita Patty, quella di Linus, gliene suono tante che gli passa la voglia. Poi c’è mio nonno Luigi, che tutti chiamano Luiss. Ha ottant’anni, è piccolo con i capelli rossicci, che però adesso mica ce ne sono più tanti e mica sono più tanto rossicci, e ha fatto la Resistenza da ragazzo e il ’68 quasi da vecchio, e a sentire lui metà degli abitanti della Zona 4 potrebbero essere figli suoi, da tanto che ci ha dato dentro. Quando ha sete beve un bianchino, e ha sempre molta sete. A briscola non lo frega nessuno e parla soltanto in milanese, sicché io, che sono cresciuta con lui, sono praticamente bilingue. La terza persona è nonna Francesca, che tutti chiamano Franca, ed è moglie di nonno Luiss, e ogni volta che se ne ricorda dice sempre maledetto quel giorno. Nonna Franca è molto più giovane e molto più alta di lui, è bionda con gli occhi azzurri, e a casa lo fa filare moltissimo, sicché lui, che ha poca voglia di filare, a casa sta il meno possibile. La quarta persona è la mia mamma, che si chiama Maria Antonietta come quella di Lady Oscar, ma che tutti chiamano Mary, ed è una gran gnocca, ma fine, mica di quelle che te la spalmano sul muso. E’ alta un metro e sessantuno e madre natura le ha messo tutte le cose giuste al posto giusto nella quantità giusta, e quando cammino per strada con lei io sono contenta, perché avere una mamma gnocca è meglio che avercela come la gramigna in mezzo all’ortica che non la vuole nessuno. E’ bionda, ha gli occhi azzurri e tante lentiggini dappertutto, e non si depila perché i peli non le crescono, e ha un sorriso molto dolce, ma quando si incazz…(cancellatura) si arrabbia volano pezzi di cadavere, e con me si incazz…(cancellatura) si arrabbia quelle cinquecento volte al giorno che qua è tutto un volare di pezzi di cadavere che sembra sempre Hallowen. La mia mamma fa la maestra d’asilo e i bambini le vogliono molto bene, con loro sì che ha pazienza, e quando incontra uno dei suoi bambini per strada si abbracciano, e io prenderei il bambino, gli infilerei nel…in quel posto uno spiedo, e lo farei andare e fuoco lento, così mentre…quoce…kuoce…(cancellature) si rosola, capisce che deve abbracciare la sua di mamma e non rompere i santissimi a quelle degli altri. La quinta persona della famiglia si chiama Bianca, e ormai è mia sorella perché l’abbiamo adottata. Prima stava in cortile, poi il nonno l’ha portata in casa, e io mica la potevo soffrire ed ero gelosa, ma la ruffiana si è messa a dormire con me e a farmi le fusa, e la mattina quando mi sveglio mi lecca tutta, capelli compresi, sicché faccio a meno anche di lavarmi, e come si fa a non volerle bene, anche se quando si fa le unghie sul mio zaino mi incazz…(cancellatura) arrabbio moltissimo. Poi c’è zio Renato, che non è proprio mio zio, ma io lo chiamo zio e lui è contento perché non ha nessuno. Lui di mestiere fa l‘anarchico, ma bombe non ne mette, anzi è abbastanza contrario. E’ molto povero, perché Berlusconi a lui la pensione mica l’ha aumentata, e mangia sempre da noi. La mia famiglia è tutta qui. Ci sarebbe anche uno zio vero, mica come zio Renato, fratello maggiore della mamma, ma io non l’ho mai visto perché non andava d’accordo né coi nonni né con la mamma e se n’è andato presto di casa, e si è sposato due volte e si è pure divorziato perché non andava d’accordo con le mogli, e deve avere dei figli, ma dicono che non li vede mai perché non va d’accordo neanche con loro, a me mi sa tanto che ha qualche problema. Perciò la mia famiglia è davvero tutta qui, perché il papà io non ce l’ho. Rocco dice che il suo papà è un pirla, e Simo che il suo è una grandissimatesta di…(cancellatura) uno stupido, e a me certe volte piacerebbe dire che il mio papà è queste cose qui, ma non posso perché non l’ho proprio mai conosciuto, anche se la mamma si è lasciata scappare che è queste cose qui e tante altre ancora. La mamma certe volte arriva con un fidanzato, ma siccome ne cambia un casino io mica posso metterli tutti nella mia famiglia, perciò la mia famiglia finisce qui.Io da grande voglio avere una famiglia uguale identica alla mia, perché ci vogliamo bene e ci divertiamo tantissimo.” Sammy rilesse, distribuì una pioggia di virgole che fanno sempre la loro figura, chiuse il quaderno e fece un gestaccio che implicava l‘uso contemporaneo del palmo della mano sinistra e del braccio destro. “Tie’! Voglio proprio vedere chi ce l’ha una famiglia come la mia!” esclamò con fierezza. L’indomani la maestra, leggendo le riflessioni di Sammy, la pensò allo stesso modo, e riuscì anche a spiegarsi parecchie cose che fino allora le erano sfuggite. Ma la lettura avvenne privatamente, e Sammy ci restò male.
Giovanni Chiara