Dove nascono e rinascono le bocce

 

 

Volo, raffa, pétanque, bronzine. Gli addetti ai lavori hanno già capito di cosa stiamo parlando. Di bocce. Di quel gioco praticato da moltissime persone, soprattutto di una certa età, ma c'è anche una seppur esile, agguerrita schiera di giovani. Un gioco che associamo a trattoria, pergolati con l'uva, un buon panino e un ottimo bicchiere ma anche ai campi dove si disputano campionati ad ogni livello.

In Zona 4 c'è, dal 1935, il negozio dove acquistarle e anche rimetterle in sesto dopo tante battaglie; lo trovate in via Colletta.Fu aperto da Albano Paccagnella di professione ebanista ma in seguito costruttore di bocce di legno, che confezionò anche per l’allora re Vittorio Emanuele III. “E ha costruito anche le ruote degli schettini” ci racconta la figlia Adelia che ha preso il testimone dal padre nel 1980.

Ma si fa presto a dire bocce. Bisogna sapere anzitutto che ci sono misure e pesi ben precisi, sia per uomini sia per donne, per poterle usare in gara, e che secondo il tipo di gioco è preferibile usarne una piuttosto che un'altra. Una volta le bocce erano di legno, poi si è passati alle attuali ottenute da granuli che vengono fusi in forme apposite: la massa informe che si ottiene è successivamente fresata, resa tonda, lucidata per trasformarsi in boccia. Le bocce vanno da un minimo di 860 ad un massimo di 950 grammi, con un diametro che varia da 10,5 a 10,9 cm; il set da quattro bocce nuove ha un prezzo tra gli 85 e i 160 euro. Le donne, e non sono poche, in gara usano al massimo quelle da 900 grammi.

Ma a lungo andare le bocce si segnano, si scheggiano. Ecco allora la strana macchina che campeggia nel negozio di Adelia Paccagnella che serve appunto a questo scopo. La boccia viene posizionata in un apposito incavo, lavorata in modo che riacquisti la giusta sfericità e successivamente posta in un'altra macchina (sembra un’impastatrice di cemento) che la lucida: in mezzora si rimettono a nuovo quattro bocce, ma poiché la dimensione e il peso si modificano non sono più adatte per gare ufficiali. Per quattro bocce “come nuove” si spendono 35 euro.
Oggi la moda vuole le bocce colorate, non più quelle marroncine di una volta, e allora ecco il giallo, il rosso, il verde, l’arancione ANAS, con strisce irregolari in tonalità o di colore contrastante. Un’altra curiosità che ci ha raccontato la signora Adelia: quelle leggere sono utilizzate dai giocatori specialisti nel tirare al volo, quelle più pesanti per i “puntisti”.

Mentre la signora ci spiega tutto questo, la nostra attenzione viene attirata da alcune bocce di legno con accanto un cartello “Bocce in legno quebracho. Sud America”. Una rarità.
Oltre a quelle che tutti noi conosciamo, notiamo due tipi di bocce diverse esposte nella piccola vetrina. Una è quella usata in Liguria e Piemonte, chiamata bronzina per il materiale con cui è realizzata e che ha caratteristiche diverse: diametro unico e peso unico (circa un chilo). Con questa boccia si gioca solo al volo.

L’altra utilizzata soprattutto in Francia, si chiama Pétanque ed è anch’essa in metallo con un diametro variabile tra 70 e 73 millimetri ed un peso tra i 700 e 730 grammi. Viene usata principalmente, e la moda sta prendendo piede anche in Italia, per strada, sui campi, in qualsiasi posto dove ci sia uno spazio piano dove poter giocare. E questo è l’unico negozio a Milano che le vende.

Quando la signora Adelia deciderà di abbassare la saracinesca sarà come abbassare il sipario su un lavoro artigianale che resterà solo un ricordo: speriamo che almeno la macchina per rettificare le bocce finisca in un museo. Per la memoria di tutti.

Sergio Biagini